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Prudenza e diversificazione: queste le regole d’oro per investire in titoli finanziari

I suggerimenti dell’analista Gerardo Marciano per evitare brutte sorprese: lasciar perdere il trading, perché non mantiene ciò che promette, e focalizzarsi sulla composizione di un portafoglio bilanciato con azioni di società di differenti settori produttivi 


07/01/2020

di Giambattista Pepi


Gerardo Marciano

Per investire sui mercati finanziari occorre una strategia che, mantenendo focalizzato l’obiettivo sul rendimento del capitale investito, esponga in maniera prudente al rischio. Non lasciatevi quindi sedurre da chi vi promette guadagni favolosi facendo il trading, cioè acquistando e vendendo più volte al giorno o alla settimana in Borsa, perché ci vogliono un sacco di soldi, è stressante e si può perdere anche tutto ciò che si investe. Per contro il modo migliore per costruire un portafoglio è bilanciare fra di loro azioni sottovalutate di società che generano utili ed operano in diversi settori produttivi. 
Sono queste alcune delle regole d’oro che Gerardo Marciano, analista finanziario di lungo corso (se ne occupa da oltre 25 anni), ricorda ai lettori di Economia Italiana.it nell’anno appena cominciato qualora stessero valutando di investire un po’ dei loro risparmi sui mercati. Fermo restando che l’intervista non è una sollecitazione all’investimento…

Dopo un 2019 di forti rialzi dei mercati, cosa è lecito attenderci? Per chi finora non ha fatto nulla lasciando la liquidità nel conto corrente e decidesse di investire, come si possono ridurre le probabilità di non rimetterci? Occorre una strategia? 
Crediamo che questo sia basilare. Ci sono diverse teorie sul tempo opportuno degli investimenti azionari ma lo studio delle serie storiche parla molto chiaro e ci dice che ci sono delle regole da rispettare per guadagnare. Negli ultimi anni, soprattutto in Italia dove gli investimenti in Borsa hanno trovato impulso soltanto da due decenni, sono nati e morti centinaia, migliaia di investitori giornalieri e di investitori in genere. Vale a dire che si sono “bruciati” - E quando ci si “brucia” si è riluttanti ad avvicinarsi nuovamente al fuoco. 
In altre parole, se un investimento è andato male, per ricominciare ad avere fiducia nei mercati finanziari ci vuole qualcosa che ci convinca a riprovare. E questo qualcosa può essere rappresentato, per l’appunto, da una strategia che senza perdere di vista l’obiettivo del rendimento di un investimento, esponga in maniera prudente al rischio e ci permetta di stare sul mercato senza rimetterci le penne.

Guadagna di più chi fa trading, cioè entra ed esce dal mercato, oppure quello che investe e mette da parte, insomma quello che una volta si chiamava cassettista? 
Il trading, cioè l’attività che consiste nel comprare e vendere azioni diverse volte durante la giornata o la settimana, ha poco futuro in quanto un’operatività del genere crea molto stress psicologico. Pochi, anzi pochissimi riescono a resistere prima di gettare la spugna. Un altro dato incontrovertibile è che il trading lo può fare solo chi ha molto denaro. Chi crede alla parabola del Vangelo della moltiplicazione dei pani e dei pesci fatta da Gesù e ai miracoli in genere rischia di illudersi: sappia che forse uno su centomila o uno su un milione riesce a trasformare mille euro in diecimila in qualche anno. Figuriamoci in un milione! Chi cerca questi risultati nel 90-95% dei casi, come confermano le statistiche, tende a perdere il denaro che ha investito in quanto assume dei rischi sproporzionati. La cosa da fare invece è un’altra.

Quale? 
Se in determinati momenti si comprano azioni sottovalutate e si mantengono, il rendimento può essere davvero straordinario, altro che trading giornaliero. Quindi diffidate dai facili guadagni che lasciano intravvedere le società che propongono di fare trading, per puntare invece su investimenti limitati, su azioni di società che generano utili, che sono solide, in settori economici che non risentono di crisi e con un rischio contenuto.

