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Rapporto Abi sul credito a gennaio: i prestiti a famiglie e imprese cresciuti su base annua dell'1,8 per cento


20/02/2018

Il sole brilla sul mercato del credito domestico pienamente ristabilitosi in Italia dopo la Grande Recessione e la ristrettezza creditizia che ha fatto precipitare nella disperazione molte imprese e famiglie. E proprio i prestiti alle famiglie e alle imprese al 31 gennaio 2018 sono cresciuti su base annua dell’1,8% secondo l’ultimo rapporto sul credito redatto dall’ufficio studi dell’Associazione Bancaria Italiana (Abi). Un dato che conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, il trend positivo che dura ininterrottamente da due anni. 
Sulla base degli ultimi dati ufficiali della Banca d’Italia relativi a fine 2017, l’Abi conferma la crescita del mercato dei mutui con un +3,2% rispetto a fine 2016. Prossimo al minimo storico anche il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni risultato dell’1,92% (1,90% a dicembre 2017, minimo storico, 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso. 
A gennaio 2018, inoltre, i tassi di interesse applicati sui prestiti alla clientela si collocano su livelli molto bassi: il tasso medio è del 2,69%, minimo storico (2,69% anche il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007). E al minimo storico è anche il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese (1,45%, era 1,50% il mese precedente e il 5,48% a fine 2007)
Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) a fine 2017 si sono attestate a 64,4 miliardi di euro; un valore in diminuzione rispetto ai 65,9 miliardi del mese precedente e in forte calo rispetto al dato di dicembre 2016 (86,8 miliardi). In un solo anno si sono quindi ridotte del 25,8%. In particolare, la riduzione è di quasi 24,5 miliardi rispetto al livello massimo delle sofferenze nette raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi). 
Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è ridotto al 3,71% a dicembre 2017 (era 4,89% a fine 2016). In Italia i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, a gennaio 2018, di circa 70 miliardi di euro rispetto a un anno prima (variazione pari a +5,1% su base annuale), mentre si conferma la diminuzione della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, per oltre 52 miliardi di euro in valore assoluto negli ultimi dodici mesi (-15,9%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra a gennaio 2018 un’accelerazione su base annua pari a +1%, -0,01% il mese precedente. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è cresciuta da 1.549 a 1.717 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto - di quasi 168 miliardi. 
A gennaio 2018 il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) è in Italia a 0,75% (0,76% il mese precedente). G. P.

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