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Pensioni più basse dal 2021

Chi lascia il lavoro pensando di mettersi al riparo dalla crisi non ha fatto bene i conti. Non è comunque una novità uscita dal cilindro dell'Esecutivo, ma una norma che risale alla legge Dini del 1995


15/06/2020

di Artemisia


Non c’è scampo nemmeno per i pensionati. Chi lascia il lavoro pensando di mettersi al riparo dalla crisi economica che esploderà dall’autunno, deve fare comunque i conti con la riduzione dell’assegno previdenziale rispetto ai colleghi già in quiescenza. 
Non è una novità uscita dal cilindro del Governo per far cassa, ma l’applicazione di una norma che risale al 1995, alla legge Dini che istituì il sistema di calcolo contributivo. Questo prende l’adeguamento dell’importo delle pensioni alla speranza di vita della popolazione. Più si allunga la vita e più diminuisce l’assegno di chi si è ritirato. Si tratta di un piccolo aggiustamento, dell’ordine dello 0,3-0,7% ma comunque è una limatura. I coefficienti di trasformazione che servono al calcolo della pensione, saranno rivisti dal prossimo gennaio. Tutti quelli che abbandoneranno il lavoro a partire dal 2021, avranno la quota contributiva della pensione un po’ inferiore a quella di chi invece ha deciso di ritirarsi quest’anno. L’impatto è minimo per chi ha il retributivo fino al 2011, ma più evidente per chi, al contrario, ricade nel sistema contributivo puro o nel misto. Il decreto, apparso in Gazzetta Ufficiale, è stato firmato sia dal Ragioniere dello Stato che dal direttore generale delle Politiche previdenziali del ministero del Lavoro. 
La limatura scatta ogni due anni per adeguare la quantità di versamenti effettuati durante la carriera lavorativa lungo tutta l’esistenza. 
Quindi più si allunga la vita, più cala l’assegno pensionistico. Resta ferma l’età dei 67 anni per ritirarsi anche se periodicamente c’è qualche istituzione internazionale che suggerisce l’innalzamento proprio in conseguenza del fatto che le migliori condizioni sanitarie contribuiscono a farci vivere più a lungo. L’Italia peraltro è tra i Paesi, insieme al Giappone, dove la popolazione anziana conta il maggior numero di individui. 
Dal 2021, lasciare il lavoro a 57 anni, comporterà un coefficiente pari a 4,186%, ovvero l’equivalente di un divisore di circa 24. Quest’ultima cifra rappresenta gli anni teorici in cui verrà percepito l’assegno. La riduzione rispetto al 2019? Dello 0,33%. Se consideriamo un lavoratore di 65 anni, il coefficiente calcolato (frutto di alcune formule contenute nella legge Dini che si applicano ai dati demografici Istat) passa a 5,22% e un divisore di poco oltre 19. L’assegno si riduce quindi dello 0,48%. Ancora: a 71 anni la percentuale tocca quota 6,466% e una variazione rispetto al 2019 pari a -0,72%. 
Questo meccanismo è stato studiato e introdotto per garantire la sostenibilità del sistema previdenziale considerando anche una situazione in cui gli ingressi nel mondo del lavoro sono ridotti. Il pagamento delle pensioni è basato su un meccanismo a ripartizione, un patto generazionale per cui i contributi versati servono a erogare gli assegni. La bassa natalità e i bassi livelli di nuova occupazione, spesso precaria, quindi con versamenti contributivi saltuari, rappresentano i grandi problemi dell’equilibrio dei conti dell’Inps. Di qui anche il dibattito se allungare la permanenza sul lavoro. 
Buone notizie invece per coloro che hanno le condizioni per una pensione di invalidità civile. Con il lockdown, le visite per le domande erano state bloccate. L’Inps ha comunicato che sono stati riaperti i canali di comunicazione legati agli accertamenti medico-legali delle ASL tanto per quanto riguarda i primi accertamenti sia per coloro che chiedono il riconoscimento di un aggravamento della propria invalidità. Non solo, l’Inps annuncia che le stesse Asl possono riprendere l’attività di calendarizzazione delle visite nel sistema VOA, secondo le consuete modalità: i soggetti chiamati a visita riceveranno una lettera di convocazione e gli sms di remind dell’appuntamento. Partono quindi le convocazioni per tutte le visite programmate dopo la riapertura.

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