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Quel gran genio di Caravaggio: passione e mistero, luce e penombra

Annalisa Stancanelli racconta la vita di un artista impareggiabile tra arte, avventura e segreti


18/01/2021

di Tancredi Re


Di Michelangelo Merisi, universalmente detto il Caravaggio, si sa molto, ma non tutto. Man mano che procedono gli studi e le ricerche negli archivi si acquisiscono nuovi elementi che ci permettono di conoscere in maniera più approfondita la sua storia rimettendo per quanto sia possibile a posto alcune tasselli del mosaico di un’esistenza breve, straordinaria ma tempestosa. 
Annalisa Stancanelli ci racconta la sua vita errabonda e la genesi delle opere nel libro Forse non tutti sanno che Caravaggio. La vita di un genio: tra arte, avventura e mistero (Newton Compton, pagg. 349, euro 12,00). 
Animo particolarmente irrequieto, questo artista, le cui opere hanno avuto una forte influenza sulla pittura barocca, nella sua breve esistenza - morì ad appena 38 anni - affrontò gravi vicissitudini. 
Tutta la sua vita, dall’infanzia all’adolescenza, fino alla maturità, è stata un continuo alternarsi di vicende che lo vedono protagonista, in positivo o in negativo: innamoramenti, fughe, assassini, risse, creazione di capolavori, l’artista lombardo trascorse la sua esistenza tra alti e bassi, tra miseria e nobiltà. 
La sua arte sublime “vive fra due poli: luce e buio” ed è “raffinata e potente capace di suscitare sconvolgimenti ed emozioni”, ma anche la sua vita è quella, a suo modo, di un uomo “ribelle” che va oltre gli schemi e le convenzioni, alla ricerca forse di una “verità” che non troverà mai, di un equilibrio che restò precario per l’intera esistenza.  
Data cruciale per la sua straordinaria arte e la vita piena di guai, che si andava a cercare, fu il 28 maggio 1606: responsabile di un omicidio durante una rissa e condannato a morte, dovette sempre fuggire per scampare alla pena capitale. 
Il racconto si dipana dalla nascita avvenuta a Milano tra il 22 e il 29 settembre 1571, all’infanzia vissuta a Caravaggio, per proseguire con la perdita del padre (Fermo) e del nonno (Bernardino) uccisi dalla peste che imperversò nel Milanese nel biennio 1576-77, fino alla maturità, protetto dai suoi benefattori: i marchesi Francesco I e Costanza Colonna Sforza, soprattutto quest’ultima che nei momenti più difficili e bui (e non furono pochi) della vita dell’artista ne fu l’angelo custode. 
Si passa poi dai primi successi a Roma, dove visse e operò dal 1594 al 1606 sebbene le fonti storiche non siano così certe (l’unico dato sul quale non ci sono dubbi è che nel 1594 fu ospite di monsignor Pandolfo Pucci da Recanati, da lui soprannominato monsignor Insalata, per via dell’unico alimento che gli forniva), ai guai con la legge e all’omicidio di Ranuccio Tommasoni morto per emorragia a seguito di una ferita all’inguine durante un duello sembra più per interesse (l’artista avrebbe perso al gioco 10mila scudi che non voleva pagare)che per questione di donne (i due uomini si sarebbero contese le grazie di Fillide Melandroni, una cortigiana tra le più richieste a Roma) alla fuga prima a Napoli, poi a Malta e infine in Sicilia, per poi fare ritorno a Napoli. 
Poi alla fine dell’estate del 1609 Caravaggio tornò a Napoli. Qui, probabilmente in ottobre, affrontato con violenza da alcuni uomini al soldo del suo rivale maltese (secondo altri fonti potrebbero essere stati i familiari del Tommasoni per vendicarne la morte o elementi della malavita locale che volevano fargli pagare uno sgarro) all’uscita della Locanda del Cerriglio rimase sfigurato e cominciò a circolare la notizia della sua morte. Infine l’epilogo della sua giovane vita. Con la fine avvolta nel mistero: sarebbe giunta nel 1610 a Porto Ercole, oggi frazione del promontorio di Monte Argentario in Toscana. 
“Caravaggio è passione, Caravaggio è mistero, Caravaggio è dramma e insieme musica, luce e penombra, arte dirompente, fedeltà alle Sacre Scritture e reinterpretazione del messaggio evangelico in chiave contemporanea” scrive nell’introduzione l’autrice (giornalista pubblicista, docente per 16 anni, oggi dirigente scolastico). Pictor Praestantissimus e “uomo del suo tempo” ricorda l’autrice, Caravaggio riflette e rispecchia l’epoca in cui visse e operò. 
Con il trascorrere dei secoli la sua storia diventa sempre più simile a un romanzo appassionante e si è svelato il mistero della sua nascita, rimangono ancora l’enigma della morte e la passione per la sua tormentata vita, arricchita dal ritrovamento di una nuova biografia che racconta i primi anni del pittore a Roma.

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