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Omicidi, ricatti, tradimenti e droga: la giungla malavitosa romana è servita

Dalle penne di Gino Saladini e Christian Lucidi un intrigante affresco, dal finale aperto, sulla malavita che prospera all’ombra del Cupolone


25/01/2021

di MASSIMO MISTERO


Una strana coppia quella che si propone, narrativamente parlando, sotto l’etichetta di Saladini & Lucidi, ovvero Gino Saladini e Christian Lucidi. Che in Roma giungla (Marsilio, pagg. 304, euro 17,00) imbastiscono un graffiante canovaccio che si sviluppa sotto il Cupolone fra omicidi, ricatti e tradimenti. Una storia dura e cruda che si addentra nel variegato mondo della malavita italiana, capace di beneficiare di ramificazioni all’estero a fronte di due facce di una stessa medaglia: denaro e potere. Un’accoppiata che va di pari passo con la droga e la prostituzione. 
Per la cronaca Saladini è nato nel 1957 a Civitavecchia (cittadina della quale, se non andiamo errati, è stato primo cittadino) e si propone come medico legale e criminologo (“Volevo coniugare la mia passione per i fatti di sangue con la mia attività di medico”), opinionista per Rai, Mediaset e Sky, nonché autore, insieme a Vincenzo Mastronardi, del thriller storico Hypnos, oltre ad aver firmato da solista i romanzi Omicidi a margine di qualcosa di magico (Sincro) e L’uccisore, imbastito sulla figura di Cesare Lombroso. 
Una penna capace di ironizzare sul suo passato (“Ho avuto un’infanzia perfetta: morbillo, tristezza e nessun’altra malattia”) a fronte di un debole dichiarato per Carl Young (“Le sue teorie sono complesse e stimolanti. Non a caso trovo aspetti di tale realtà psicologica in ogni riferimento della mia vita”). 
E per quanto riguarda Christian Lucidi? Laureato in Lingue e letterature moderne, è un film-maker diplomato al Lee Strasberg Institute di New York con all’attivo la pellicola Albedo e il documentario Il tunnel trasparente
Ma veniamo al dunque. A tenere la scena in Roma giungla è Sandro Sparta, un agente dalla faccia spigolosa di 55 anni che piace molto alle donne (ma che non manca di rovinare bene e spesso i suoi rapporti affettivi) in forza alla Dcsa. Un pezzo di marcantonio alto un metro e ottantasei ma con problemi cardiaci, ai quali non sembra però dare troppa importanza. Ed è lui a venire incaricato di condurre un’indagine preliminare a Civitavecchia, il porto di Roma, dov’era stato commissario di polizia vent’anni prima. 
Lo scalo sta infatti subendo l’infiltrazione della ’ndrangheta, che vuole farlo diventare - complice la connivenza delle autorità portuali, pronte a chiudere non uno, ma anche entrambi gli occhi per denaro - uno snodo centrale nella rete del traffico internazionale di stupefacenti: la cocaina prodotta in Colombia nei territori del Clan del Golfo che arriva in Nigeria e, di là, viene smistata in Italia. 
A tenere la scena c’è anche un nigeriano, Henry Boezie, ufficialmente uno scultore che tratta l’arte del suo paese d’origine, che in realtà è il capo della confraternita criminale dei Black Axe. Uno strano figuro che organizza mostre e che - legato ai culti esoterici africani e al vudù - convive con Alaba, una bellissima ragazza (madre di due bambini) che ha strappato al mondo della prostituzione, regalandole una vita agiata. Una cartomante e divinatrice, dalla cui magia si ritiene protetto e della quale è innamoratissimo. 
Di fatto un uomo disposto a tutto pur di difendere la sua egemonia. Costi quel che costi. Ad esempio cercando la complicità di Filippo ’u Bellu, un anziano ’ndranghetista in cerca di rivincite. Con il quale studia un piano estremamente ambizioso per conquistare la supremazia nel mercato romano della droga e della prostituzione. Una giungla dove vive la legge del più forte. Così, fra omicidi, ricatti e tradimenti, Sandro Sparta scoprirà di essersi infilato in una partita molto più grande, complessa e pericolosa di quanto potesse immaginare. Una partita che oltre tutto è solo alle battute iniziali. 
Che dire: una storia che si nutre di una scrittura ben orchestrata, di facile accesso, oltre che popolata di personaggi capaci di lasciare il segno. Una storia peraltro dal finale aperto sia sul piano sentimentale che su quello delle indagini. Evidentemente lo scopo dei due autori potrebbe essere proprio questo: dare voce - se supportati dalle vendite - a una seconda (gradita) puntata.

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