Share |

Neve in Sud Africa. Il clima è definitivamente impazzito?

Gli eventi straordinari lievitati in trent'anni da due a quasi venti. Tutta colpa, forse, del riscaldamento globale


17/09/2018

di Monia Savioli


Si parla spesso di mutazioni climatiche e riscaldamento globale. Qualcosa però va in controtendenza. Nei giorni scorsi, in un periodo in cui nella provincia occidentale del Sud Africa la primavera dovrebbe offrirsi dall’alto dei suoi 18 gradi, una improvvisa nevicata ha messo a dura prova giraffe, elefanti e antilopi. Immagine straordinaria? Assolutamente sì. Tanto da permettere agli scatti realizzati da Kitty Viljoen, dedicati a giraffe erranti nella neve, di diventare virali e occupare tutto il web. Gli esperti in realtà sono pronti a sostenere che non si tratta di uno stravolgimento climatico ma di una situazione che, seppur rara, potrebbe rientrare nella normalità.  L’eccezionalità è da individuare per lo più nella velocità con la quale le temperature sono precipitate fino a raggiungere 0 gradi offrendo il fianco ad una nevicata diffusa in grado di mettere in difficoltà natura, uomini e animali. Il tutto è accaduto infatti nell’arco di appena 24 ore. 
Che il clima stia cambiano non è una novità. Esperti e scienziati sono concordi nell’affermare che sempre di più si manifestano eventi climatici estremi, che val la pena di monitorare anche perché la causa è spesso da ricercare nei comportamenti anomali adottati dall’uomo. 
Ogni anno viene pubblicato il rapporto “Explaining Extreme Events” che rientra nell’ambito del Bulletin of the American Meteorological Society e coinvolge centinaia di scienziati provenienti da tutto il mondo. L’ultima edizione, pubblicata a fine 2017 con i dati relativi all’anno precedente, propone alcuni eventi estremi che hanno segnato il Pianeta e che, secondo gli scienziati, sono da correlare al riscaldamento globale causato dall’aumento del gas serra. 
Tutti gli episodi anomali registrati riguardano l’innalzamento delle temperature. Il record spetta all’Asia con le ondate di calore che periodicamente colpiscono la Tailandia, seguito dal riscaldamento delle acque oceaniche nel Golfo dell’Alaska, nel Mare di Bering e al largo della costa dell’Australia settentrionale, con il conseguente sbiancamento della Grande barriera corallina. 
Il rapporto cita anche le insolite temperature calde registrate nell’Artico a novembre e dicembre 2016, l’aria insolitamente secca sulla costa occidentale degli Stati Uniti e piogge da record nelle regioni cinesi, come a Wuhan. 
Incrociare i dati per stabilire connessioni e differenze in modo da separare i fattori naturali da quelli indotti dall’uomo, pare richieda molto tempo. Una spiegazione della neve caduta nelle provincie occidentali del Sud Africa quindi arriverà probabilmente fra qualche mese. Negli anni ’80 gli eventi straordinari registrati erano appena un paio. Nel 2016 circa 10. Per il 2017 gli scienziati ne stanno identificando quasi una ventina. Nel 2018 il loro numero sarà probabilmente ancora maggiore. Ma lo scettro del più strano sappiamo già a quale darlo.

(riproduzione riservata)