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Pensieri e riflessioni di Tzvetan Todorov per diventare cittadini migliori

Esce postuma una raccolta di scritti del filosofo bulgaro naturalizzato francese, paladino della democrazia e dei diritti umani


04/11/2019

di Tancredi Re


È arrivato sugli scaffali delle librerie il saggio I libri e la vita (Garzanti, pagg. 401, euro 22,00, teraduzuio0ne di Paolo Lucca) di Tzvetan Todorov, il filosofo e saggista bulgaro, naturalizzato francese, morto a Parigi il 7 febbraio 2017 a 78 anni. Si tratta di un volume postumo (pubblicato in Francia da Editions Robert Laffont con il titolo Livres et vivre) che raccoglie una serie di articoli inediti dedicati a una serie di argomenti disparati: dalla morale alla religione e alla politica; dalla memoria alla giustizia; dalla guerra alla ricerca della verità, dalla letteratura come prima delle scienze umane (Milan Kundera e Ian Watt) alla musica (il mito della Traviata di Verdi), dall’arte  (Goya e Georges Jeanclos) all’antropologia (Lèvi-Strauss). 
Il libro non è un compendio della sua cultura enciclopedica e dei molteplici interessi culturali che ne hanno animato l’esistenza, ma riassume la vivacità e l’originalità del suo pensiero, ne rappresenta principi e valori - come la democrazia e i diritti umani - in cui ha sempre creduto e che ha difeso con le sue opere. 
Un anno prima di morire, nel 2016, Todorov, pur fiaccato da una malattia neurodegenerativa di cui soffriva, aveva pubblicato L’arte nella tempesta. Uno degli amici più cari, André Comte-Sponville, che ha scritto la prefazione, lo ricorda così: “Tzvetan non era soltanto il più delizioso fra gli amici. Era - ed è qualcosa di cui mi sono accorto molto presto - l’uomo più meraviglioso che abbia avuto occasione di frequentare: il più colto (e non solo perché parlava cinque lingue), il più affascinante, il più affettuoso (specialmente con i figli), nonché uno fra i più intelligenti, sinceri e lucidi: una serie di ottime qualità purtroppo non così frequenti tra gli intellettuali”. 
Chi scrive, a sua volta, ha letto alcuni dei suoi tanti libri, e, proprio su queste colonne, ha provato a recensirne uno: L’identità Europea, un argomento peraltro di grande attualità, soprattutto se visto in prospettiva, andando oltre la contingenza dell’attuale fase storica travagliata che sta vivendo l’Europa. Dove egli sostiene la tesi secondo la quale la grande sfida che attende noi europei sta proprio nel riconoscere come proprio nel pluralismo abbia trovato terreno fertile la libertà di pensiero e di giudizio di cui godiamo. Questo è il nostro incommensurabile e inestimabile tesoro che, ora più che mai, siamo chiamati a tutelare. 
“Discepolo dei Lumi”, come lui stesso rivendicava di essere, ma consapevole delle loro ombre, e quindi dei loro limiti e delle loro possibili derive, Todorov - e gli scritti contenuti in questo volume lo confermano -  getta sulla nostra epoca, che ci aiuta a comprendere, uno sguardo vasto e penetrante, critico ed energetico, informato e tranquillo. 
È un uomo “responsabile” piuttosto che “impegnato” (sono parole sue), vigile piuttosto che militante, misurato piuttosto che estremista, pacifico piuttosto che pacifista, equilibrato piuttosto che manicheo. E queste qualità si ritrovano anche nei suoi libri. 
Leggere Todorov, dunque, può contribuire a renderci cittadini più equilibrati, più giusti, più consapevoli della complessità del mondo.

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