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Quale mistero si nasconde dietro il ritratto più famoso ed enigmatico della storia, dipinto da Leonardo da Vinci?

Fabio Delizzos, maestro del romanzo storico, dà voce a un intrigante canovaccio che si dipana sul sottile crinale che separa la realtà dalla fantasia. Giocato su una donna misteriosa e bellissima, della quale il nostro genio era innamorato, capace di suscitare le brame di uomini potenti. E, per insaporire la storia, non manca nemmeno un omicidio


19/12/2019

di Catone Assori


Una penna capace, come pochi altri, di giocare a rimpiattino con i misteri della storia. Frutto di una indubbia attitudine, certo, ma supportata da un robusto lavoro di ricerca (“Consulto libri e testi d’epoca, foto e mappe della città dove intendo accasare la storia, trovando via via informazioni interessanti per ricreare le atmosfere dei tempi andati”) legato soprattutto al periodo rinascimentale, quello che a lui risulta più congeniale. Il che lo porta a non dare mai nulla per scontato, dando voce a personaggi credibili e veri, ma anche  tratteggiando ambientazioni che sorprendono e catturano per la loro intensità descrittiva. 
Il suo nome? Fabio Delizzos, nato a Torino il 25 febbraio 1969, da un padre arrivato dalla Sardegna in cerca di fortuna e da una madre pugliese. E sotto la Mole Antonelliana - come ha avuto modo di raccontarci qualche tempo fa - avrebbe vissuto per dieci anni, sin quando il padre decise di lasciare la Fiat dove si era dato da fare per quindici anni e riportare la famiglia nell’isola, e più precisamente a Luras, un paesino della Gallura. Con tanto di trauma al seguito. In effetti “per me non fu facile lasciare la grande città, gli amici, il cinema, i divertimenti per finire catapultato in una realtà medievale isolata dal mondo. Ma alla fine ci si abitua a tutto”. 
Sta di fatto che avrebbe proseguire gli studi a Cagliari, dove avrebbe messo in croce i professori con le sue domande e dove si sarebbe laureato in Filosofia. E in questa città avrebbe iniziato a lavorare come copywriter pubblicitario in una piccola agenzia diventata grande grazie a Tiscali. “D’altra parte scrivere, per me, rappresentava il coronamento di un sogno che mi ero portato dietro sin da quando ero ancora piccolo” tiene a precisare. 
Tre anni dopo, repetita iuvant, “sarei sbarcato a Roma per proseguire a coltivare questo mestiere, dal quale mi sto via via discostando per mancanza di tempo”. E a Roma vive con Rosa Bianca Sanna - di professione ricercatrice, oltre che sensibile quanto esperta lettrice, fonte di preziosi consigli - che aveva “conosciuto nel 1986 e con la quale sarebbe andato ad abitare quattro anno dopo”. 
Fabio Delizzos, si diceva, uno degli autori italiani più venduti, oltre che tradotto in diversi Paesi (come Spagna, Serbia, Polonia e Russia). Una penna che, dopo aver dato voce a La setta degli alchimisti, La cattedrale dell’Anticristo, La loggia nera dei veggenti, La stanza segreta del papa, Il libro segreto del Graal, Il collezionista di quadri perduti, Il cacciatore di libri proibiti e La cattedrale dei vangeli perduti è ora arrivato sugli scaffali, sempre per i tipi della Newton Compton, con Il quadro segreto di Leonardo (pagg. 336, euro 9,90), un thriller storico nato dalle insistenze del suo editore, Raffaello Avanzini, volte a dare voce a un gigante della nostra storia nonché a “un uomo speciale”, Leonardo da Vinci appunto. Fermi restando, ancora una volta, i ringraziamenti nei confronti della sua “straordinaria editor Alessandra”, che per un chiaro ed evidente segno del destino di cognome fa Penna. 
Nemmeno a dirlo la storia si dipana all’ombra della Città eterna, un concentrato di promiscuità e potere religioso, di strade pericolose e taverne, di vagabondi e prostitute, di ubriaconi e criminali, ma anche di potenti e di grandi artisti. Siamo nel maggio 1516 e su Roma stanno per abbattersi eventi terribili. A fronte peraltro di un interrogativo: quale codice si cela dietro il ritratto più famoso ed enigmatico della storia? 
In effetti nella vita del genio da Vinci c’è una donna, affascinante e misteriosa. Una donna con un dono speciale che, insieme alla sua bellezza, suscita le brame di uomini potenti. Leonardo fa di tutto per proteggerla e spera di riuscire presto a portarla in Francia. Nel frattempo, nei pressi di Castel Sant’Angelo, Leonardo è testimone involontario di un omicidio. Sulle prime sembrerebbe un caso di ordinaria criminalità, ma qualcosa di oscuro si sta invece muovendo nell’ombra: un antico segreto è stato violato e un oggetto molto prezioso è stato rubato da un monastero. 
A questo punto Leonardo viene chiamato dal cardinale Bernardo Dovizi da Bibbiena a indagare sull’accaduto e per rintracciare gli artefici del furto: ma più scava in quel mistero, più si convince che c’è un collegamento tra i furti e l’omicidio cui ha assistito. In tale contesto anche la donna che ama potrebbe essere in serio pericolo. Ha così inizio, per lui, una corsa contro il tempo tra tetre sale anatomiche, meandri di antichi monasteri e misteri biblici. Con un interrogativo a tenere banco: riuscirà a scongiurare la minaccia che incombe su Roma e sulla donna che ama? 
Che dire: ancora una volta una prova di maturità narrativa a fronte di una storia che si dipana sul sottile crinale che separa la realtà dalla fantasia. A fronte di una vicenda che cattura regalando uno spaccato vincente sia del personaggio Leonardo sia dei tempi in cui viveva. 
Detto questo torniamo al privato dell’autore, portatore di una passione di vecchia data per la chitarra classica (suonata sino al 2010 a livello professionale nei locali e nei teatri, sin quando i troppi impegni lo avrebbero costretto a lasciare, ma non a mollare). Lui che ha un rapporto stretto con la forma fisica (“Ogni mattina, quando posso, corro per una decina di chilometri nella riserva naturale Aniene, vicina a casa mia”; lui che si propone come un tipo solitario, a fronte di un carattere particolare: “Sono schietto, ansioso, curioso, irrequieto e viaggio a corrente alternata”; lui che si porta al seguito un debole di vecchia data per Edgar Allan Poe, ma anche, “almeno in parte”, per Cormac McCarthy e Stephen King. E questo è quanto.

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