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Quali sono i cibi più pericolosi per la nostra salute?

Alcune linee guida di Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti


14/05/2018

di Carla Albertini


Il pesce spada e il tonno dalla Spagna inquinato da metalli pesanti, gli integratori e i cibi dietetici con ingredienti non autorizzati dagli Stati Uniti, le arachidi dalla Cina contaminate da aflatossine cancerogene. Sono questi, secondo Roberto Moncalvo, Presidente di Coldiretti, i cibi più pericolosi per la nostra salute, inseriti pertanto dalla Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti sul podio della cosiddetta “black list”. 
Da non acquistare al supermercato se teniamo alla nostro benessere, sempre secondo “La classifica dei cibi più pericolosi”, sono anche: i peperoni, i fichi secchi, le nocciole, i pistacchi e le albicocche secche della Turchia, i pistacchi dell’Iran, le carni di pollo dei Paesi Bassi e della Polonia, gli arachidi degli USA, il peperoncino dell’India, la noce moscata dell’Indonesia. Tutti questi alimenti, secondo Coldiretti, conterrebbero infatti una elevata presenza di aflatossine, solfiti, pesticidi e contaminazioni microbiologiche, ben oltre i limiti consentiti. 
«Parliamo di Paesi (Turchia, Cina, India, Stati Uniti e Spagna) con un fiorente scambio commerciale con l’Italia che – denuncia Roberto Moncalvo – riguarda anche i prodotti più a rischio. Nel 2016 sono stati importati dalla Spagna in Italia 167 milioni di chili di pesce, in aumento del 5% nel primo semestre del 2017, mentre sono quasi 2 milioni i chili di pistacchi che nel 2016 sono arrivati dalla Turchia, che ha esportato in Italia anche quasi 3 milioni di fichi secchi e 25,6 milioni di chili di nocciole, che rientrano nella lista nera per elevata rischiosità». 
A questo elenco si devono aggiungere poi i prodotti i cibi falsi, vale a dire “fintamente” italiani che compriamo al supermercato e portiamo in tavola. Alimenti che pensiamo provengano dalla nostra terra e invece arrivano da altri Paesi, dove le restrizioni sono ben diverse. E che risultano quindi spesso pieni di diossine, pesticidi e sostanze tossiche di varia natura. Un problema che riguarda tutti i salumi, la frutta trasformata in generale (dalle confetture alle conserve), l’insalata in busta, il pane o i funghi conservati che spesso arrivano dalla Cina, Paese ai vertici mondiali per gli allarmi alimentari. 
«Occorre vigilare affinché la normativa comunitaria risponda realmente agli interessi dei consumatori e non alle pressioni esercitate dalle lobbies del falso Made in Italy che non si arrendono e vogliono continuare ad ingannare i cittadini cercando di frenare nel nostro Paese l’entrata in vigore di norme di trasparenza e di grande civiltà», afferma il presidente della Coldiretti. Roberto Moncalvo. E aggiunge: «L’agricoltura italiana è la più green d’Europa con 292 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), il divieto all’utilizzo degli Ogm e il maggior numero di aziende biologiche, ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,5%), quota inferiore di 3,2 volte alla media UE (1,7%) e ben 12 volte a quella dei Paesi terzi (5,6%)».

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