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Ocse: "Nessun impatto sulla crescita italiana dall'esito delle elezioni"

La Commissione Ue si dice invece preoccupata per lo stallo politico del dopo-voto, ma il ministro dell’Economia, Padoan, la rassicura


13/03/2018

La crescita dell’Italia nel 2018 e 2019 continuerà a un ritmo “più moderato” rispetto a quella di Germania e Francia, con un +1,5% quest’anno e un +1,3% l’anno prossimo. Lo afferma l’Ocse nel suo Interim Economic Outlook, lasciando invariate le stime rispetto a quelle di novembre. In Germania e Francia, invece, la crescita “resterà solida” con un +2,4% e +2,2% per Berlino e +2,2% nel 2018 e +1,9% nel 2019 per Parigi. Nessun timore, comunque, sul dopo voto italiano. “L’esito delle elezioni - ha detto il capo economista ad interim dell’Ocse, Alvaro Pereira - non ha un impatto sulle nostre previsioni di crescita. Siamo piuttosto positivi sull’Italia, anche perché da quando c’è l’euro vediamo per la prima volta simili tassi di crescita”. 
Inoltre “i mercati hanno reagito bene alle elezioni, è in corso una ripresa del mercato del lavoro grazie alle riforme fatte e l’Italia continuerà a beneficiare di una buona crescita”. In ogni caso le riforme strutturali dovranno essere intensificate sia nei Paesi più sviluppati sia in quelli emergenti “per migliorare le prospettive di medio termine degli investimenti”. Per quanto riguarda invece le riforme strutturali, l’Ocse riconosce tuttavia che, nonostante un certo rallentamento sia nelle economie avanzate sia in quelle emergenti, sono state adottate “azioni importanti in alcuni Paesi del G20, tra cui l’Italia, la Francia il Giappone, l’India e l’Argentina”. 
Ma in Europa non sono dello stesso avviso. Nel presentare la situazione dell’Eurozona, il commissario Moscovici ha citato l’Italia come “elemento di incertezza”. Lo ha ricordato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, al termine dell’Ecofin. “Tutti (all’Eurogruppo e all’Ecofin - ndr) mi hanno chiesto cosa succederà da noi e io ho risposto di non saperlo. In ogni caso gli ho presentato tutte le opzioni”. 
Il ministro ha poi riferito degli incontri avuti con i commissari Ue Dombrovskis, Moscovici e Centeno, informandoli del lavoro che “in Italia si sta facendo sulla scrittura di un documento di quadro macro-tendenziale e del fatto che implicitamente, finché non ci sarà un nuovo Governo, la Commissione dovrà attendere l’invio del documento programmatico che è compito del nuovo Esecutivo redigere. E la Commissione si è dimostrata aperta e paziente ad attendere questo passaggio ulteriore”. (G.P.)

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