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Pensioni, ripartono le domande per accedere all’Ape sociale

L’Inps ha riaperto le procedure per i lavoratori che hanno già maturato i requisiti e per quelli in dirittura d’arrivo


20/01/2020

L’Inps, l’Istituto nazionale della previdenza sociale, ha reso noto che sono Stati aperti i termini per presentare la domanda al fine di ottenere l’Ape sociale, ovvero l’anticipo della pensione di vecchiaia sino a 3 anni e 7 mesi pagato dallo Stato. I relativi fondi sono stati infatti stanziati con la legge di Bilancio 2020.  In particolare, le categorie che potranno fruire di questo anticipo di uscita dal lavoro saranno le stesse già beneficiarie dei precedenti interventi: disoccupati di lungo corso,caregiver (familiari assistenti), invalidi e addetti ai lavori gravosi. 
L’età a partire dalla quale si potrà beneficiare del prepensionamento, in base a quanto disposto, sarà pari a 63 anni, e non sarà aumentata a 63 anni e 5 mesi nonostante l’incremento dell’età pensionabile, portato a 67 anni per il biennio 2019- 2020. 
In attesa della circolare illustrativa delle nuove disposizioni, viene intanto ufficializzata la riapertura delle domande di riconoscimento delle condizioni per l’accesso al trattamento (certificazione del diritto). Di fatto, dallo scorso primo gennaio possono fare domanda i soggetti che, nel corso dell’anno, abbiano maturano tutti i requisiti e le condizioni previste dall’articolo 1, commi da 179 a 186, della legge n. 232/2016 e ss.mm.ii. 
Possono inoltrare fare domanda anche coloro che hanno perfezionato i requisiti in anni precedenti e che tuttora li mantengono, ma che finora non avevano fatto richiesta del beneficio pensionistico. 
Tutti i soggetti che, al momento della domanda possiedono già i requisiti, per non perdere mensilità arretrate della prestazione, devono contemporaneamente fare richiesta di certificazione del diritto e di trattamento vero e proprio. 
Ricordiamo che l’Ape sociale comporta importanti vantaggi, in quanto consente al lavoratore di fruire di un assegno che lo accompagnerà sino alla maturazione della pensione di vecchiaia, senza subire penalizzazioni sulla futura pensione (a differenza di quanto avviene con l’anticipo pensionistico volontario, o Ape volontario). 
Tuttavia, lo strumento presenta delle criticità: i requisiti richiesti per rientrare nelle categorie beneficiarie sono stringenti e gli anni di contribuzione necessari non sono certamente pochi. Inoltre, chi beneficia dell’Ape sociale può lavorare, ma con limiti di reddito alquanto severi.

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