Per non incorrere in batoste finanziarie, se si decide di investire, cosa bisogna tenere presente? 
Il nostro parere è che il miglior modo per costruire un portafoglio da investitore sia di bilanciare fra di loro azioni sottovalutate che staccano dividendi ed operano in diversi settori, ciclici e anticiclici, cioè prodotti o servizi che sono più legati al ciclo economico o meno. Sono ciclici i titoli azionari di società che si muovono in linea con le oscillazioni generali dell’economia. I loro prezzi saranno alti in un ciclo economico di crescita, molto bassi in caso di recessione. 
Esempi di titoli ciclici sono quelli automobilistici, delle costruzioni e di società manifatturiere. Invece i titoli anticiclici, o difensivi, sono quelli molto meno sensibili alle condizioni economiche circostanti e possono quindi risentire meno delle fasi di debolezza del ciclo economico. Queste società appartengono invece a settori come, ad esempio, i consumi di prima necessità (alimentari, bevande, prodotti per la casa e la persona); l’energetico; la salute, le telecomunicazioni e i servizi di pubblica utilità.

Vogliamo definire lo scenario di chi investe oggi in periodi temporali diversi: a uno, tre, cinque o dieci anni. Cosa dovrà attendersi? Quali probabilità ha di portare a casa un rendimento? 
Questo è uno studio di calcoli probabilistici che non ha nulla a che fare con la tendenza in corso e con quanto possiamo pensare per ragioni macroeconomiche e microeconomiche. La nostra statistica si basa sullo studio delle quotazioni dei mercati azionari americani dal 1898 al 2014. 
Ora andremo a studiare le probabilità per chi investe all’inizio del decimo anno sui mercati americani: si badi bene che l’economia degli Stati Uniti rappresenta circa il 51% del Pil mondiale e i mercati internazionali dipendono dalla Borsa americana di Wall Street per il 76 per cento. 
Prima, però, facciamo un’ulteriore premessa. Nel definire una strategia e come investire d’ora in poi non è importante la performance media annua attesa, ma quante volte si avrà un rendimento negativo. A titolo di esempio se consideriamo due investitori con portafogli diversi e con diversi rendimenti:

       1. ogni anno l’investimento rende il 10%;

  1. un anno l’investimento rende -10%, l’anno successivo +30% e così via. In entrambi i casi il rendimento medio è del +10%, ma facendo le dovute simulazioni 10mila euro investiti nei due portafogli nel primo caso sono diventati, dopo 5 anni, 16.105 euro, nel secondo caso 12.320 euro.

Si comprende, quindi, come sia importante definire delle strategie di investimento che massimizzino non il rendimento medio annuo, ma la probabilità che l’investimento sia positivo.

Quali sono i pericoli e le opportunità di chi investe su diversi orizzonti temporali? 
A un mese: si suppone che l’investitore compri a inizio e venda alla fine del periodo. Gennaio, febbraio, marzo, giugno, luglio, agosto, ottobre, novembre e dicembre sono attesi positivi. Aprile, maggio e settembre sono attesi con rendimenti negativi.  
La probabilità che, operando un investimento con orizzonte temporale a un anno, la performance sia positiva è del 67%. Il 2019 aveva probabilità del 90% di chiudere positivo e di portare a rendimenti molto positivi. E così è stato. Le attese per il 2020 sono di un rendimento negativo del 3,3%. Quindi attenzione a come e quando si investirà. C’è da aggiungere che il quarto anno del ciclo presidenziale americano (come il 2020) ha portato a mercati azionari positivi nel 70% dei casi. Ogni volta però che si è combinato il decimo anno del ciclo con il quarto anno del ciclo decennale il rendimento è stato negativo con percentuali superiori al 70%.
A 3 anni la probabilità che, iniziando ad investire all’inizio dell’anno un investimento triennale (fino al dicembre 2022) si chiuderà negativo è del 70% A 5 anni la probabilità che, iniziando nel gennaio 2020 un investimento di durata quinquennale (fino al dicembre 2024) questo si chiuderà positivo è del 75%. A 10 anni la probabilità che, iniziando a gennaio 2020 un investimento a 5 anni (fino al dicembre 2029) questo si chiuderà positivo è dell’87 per cento. 
Attraverso uno studio storico delle quotazioni abbiamo definito come investire d’ora in poi e le probabilità di ottenere rendimenti negativi o positivi. Chiunque voglia iniziare un investimento nelle prossime settimane non può fare a meno di valutare e tenere conto dei risultati di cui ho detto.

La storia si ripeterà? 
Principalmente si ripete. Lo affermava anche Giambattista Vico (filosofo, storico e giurista italiano che parlava dei corsi e ricorsi della storia - ndr).

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