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Quanto contante si può prelevare in banca senza finire nel mirino del Fisco? Cerchiamo di vederci chiaro


05/10/2020

Subito una domanda che interessa molti italiani: c’è un limite al prelievo di contanti dal proprio conto corrente? Qual è il rischio di dover fare i conti con la normativa sulla tracciabilità dei pagamenti oppure con quella fiscale? Si sa che la legge vieta trasferimenti di contanti per cifre pari o superiori a 3mila euro. Questa norma, però, non si applica né ai prelievi né ai versamenti in banca visto che, in questo caso, la proprietà del denaro resta sempre in capo allo stesso soggetto (il correntista), essendo l’istituto di credito un mero depositario e custode delle somme. 
In altre parole non si rischia la prevista multa sull’utilizzo del contante che va da 3mila a 50mila euro, né tantomeno si rischia di incorrere in sanzioni penali. C’è comunque un limite al prelievo, ovvero non deve superare i 12.500 euro: in questo caso vige infatti il divieto di trasferire tali somme senza un intermediario abilitato, come ad esempio la banca stessa. 
Attenzione, comunque: con una recente modifica alle norme è prevista una segnalazione obbligatoria alla Uif (l’Unità di informazione finanziaria) da parte delle banche per tutti i prelievi superiori a 10mila euro nell’arco dello stesso mese. E ciò vale anche se si tratta di prelievi frazionati in più operazioni. La segnalazione viene fatta non per una questione fiscale ma per un controllo sulle attività illecite. Non finisce quindi all’Agenzia delle Entrate, ma potrebbe approdare alla Procura della Repubblica. In ogni caso, va precisato, si tratta di controlli e non di divieti. 
Che altro? Una volta entrato in possesso dei contanti l’interessato non potrà spenderli o trasferirli a un’altra persona nel caso di importi pari o superiori a 3mila euro. In altre parole si potranno utilizzare per acquisti a fronte di somme più basse. 
Ricordiamo infine che, per effetto della Legge di Bilancio 2020, è stata modificata la normativa sull’antiriciclaggio per quanto riguarda il limite del contante. Dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021, è stato abbassato il tetto al suo utilizzo a 1.999,99 euro. Non si potranno pertanto effettuare in contanti né pagamenti, né prestiti, né donazioni a partire da 2.000 euro in su, ma bisognerà utilizzare strumenti tracciabili (bonifici, assegni, carte di debito e carte di credito). Teniamo inoltre presente che dal 1° gennaio 2022 il tetto si abbasserà a 1.000 euro. 
In ogni caso - e questo è solo un suggerimento - una certa prudenza è d’obbligo: è vero che è possibile ritirare somme consistenti dal proprio conto corrente e magari spenderle in una giornata, ma è anche vero che si potrebbe incorrere in un accertamento fiscale (ad esempio comprando beni di lusso senza un reddito adeguato). 
Un’ultima annotazione: nel caso di prelievo di forti somme, lo sportellista della banca potrebbe chiedere al cliente chiarimenti sull’uso che ne intende fare, in ottemperanza alle norme antiriciclaggio. In questo caso non ci sarà denuncia all’Agenzie delle entrate, ma una segnalazione alla direzione della banca, che valuterà se mandare gli atti alla Uif (Unità di informazione finanziaria) la quale, a sua volta, potrebbe segnalare il caso alla Procura della Repubblica per le indagini.

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