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Quando la creatività vuole rispettare l'ambiente

Sta prendendo piede a Parma un nuovo fashion concept store online basato sulla trasformazione e personalizzazione artigianale di capi o accessori d’abbigliamento di seconda mano


05/09/2018

Nel nostro Paese - da non credere - buona parte dei vestiti acquistati rimangono inutilizzati: un dato che mostra da una parte la forza dei giganti del fashion mass market e, dall’altra, le contraddizioni del nostro periodo segnato da un accumulo ossessivo-compulsivo. Con tutto quello che ne consegue sia in termini di spreco sia per quanto riguarda lo sfruttamento ambientale e umano. Detto questo, una considerazione che si rapporta a un interrogativo: c’è realmente bisogno di tutti questi capi d’abbigliamento, e relativi accessori, che finiscono dimenticati nei guardaroba? 
Da qui l’idea del progetto “web fashion” partorito a Parma, città sempre più green e posizionata al centro del distretto della fashion valley. “Nel mondo della moda si produce molto rispetto a quanto veramente si consuma, con un grave danno sia per la creatività sia per l’ambiente - ha commentato Mauro Fanfoni, lo spirito creativo del brand, con anni di viaggi e comunicazione alle spalle -. Da qui l’interesse per il riutilizzo inventiv di stock esistenti, ovvero il mood del progetto unibrand, teso a realizzare capi e accessori da materiale vintage, una delle interessanti soluzioni contro l’eccesso di abiti senz’anima”. 
Tutti i pezzi all’interno delle “capsule collections” sono unici, in edizione limitate e numerate. Ovvero capi iconici rivisitati attraverso l’occhio di un viaggiatore esperto. “Ho deciso di utilizzare come nome del brand e delle capsule collections - ha proseguito Fanfoni - il famoso disegno floreale boteh, o cashmere o paisley, nato in Persia, importato in India e in seguito approdato in Inghilterra, perché nel corso dei decenni questo sinuoso fiore si è reinventato, rimanendo sempre simbolo di eleganza e raffinatezza”. 
Le collezioni, sia per la stagione S/S e F/W, sono composte di tre capispalla e tre accessori, capi icons tesi a travalicare i confini. Così com’è lo spirito “globalizzato” di paisley.store desidera accomunare Parma con città come Los Angeles, Tokyo, New York, dove esistono creativi sempre alla ricerca di tessuti. Artisti capaci di riconfigurare capi vintage, interpretarli, trasformarli, ripararli e renderli unici. Consentendo a ogni abito di essere diverso dall’altro, di diventare unico attraverso una personale bellezza. Ovvero l’esatto contrario della serialità́ industriale. 
“Al momento - ha concluso Fanfoni - siamo presenti, oltre che online, a Parma attraverso un itinerario che collega più fashion/designer stores dove poter vedere e indossare dal vivo uno dei capi o accessori delle capsule collections, ma sto lavorando anche a un progetto commerciale di più ampio respiro nel Nord Italia, che prevede la ricerca e la selezione di show room multibrand in sintonia con il mood del progetto”.

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