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Mini-proroghe confusionarie per i danni del Coronavirus

I primi disordinati e insufficienti differimenti rischiano, in futuro, di generare altre cartelle pazze e contenziosi. Purtroppo l'esperienza non insegna


06/04/2020

di Salvina Morina e Tonino Morina


Le prime proroghe disposte a seguito del coronavirus sono confusionarie e insufficienti. La speranza è che con il prossimo decreto si possa rimediare, almeno in parte, al caos provocato dal cosiddetto Dl “Cura Italia”. Diversamente, il rischio è che, come già successo in passato, la confusione comporterà l’emissione delle cosiddette cartelle pazze, con contestazioni e conseguente contenzioso. Sembra un paradosso, ma l’esperienza non insegna nulla. 
Dopo ogni evento calamitoso, alluvioni, sisma, o altre emergenze straordinarie, fanno seguito le liti con il Fisco, che non finiscono mai. Un esempio in questo senso è quello che riguarda i contribuenti siciliani delle tre province di Catania, Siracusa e Ragusa, colpiti dal sisma del 1990. Una norma sbagliata, introdotta a fine 2002, consentì di chiudere i conti del triennio 1990-1992, pagando al Fisco solo il 10%. 
Chi non aveva pagato nulla, risparmiò il 90%, mentre chi aveva pagato tutto venne beffato, salvo aprire il contenzioso per ottenere il rimborso di quanto pagato in più, contenzioso che, a distanza di molti anni, coinvolge ancora migliaia di contribuenti. E per mettere la parola “fine” è certo che ci vorranno almeno altri 20 anni. Insomma, del sisma siciliano del 1990 se ne parlerà ancora nel 2040, cioè 50 anni dopo. 
Le mini- proroghe per il Coronavirus - Con il decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, cosiddetto decreto “Cura Italia”, sono state disposte sospensioni dei termini di pagamento e delle attività di riscossione. In particolare: 
sono sospesi i termini di versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di accertamento esecutivi dell’agenzia delle Entrate, avvisi di addebito dell’Inps, atti di accertamento emessi dall’agenzia delle Dogane e atti di accertamento esecutivi emessi dagli enti locali, in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020; 
è sospeso anche il pagamento delle rate dei piani di dilazione in corso in scadenza dall’8 marzo al 31 maggio 2020; 
sono sospese fino al 31 maggio 2020 le attività di notifica di nuove cartelle e degli altri atti di riscossione; 
i pagamenti sospesi dovranno essere effettuati entro il 30 giugno 2020; 
è prorogato al 31 maggio 2020, che slitta a lunedì primo giugno 2020, il termine per pagare la rata in scadenza ordinaria il 28 febbraio relativa alla “Rottamazione-ter” e la rata in scadenza ordinaria il 31 marzo del “Saldo e stralcio”. 
Rottamazione e saldo e stralcio a rischio decadenza - Per le definizioni delle cartelle, rottamazione ter o saldo e stralcio, diversamente dalle altre definizioni agevolate della cosiddetta “pace fiscale”, non è previsto il ravvedimento ed il mancato pagamento di una rata cancella i benefici. Questo significa che si decade dalla rottamazione o dal saldo e stralcio se non si pagano interamente e tempestivamente le somme previste. In questo caso, riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza, sospesi in seguito alla presentazione della dichiarazione di adesione, e prosegue l’attività di riscossione dell’importo originario del debito, senza cioè considerare la definizione agevolata e senza possibilità di rateazione del debito. 
Il “rimedio” per salvare le rottamazioni ed il saldo e stralcio - È indispensabile che il Governo ponga rimedio alla norma che prevede la decadenza dalla rottamazione o dal saldo e stralcio se non si pagano interamente e tempestivamente le somme previste. La norma va cambiata in modo da consentire il ravvedimento, in caso di pagamenti tardivi, con la riduzione della sanzione del 30 per cento sulle rate non pagate, con l’aggiunta degli interessi legali, così come avviene, ad esempio, nel caso di tardivi od omessi versamenti delle rate successive alla prima per la chiusura delle liti pendenti. 
Con la proroga, in scadenza più rate nello stesso giorno - Un altro problema è che la mini – proroga al 31 maggio 2020, che sposta a lunedì primo giugno 2020 le rate della rottamazione ter, in scadenza ordinaria al 28 febbraio 2020, si sovrappone alle altre rate della rottamazione ter in agenda lo stesso 31 maggio 2020. Questa sovrapposizione peggiora la situazione perché molti contribuenti avranno più difficoltà a pagare i debiti. 
Si spera in nuove proroghe più ordinate e mirate - Visto che è stato differito al prossimo 13 aprile la chiusura di quasi tutte le attività economiche, già ferme dal 10 marzo 2020, sono inevitabili nuove proroghe, sperabilmente più ordinate e mirate di quelle del decreto “Cura Italia”. È evidente che, se il Governo non trova dei rimedi, il prolungarsi degli effetti del coronavirus comporterà gravi danni, sia per i cittadini, che rischiano di fallire, sia per l’erario, che rischia di non incassare il gettito preventivato dalla rottamazione ter e dal saldo e stralcio. È anche certo che se gli effetti del coronavirus dovessero durare a lungo e peggiorare la situazione economica, più delle proroghe dei pagamenti (che sarà comunque difficile onorare), serviranno aiuti più concreti dal Governo e dalla Comunità europea.

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