Share |

Migranti: lievitano i numeri ma la solidarietà europea è ancora di là da venire

E i nostri politici? More solito: mentre la destra alza la voce la sinistra se ne disinteressa. E non succede purtroppo nulla


17/05/2021

di MAURO CASTELLI

Il problema, a voler essere onesti, è di quelli che in questi ultimi tempi - Covid a parte - più destano preoccupazione, anche se sono in molti, per diverse ragioni, a fare orecchie da mercante. In effetti, numeri alla mano, quello legato agli sbarchi dei migranti dalla Tunisia e dalla Libia, triplicati rispetto ai primi mesi dello scorso anno, sta diventando allarmante. Con l’Europa a disattendere le promesse fatte: in altre parole a non farsi carico, in termini di solidarietà, alla spartizione dei nuovi arrivati. Che, secondo una consolidata consuetudine delle cosiddette navi umanitarie, il porto sicuro - guarda caso - lo cercano e lo trovano, curiosamente, soltanto in Italia. Non certo in Francia, Spagna, Portogallo, Grecia o Cipro. 
La qual cosa non deve stupire in quanto una buona fetta di italiani si sente vocata alla solidarietà. Ma con i quattrini altrui, ci mancherebbe. In altre parole predicando bene ma razzolando male. Perché a chiacchiere sono tutti bravi a risolvere i problemi. In effetti, a voler essere brutali, per gli altri i quattrini ci sono sempre mentre per i nostri poveracci, che ormai hanno raggiunto cifre ragguardevoli a causa della pandemia e del conseguente crollo dei posti di lavoro, purtroppo scarseggiano. 
Certo, la solidarietà è una moneta da poter spendere a testa alta. Ma questo dovrebbe valere per tutti gli altri 26 Paesi membri dell’Unione europea che, al contrario, quando c’è da concedere asilo o da mettere mano al portafogli si arrampicano sui vetri, mettendone in atto di cotte e di crude. Limitandosi a qualche pacca sulle spalle e, bene e spesso, nemmeno a quelle. In quanto gli egoismi nazionali sono sotto gli occhi di tutti. E allora, viene da chiedersi, cosa vuol dire Europa unita? Che se c’è da banchettare a spese degli altri tutti sono d’accordo e se invece c’è da metterci del proprio tutti spariscono da tavola? Insomma, a voler essere onesti proprio non ci siamo. 
Non bastasse c’è anche un altro rovescio di questa delicata medaglia e che ci riguarda direttamente: gli interessi delle cooperative e delle associazioni destinate a gestire l’accoglienza. Che quando la mannaia di Matteo Salvini, allora ministro degli Interni, aveva ridotto gli arrivi all’osso - qualcuno lo ricorderà, visto che ci sono ancora strascichi in tribunale con non poche polemiche al seguito - apriti cielo… Semplicemente perché in ballo fra una cosa e l’altra, quando si tratta di migranti, ci sono una barca di quattrini. E i quattrini, si sa, fanno gola a molti. 
Stiamo parlando di quelle montagne di euro che dobbiamo sborsare per dare vitto, alloggio, vestiario e “mancette” agli arrivati di turno. Fatto salvo il ruolo importante nei loro confronti rivestito dal nostro servizio sanitario, già da un anno e rotti si trova alle prese con una emergenza da brividi. 
Da ultimo una annotazione che si traduce peraltro in una domanda: non so se ci avete fatto caso, ma nessuno, dico nessuno, si preoccupa di fare presente agli italiani cosa lo Stato stia facendo per censire questa marea di persone. In primis per appurare se abbiano diritto o meno all’accoglienza e, in caso negativo, eventualmente decretarne le espulsioni. Espulsioni che peraltro sono frenate dai tanti mezzi messi in atto dai migranti per non tornare nei loro Paesi d’origine, in questo supportati da una accomodante burocrazia. Con il risultato che a decollare non sono gli aerei carichi di persone senza requisiti, bensì i costi di queste farraginose operazioni. 
Ma in buona sostanza cosa si sta facendo per far fronte a questa ingarbugliata situazione? Ci si sta limitando, per voce della responsabile degli Interni, Luciana Lamorgese, a ventilare una cabina di regìa volta ad affrontare lo scottante dossier a… maglie allargate. In altre parole per cercare di pianificare misure condivise in vista di un’estate che si preannuncia decisamente complicata sul fronte dei flussi.     
Al riguardo è possibile che, per il quieto vivere, la variegata pletora di partiti oggi al potere faccia melina per evitare rotture dalle gravi conseguenze. Anzi, ne siamo quasi certi. Così come è probabile che, con l’avvicinarsi delle prossime tornate elettorali, i falò delle rivendicazioni possano riprendere a brillare. E allora, più che scintille, saranno incendi non facili da domare, mettendo a rischio i già precari equilibri nei Palazzi che contano. Vogliamo scommettere?

(riproduzione riservata)