Share |

Prosegue il calo delle vendite dei nostri quotidiani: soltanto il Sole e Avvenire in controtendenza


15/07/2019

Una deriva che non sembra volersi fermare: continua infatti inesorabile il calo delle vendite dei quotidiani italiani, innescata anni fa dall’avvento di Internet, ma anche da rassegne stampa televisive e radiofoniche che, fra segnalazioni e approfondimenti, non lasciano più spazio alla curiosità dei lettori. Così dai dati rilevati ad aprile sul mese precedente si nota una ulteriore disaffezione, con la sola eccezione del Sole 24 Ore - salito del 2,36 per cento a quota 157.191 copie (ma come sono lontani i tempi in cui il quotidiano di via Monte Rosa a Milano vendeva fra abbonati ed edicola oltre 420mila copie ogni giorno - e di Avvenire, in recupero dell’1,79 per cento a quota 115.356 (cifra supportata da un notevole parco abbonamenti da parte delle parrocchie). 
Per il resto ordinaria amministrazione: il Corriere della Sera ha ceduto l’1,69 per cento, scendendo a quota 275.328 (ma confermandosi il più “comprato” sui piazza), seguito da la Repubblica, in calo del 2,96 per cento a 198.298 copie. A tenere il quarto posto della graduatoria La Gazzetta dello Sport con 146.020 copie (-1,8 per cento), seguita da La Stampa (141.030 copie, meno 1,46 per cento), il citato Avvenire e Il Messaggero (91.913 copie, meno 2,36 per cento). 
Insomma, un quadro non certo forte confortante, peraltro senza soluzione di continuità. Che potrebbe essere mitigato dalla limatura degli approfondimenti in televisione e radio, lasciando spazio soltanto ai titoli di apertura delle maggiori testate, così come era costume fare una decina e passa di anni fa. Ma apriti cielo. Per i soliti benpensanti sarebbe un attentato alla libertà di informazione, senza tenere conto dell’inesorabile declino della categoria. Dei giornalisti, ovviamente.  

(riproduzione riservata)