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Parma: grandi numeri per la diciannovesima edizione di Cibus

Presenti alla manifestazione, sostenuta da 82.000 visitatori e seguita da oltre mille giornalisti, 3.100 aziende alimentari all’insegna delle novità.  Con un indirizzo controverso: si dovranno infatti mangiare anche cibi alternativi (meduse, alghe, insetti)


11/05/2018

Si è concluso a Parma la 19a edizione di Cibus, Salone Internazionale dell’alimentazione, con 3.100 aziende alimentari espositrici, tutte italiane, che hanno presentato 1.300 nuovi prodotti da immettere sul mercato. Più in particolare, nella nuova area del Cibus Innovation Corner sono stati esposti 100 prodotti tra i più innovativi, che sono stati sottoposti al vaglio di 82.000 visitatori, il 20% dei quali provenienti da Paesi esteri (in primis 2.500 top buyers). Una manifestazione peraltro sorretta da buoni accordi commerciali e seguita da oltre mille giornalisti. 
Cibus è sempre più protagonista nel panorama fieristico italiano - ha dichiarato Gian Domenico Auricchio, presidente di Fiere di Parma - a fronte di 100 espositori in più rispetto all’edizione 2016, grazie all’apertura di un nuovo padiglione e, complessivamente, 135.000 metri quadrati espositivi”. 
Al convegno inaugurale è intervenuto Andrea Olivero, Viceministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, il quale ha affermato: “L’innovazione si deve fondare su un rigoroso rispetto della tradizione ed allo stesso tempo deve essere capace di tutelare la biodiversità e la sostenibilità ambientale e sociale; deve favorire l’interconnessione tra agricoltori e consumatori, in una vera logica di filiera che ha come obiettivo la qualità: questo è il modello Italia che vogliamo e dobbiamo difendere in Europa e nel mondo”. 
Che altro? Il primo convegno di Cibus, “World Food Research and Innovation Forum”, organizzato da Aster-Regione Emilia Romagna, ha presentato le tecniche di miglioramento genetico, frutto delle più recenti scoperte scientifiche. Il cosiddetto “genome editing”, è una tecnica di intervento di precisione fortemente basata sulla conoscenza dei meccanismi biologici e molecolari e che garantisce quantità, qualità e sostenibilità delle coltivazioni agricole. Interesse per questa nuova tecnica, diversa da quella degli Ogm, è stato espresso sia da Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare, che da Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti. 
Più in particolare, Scordamaglia ha presentato anche un approfondimento su contraffazione e Italian Sounding: “Non possiamo dirci soddisfatti delle azioni di contrasto a questo fenomeno della contraffazione, che oggi costa al nostro Paese circa 90 miliardi di euro, pari al triplo del valore dell’export alimentare nazionale. Questo fenomeno preoccupa ancor di più se andrà a inserirsi in un contesto di dazi che potrebbero essere posti in essere dagli Usa, un Paese che da solo vale 23 miliardi di euro di Italian Sounding”.
A sua volta il presidente di Confindustra, Vincenzo Boccia, intervenuto all’assemblea generale di Federalimentare, ha dichiarato: “I numeri di Cibus fanno ben sperare perché questa fiera è lo specchio di un Paese che è conosciuto nel mondo per le sue esportazioni alimentari ed è secondo esportatore europeo nelle manifatture. Quindi un segnale di salute delle imprese alimentari che producono e che generano occupazione. Le imprese alimentari stanno lavorando bene vendendo prodotti e servizi nel mondo”. 
Ovviamente si è parlato anche di futuro, con un convegno incentrato su cosa si mangerà nel 2038 e come si caratterizzerà il packaging dei prodotti alimentari.  Le indicazioni, per certi verdi non a tutti gradite? Bisognerà vincere nuovi tabù per fare spazio sulle tavole a cibi nuovi e alternativi, dai novel Food alle meduse, dalle alghe agli insetti (già consumati da più di due milioni di persone). E anche la comunicazione dovrà tenere conto di queste evoluzioni, lavorando su un packaging più Smart (cioè facile da usare, ricaricabile e parlante). 
Un’ultima annotazione: alla chiusura del salone i volontari del Banco alimentare hanno raccolto diverse tonnellate di cibo, che verranno distribuite alle strutture caritative del territorio.

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