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Nasce “Fider”, il più grande Confidi dell'Emilia Romagna (vigilato da Banca d'Italia)


09/11/2020

Nato dalla fusione di Confidi.net (Rimini) e Cofiter (Bologna), operativo dal 3 novembre, con insediamento del Cda il 5, è entrato a regime “Fider”, che si configura come il più grande Confidi della regione Emilia-Romagna e uno dei pochi a livello nazionale. A guidarlo il presidente Marco Amelio (ex Cofiter) e il direttore Generale, Luigi Olivi (ex Confidi.Net). 
Si tratta di un’'operazione win-win, concepita in una ottica di complementarietà, presidiata in tutti i passaggi da Banca d'Italia, da cui entrambi i Confidi erano vigilati, così come lo è Fider. I numeri di questa realtà aperta anche ai liberi professionisti? 25 mila imprese associate, con prevalenza, commercio (45%), servizi (11%) turismo (10%), senza trascurare piccola industria, artigianato, agricoltura. Inoltre è di 25 milioni di euro il patrimonio netto, 150 milioni lo stock di garanzie, 240 milioni il volume di attività finanziaria. 
Come spiegano i vertici, “in virtù della maggiore dimensione e del potenziamento patrimoniale, Fider potrà fornire risposte più adeguate alla clientela di quanto potrebbero oggi fare i due Confidi individualmente». Con sede legale a Bologna, direzione generale a Rimini, core business in Emilia Romagna - guardando anche alle Marche -  accoglie, come rimarca il presidente Amelio, “le indicazioni della Regione Emilia-Romagna, che già dal 2017, con il Patto per il Lavoro, sollecitava gli accorpamenti territoriali”. 
Pensata prima della pandemia e dell’emergenza sanitaria economica, secondo Amelio la fusione “rafforza la sua ragion d'essere. Permette infatti di raggiungere economie di scala e di implementare in maniera più incisiva la penetrazione nel mercato”. Obiettivo dei prossimi 5 anni, come da piano industriale, è il posizionamento sul versante adriatico di Emilia-Romagna e Marche. Il Dg Olivi sottolinea come Fider si presenti sul mercato “con una esperienza consolidata sulla consulenza aziendale, sulla finanza agevolata e sul sostegno delle aziende attraverso la concessione di garanzia al sistema bancario. Amplierà tuttavia la gamma dei prodotti offerti - anticipa - intervenendo anche con erogazioni dirette che saranno complementari e non sostitutive al sistema bancario”. 
Già si pensa a finanziamenti fino a 100 mila euro a impresa. E in un anno, il 2020, in cui è tornato all'attenzione delle istituzioni il lavoro autonomo, Olivi assicura che “è interesse e intenzione del nuovo Confidi operare per sostenere tutte le imprese e le partite Iva nei progetti di investimento o nelle necessità di liquidità soprattutto in questa fase, di pandemia, i cui pesanti risvolti si vedranno nel medio e lungo termine”.

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