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Ossana, il borgo dei Presepi


19/12/2017

di Valentina Zirpoli

Esiste un piccolo borgo nella Val di Sole, in provincia di Trento, non lontano da Madonna di Campiglio, dove il numero di Presepi che vengono allestiti durante le festività natalizie supera il numero dei suoi residenti. Stiamo parlando di Ossana, piccolo comune con 858 abitanti che ogni anno incanta i visitatori con il suo fantastico percorso tra le Natività.


Natività da record

Quest'anno Ossana, grazie alla donazione della propria collezione privata di presepi da parte di un cittadino veneto appassionato, ha superato ogni edizione precedente, potendo contare su ben 890 Natività. I presepi sono distribuiti in tutto il Paese. L’itinerario termina al Castello di San Michele. Per visitarli tutti basterà seguire il filo rosso che traccia la via per la mostra. 
Novità del 2017 è la Casa di Babbo Natale, allestita nella «Cort dei Mantoani». 
Da non perdere poi il presepe, allestito nel Mas dei Voltolini, appositamente realizzato in occasione dei 60 anni dal disastro aereo del Monte Giner, avvenuto il 22 dicembre 1956 in località Pale Perse, a quota 2.600 metri nel territorio di Ossana.


Il Castello e la Chiesa di San Michele

Il castello di San Michele è una fortificazione medievale che sorge nel paese di Ossana, in posizione strategica tra il Trentino Alto Adige e l'alto bresciano. Venne edificato dalla famiglia dei Federici, che proveniva dalla Valcamonica, nel 1400. Ora è di proprietà della Provincia di Trento, ed è stato sottoposto a diversi lavori di restauro: i più recenti sono terminati nel luglio 2014. Aperto al pubblico, ospita visite guidate ed eventi. 
Costruito su uno sperone di roccia altrimenti inaccessibile, il Castello è caratterizzato da un mastio di 25 metri e dalla presenza, al suo interno, di una cappella consacrata al culto del Santo omonimo. Due cortine murarie delimitano il complesso degli edifici: l'una, esterna, misura 211 metri, l'altra, interna, 145 metri. Il lato di accesso era ad Est. Il nucleo difensivo orientale in entrata era costituito dal camminatoio fortificato (rondello) e dal rivellino, dotato di ponte levatoio, battiponte, fossato, in aggiunta alla torre scudata. Anche l'accesso alla corta primaria si trova ad est. Nel cuore del complesso si affacciano la chiesa, l'edificio cosiddetto palaziale, corpi di fabbrica addossati alla cortina, forse un antico, grande palazzo (da N-E a S-E), un'ultima architettura tra queste e il corpo ecclesiastico, e due cisterne, che garantivano l'approvvigionamento idrico all'interno della prima cinta. 
Un castello e i suoi fantasmi: anche il maniero di Ossana, alle porte del parco dello Stelvio, non poteva non avere i suoi spiriti che vagano per i resti delle mura al calar del sole.


La Chiesa di San Michele, di cui adesso rimangono poche vestigia, era stata costruita prima del XII secolo e poggiava sui resti di un edificio più antico e in parte su roccia. La prima menzione risale infatti al 19 agosto 1213: in tale data, in castro de Vulsane in ecclesia Sacti Michelis, il vescovo Federico concesse alcuni possedimenti al prete Corrado di Terzolas. I resti occupano tuttora il lato sud-ovest della rupe. Era un edificio semplice, a pianta rettangolare; l'abside, a forma semicircolare, si trovava sul lato est, al centro. Si accedeva alla costruzione dal lato nord, dopo aver superato una breve rampa, e uno scalino separava l'aula dall'abside. Dell'altare in muratura si conserva il basamento. La luce all'interno era fornita da feritoie (monofore): ne rimane una sola integra, sul lato sud. Si notano anche frammenti di affreschi e iscrizioni. Nel XVI secolo i lavori di fortificazione hanno inglobato la struttura esistente, e il muro perimetrale sud è diventato parte della cinta muraria; di questa, nonostante la demolizione della chiesa, si nota ancora adesso la curvatura a est, dovuta all'addossarsi della stessa sulla spalla dell'abside.  

La Chiesa di San Vigilio

Nel cuore del centro abitato di Ossana sorge la Chiesa di San Vigilio, nella tradizione il vescovo cristianizzatore del Trentino nei secoli IV e V. 
L'esistenza di un edificio di culto legato ad una pieve è documentata per la prima volta nel 1183; l'architettura che ancora si ammira fu ricostruita tra il 1495 ed il 1558 da maestranze lombarde. Il campanile che svetta sul lato settentrionale è probabilmente quello romanico. La facciata a due spioventi è caratterizzata dal portale architravato sormontato da un frontone triangolare, preceduto da un protiro a tre arcate a tutto sesto. L'interno si articola in una navata unica suddivisa in quattro campate coperte da una volta reticolata con costoloni in pietra grigia. Termina in un presbiterio con abside poligonale. 
All'interno l'altare maggiore e il pulpito sono opere dei Ramus.


L’Orto botanico

Nel 1930 nacque in queste zone l’attività di vivaio forestale dove venivano seminate le varie piante utilizzate successivamente per riforestare le aree prive di bosco. A quell’epoca il legname ricavato dalla foresta era l’unica entrata finanziaria dei questi paesi, quindi era indispensabile ripiantare le nuove piante nelle aree disponibili. L’attività di vivaio inoltre occupava, da aprile a fine ottobre, una decina di addetti, in quanto il ricavo forniva piantine a tutti i comuni della Val di Sole. Le piante coltivate erano: abeti rossi, abeti bianchi e larici; queste erano le piante più ricercate e meglio pagate per l’attività economica della valle. In breve il bosco, con le sue piante era la cassaforte dei paesi. 
Oggi sono presenti in questa area di circa 3750 m2, 26 specie fra quelle più frequenti nei boschi trentini. Precedentemente vivaio forestale, l’area è stata risistemata a partire dal 2008 ad opera del Comune di Ossana per creare uno spazio didattico per le scuole e per i turisti.


Fonti:

http://www.comune.ossana.tn.it/ 
http://www.valdisole.net 
www.iltrentinodeibambini.it

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