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Nuovi intrighi, vecchi rancori e amori contrastati nella Cornovaglia di fine Settecento

Per i tipi della Sonzogno arriva in libreria la terza epica avventura di Jeremy Poldark, firmata da quel genio che fu Winston Graham  


08/01/2018

di Catone Assori


Torna sugli scaffali un’altra puntata della saga di Poldark, la famosa serie di intriganti romanzi firmata dal rimpianto inglese Winston Graham, nato a Manchester il 30 giugno 1908 (figlio di un importatore di tè) e morto a Londra il 10 luglio 2003 dopo aver vissuto a lungo in Cornovaglia, proprio nei luoghi dove ha ambientato la sua storica sequenza narrativa (dodici volumi venduti a suon di milioni di copie in una quarantina di Paesi e approdati anche sul piccolo schermo grazie a due adattamenti prodotti dalla Bbc: il primo nel 1975, il secondo nel 2015, con puntate attualmente in onda su laeffe, Sky e Canale 139). Serie incentrata sulla figura di Ross Poldark, ribelle e gentiluomo, nel periodo che va dal 1783 al 1820. 
Pubblicate in Inghilterra a partire dal 1945, queste avventure hanno trovato terreno fertile in Sonzogno che, dopo aver dato alle stampe Ross Poldark nel 2016 e Demelza all’inizio del 2017, propone ora Jeremy Poldark. Un romanzo della Cornovaglia, 1790-1791 (pagg. 330, euro 18,00). Si tratta, anche in questo caso, della prima versione integrale per l’Italia, tradotta con il dovuto garbo - come nei due precedenti romanzi - da Matteo Curtoni e Maura Parolini. 
Ma di cosa si nutre questa nuova epica vicenda? Se nel primo volume la trama risultava tutta incentrata su Ross Poldark, un uomo orgoglioso in cerca di riscatto, dotato di un profondo senso per la giustizia sociale pur senza proporsi un moralizzatore; se nel secondo la scena veniva invece riservata a  Demelza, la bella e brillante figlia di un povero minatore nonché domestica in casa Poldark, una donna fiera e dal carattere volitivo andata all’altare proprio con il riservato Ross (nozze che avevano scandalizzato l’alta società locale, brutalmente contraria al matrimonio di un nobile con una plebea), il terzo lavoro della serie si rapporta invece con la vita privata dei due sposi, alle prese con la drammatica morte della figlia Julia. 
Non bastasse questo grande dolore, “Ross viene messo sotto processo con l’accusa di avere istigato il saccheggio di due navi naufragate, reato per il quale è prevista l’impiccagione. In un clima avvelenato da inimicizie e vecchi rancori, su cui grava la paura che lo spirito sovversivo della Rivoluzione francese possa dilagare anche nel resto d’Europa, il suo caso si propone delicato quanto controverso. E il nemico di sempre, George Warleggan, non esita a tramare perché si giunga a una condanna”. 
Intanto anche “il matrimonio con Demelza attraversa un periodo critico: i rapporti si sono infatti raffreddati, minati da incertezze e incomprensioni, tanto più che all’orizzonte di Ross ricompare Elizabeth, la donna mai dimenticata e ora più civettuola che mai. Sta di fatto che quando la moglie gli rivela di essere di nuovo incinta, nell’animo di Ross si combattono sentimenti contrastanti: il bambino in arrivo offrirà alla coppia l’occasione per riavvicinarsi o li renderà ancora più distanti? E la nascita di Jeremy, che coincide con la decisione di riaprire una delle miniere di rame (un’industria, quella legata a questo metallo, sull’orlo del collasso a causa di banchieri senza scrupoli, come appunto lo spietato Warleggan), quale fase inaugurerà nella vita di Ross?”. 
A conti fatto una nuova appassionante avventura - in bilico fra sentimenti e lotte sociali, antiche ruggini e pericolose faide - del capitano gentiluomo che ha conquistato generazioni di lettori. Un lavoro che si legge che è un piacere, grazie all’abilità di Graham nel tratteggiare personaggi credibili e ben costruiti, a fronte di ambientazioni che non mancano di sorprendere il lettore, riportandolo indietro nel tempo. Graham che è stato anche autore del famoso thriller Marnie, portato sul grande schermo nel 1964 da Alfred Hitchcock. Un film che a sua volta ha lasciato il segno nella storia della cinematografia. 
Per la cronaca da giovane Winston Graham, in seguito alla morte del padre a causa di un ictus, aveva incontrato non poche difficoltà finanziarie, superate lavorando in campo editoriale, oltre che pubblicando racconti sul Windsor Magazine, un mensile di narrativa. E proprio la narrativa lo avrebbe fatto diventare ricco e gli avrebbe spalancato le porte della presidenza dell’associazione Society of Authors d’Inghilterra e di quelle di membro della Royal Society of Literature. Oltre a essere insignito nel 1983 del titolo di Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico. 
A titolo di curiosità ricordiamo infine che nel 1926 Graham aveva incontrato una ragazzina di 13 anni, di nome Jean Williamson, della quale si era perdutamente innamorato e che aveva sposato nel 1939. E sarebbe stata proprio lei ad aiutarlo nel dare voce all’intrigante personaggio di Demelza.

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