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Per il "Cashback" in arrivo l'auspicata norma anti-furbetti

E i risultati anti-evasione? Ancora di là da venire


22/02/2021

di Artemisia


L’uso di carte o bancomat non è aumentato, l’evasione non è diminuita ma di contro, i commercianti sono esasperati, i consumi continuano a languire e gli utenti sono stati beffati. L’ennesimo flop del Governo Conte, lasciato in eredità a Mario Draghi, si chiama cashback. Ovvero il pagamento con moneta elettronica che dovrebbe essere incentivato con l’incentivo della restituzione del 10% di quanto speso. Il rimborso, al momento, è riferito alle spese effettuate tra l’8 e il 31 dicembre scorso per un minimo di dieci pagamenti fino ad un massimo di 150 euro. Ebbene, al momento di incassare il 10% molti si sono accorti che numerose spese non erano state contabilizzate. I reclami sono piovuti a pioggia, oltre 1.082 da parte dei cittadini che non hanno trovato corrispondenza tra pagamenti e quanto registrato dall’app IO, sul portale dedicato della Consap, la società pubblica che per conto del Mef, gestisce tanto i pagamenti quanto le segnalazioni degli utenti. Sono 3,2 milioni coloro che hanno partecipato al cashback e hanno raggiunto la soglia minima. I rimborsi maturati ammontano a 223 milioni di euro. Venerdì pomeriggio Consap aveva dato 1,75 milioni di disposizioni di pagamento per 121 milioni di valore. 
La macchina deve essere ancora rodata, anche se l’operazione è stata molto pubblicizzata. Innanzitutto non tutti gli esercenti commerciali hanno aderito al programma. Alcuni circuiti esteri sono ancora fuori come Samsung, Google e Apple Pay. Inoltre le carte che hanno un duplice circuito (ad esempio PagoBancomat e Maestro) richiedono la registrazione di entrambi i circuiti sull’app IO. Molti utenti non l’hanno fatto e se hanno pagato in modalità contactless è probabile che la loro transazione sia stata esclusa. 
Il prossimo cashback vale per un minimo di 50 transazioni dal 1 gennaio al 30 giugno. In questo periodo c’è anche il super premio da 1500 euro per chi fa in numero maggiore di strisciate della carta, a prescindere da quanto spende. Bisogna posizionarsi tra i primi 100 mila consumatori che totalizzano il maggior numero di transazioni. Questo ha scatenato una vera e propria corsa con diversi espedienti per aggiudicarsi il premio. Alcuni benzinai hanno rilevato attraverso le telecamere, una serie di rifornimenti di carburante per importi di pochi centesimi di euro pagati praticamente per poche “gocce” di benzina o gasolio per volta. 
In un’area di servizio di Codogno nel Lodigiano, sono stati effettuati 16 prelievi per pagare in tutto 2 euro di carburante. Una spesa “ridicola”, che però moltiplica le spese vive per i benzinai (già esasperati da questa nuova moda che testimonia, oltretutto l’ignoranza di chi la segue, visto che il sistema funziona solo se le transazioni sono effettuate in giorni diversi): ogni volta che un cliente fa queste transazioni “a raffica” infatti il benzinaio ne paga le spese, cioè la commissione bancaria e il costo della carta della ricevuta. Una spesa in più non da poco visto che un rotolino di carta per la ricevuta costa 12 euro e c’è stato chi, per pagare pochi euro di carburante, quel rotolino l’ha mezzo consumato. 
Per i gestori di rifornimento di benzina gusto danno si aggiunge al crollo del fatturato fino a quasi il 70% per alcuni, a causa dei ridotti spostamenti per la pandemia. 
Un’altra furbizia è di acquistare su Amazon il Pos e di registrare le transazioni che in questo caso sarebbero fittizie. 
Questo stratagemmi sono così proliferati che gli esercenti, esasperati, stanno mobiliando i partiti. La deputata Laura Cavandoli (Lega) ha presentato una interrogazione al ministero dell’Economia con la quale ha chiesto correttivi al meccanismo per evitare la deriva dei pagatori seriali che, soprattutto alle pompe di benzina automatiche, effettuano micro-pagamenti in successione per scalare la graduatoria. “Sarebbe auspicabile - spiega Cavandoli - un importo minimo sotto il quale le transazioni non sono valide ai fini del programma, anche per tutelare gli esercenti che rischiano di rimetterci le commissioni”. La deputata leghista ha detto che qualora non emergesse un beneficio nel recupero dall’evasione “sarebbe doveroso rivalutare il cashback”. La parlamentare di Forza Italia, Anna Maria Bernini che sollecitato una riflessione sull’uso dei 4,5 miliardi destinati al programma che invece sarebbe preferibile utilizzare per altri scopi. 
Il Tesoro sta già monitorando la situazione ed è probabile che questa richiesta venga accolta. Inoltre il Governo Draghi avrebbe intenzione di dare un giro di vite ai sussidi a pioggia.

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