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Quando un sindaco racconta come si potrà vivere nella città del futuro

Beppe Sala, primo cittadino di Milano, svela un segreto: “Sulla mia scrivania c’è una scatola, una specie di macchina del tempo, che contiene lettere scritte dai ragazzi del domani”


01/03/2021

di VERA DE RAGAZZINIS


Chi l’avrebbe mai detto che Beppe Sala, primo cittadino della città di Milano nonché uno dei protagonisti di spicco della politica italiana, avrebbe preso carta e penna (o meglio, il computer) per raccontare, attraverso l’escamotage di lettere speciali che arrivano dal futuro, come si vivrà nelle città del domani? 
Lui che era decollato nella credibilità internazionale attraverso l’organizzazione dell’Expo 2015 (quando, per far rispettare le scadenze legate ai colpevoli ritardi di altri, lo si poteva incontrare alle tre di notte nei cantieri) e che ora, oltre ad aver accompagnato la rinascita cittadina, con l’obiettivo di farne un modello di riferimento a livello internazionale, dallo scorso aprile si propone a capo del C40 for a Geeen and Just Recovery, la task-force dei sindaci del mondo impegnati per la ripresa delle città post Covid-19. 
Il risultato editoriale? Lettere dalle città del futuro (De Agostini, pagg. 224, euro 13,90, illustrazioni e progetto grafico di Andrea drBestia Cavallini), un lavoro, giocato sulla semplicità delle parole e dei problemi, con il quale - oltre a raccontare un po’ della sua vita - vuole ispirare i giovani a partecipare al cambiamento, a costruire oggi il mondo che ci aspetta. Sfruttando le sue esperienze e i suoi tanti viaggi di lavoro, grazie ai quali ha potuto conoscere tante affascinanti realtà. Rendendosi conto che il suo sogno non era soltanto Milano (dove è nato il 28 maggio 1958 e dove si è laureato alla Bocconi in Economia aziendale), ma tutte le città e non solo: “Tutti i posti dove si può giocare, in bilico fra ciò che si è e ciò che si potrebbe essere”. 
Ma lasciamo la parola al diretto interessato che, in maniera semplice quanto accattivante, crea un feeling di robusto impatto con le nuove generazioni. Senza proporsi da primo della classe, semmai da compagno di giochi che, attraverso le sue competenze e le sue capacità, regala indicazioni importanti su come comportarsi per far cambiare le cose. E allora sentiamolo.  
“Ciao! Io mi chiamo Beppe Sala e mentre scrivo queste righe sono il sindaco della città di Milano. Ultimamente mi è successa una cosa parecchio strana e bella, e vorrei raccontartela. Sì, proprio a te: lo sai tenere un segreto? Devi sapere che in comune a Milano, sulla mia scrivania, c’è una specie di macchina del tempo, anche se all’apparenza è una semplice scatola”. 
Lì dentro “conservo la mia collezione di lettere e, in mezzo a quelle spedite dai miei amici, mi è capitato di trovarne alcune scritte da ragazze e ragazzi che non ho mai visto e che abitano nel futuro. Hai capito bene, proprio nel futuro. Grazie a loro ho davvero viaggiato nel tempo, e anche per il mondo: sono stato in giro per i quartieri pedonali di Londra, mi sono lanciato in una gara in bicicletta tra le vie di Parigi e ho persino esplorato la foresta cittadina di Freetown!”. 
Tutto questo “lavoro d’immaginazione mi è stato di grande aiuto per il mio incarico di sindaco. Ma te l’ho detto: è un segreto. Se ti va puoi condividerlo con me, leggendo le lettere che ho raccolto e commentato nelle pagine di questo libro. Ci troverai un sacco di cose che ti riguardano molto da vicino e che hanno a che fare con le magliette che indossi o con i posti in cui passi il tempo con gli amici e addirittura con la bontà dell’aria che respiri! Ti entusiasmeranno e ti faranno riflettere. E lettera dopo lettera, scoprirai anche tu come possiamo costruire già da oggi il mondo di domani”.

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