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Recoaro: il suggestivo centro termale ai piedi delle Piccole Dolomiti che affascinò anche Friedrich Nietzsche


17/02/2020

di Valentina Zirpoli


È particolarmente celebre per le proprie acque minerali e per aver ospitato Friedrich Nietzsche, che proprio qui ebbe l’intuizione dello "Zarathustra". Di lei il filosofo, nella lettera a Peter Gast del 17 giugno 1881, scrisse: “Come paesaggio, è una delle più belle esperienze; e questa sua bellezza io l'inseguita prodigandovi con zelo e fatica. La bellezza della natura, come ogni altra bellezza, è gelosa, e vuole che si serva lei sola». 
Stiamo parlando di Recoaro, cento termale ai piedi delle Piccole Dolomiti, in provincia di Vicenza, nota per l’acqua oligominerale Lora, commercializzata, e per le altre acque minerali utilizzate nelle terme delle Fonti Centrali, scoperte nel 1689. 
Ma Recoaro non è solo un noto centro termale dove trovare sollievo a molti disturbi. È, infatti, anche un importante centro dal punto di vista paesaggistico e storico, dove praticare molti sport all’aria aperta e a contatto con una natura ancora incontaminata.

Le Terme 
Il complesso termale di Recoaro è situato all’intero di un parco di 220.000 mq ed è costituito da edifici di rilevante interesse storico artistico. 
Cinque sono le fonti di acqua presenti nel centro. Ogni sorgente, grazie alle sue particolari proprietà è particolarmente indicata per chi desideri migliorare la sua condizione di salute.


Una targa murata sul Porticato Lelia alle Fonti Centrali di Recoaro ricorda il soggiorno del filosofo Friedrich Nietzsche. In questo luogo, oltre a mettere in cantiere il celebre “Zarathustra”, egli visse il passaggio del suo pensiero dal periodo "estetico" (wagneriano) al "pragmatico-esistenziale". 
Federico Nietzsche si recò a Recoaro in cerca di salute e per correggere coll'amico Peter Gast (pseudonimo di Heinrich Kiiselitz) le bozze di “Aurora”. La scelta di questo luogo fu suggerita a Peter Gast da un farmacista di Venezia: Nietzsche era allora in pessime condizioni, nonostante i suoi 36 anni. Una volta giunto a Recoaro, Nietze prese alloggio all'Hotel "Tre Garofani", come documentato da Curt Paul Janz. L'entusiasmo di Nietzsche per Recoaro traspare nella lettera del 23 giugno 1881, in cui ringrazia Peter Gast di avergli fatto visita e di essere rimasto con lui tutto il mese di maggio. La villeggiatura a Recoaro e le cure termali instillarono in lui la gioia di vivere. Fu certo un ospite di prestigio per la cittadina termale il filosofo tedesco, assurto a mito e leggenda ancor prima di morire e divenuto, con la nuova filosofia esistenziale, punto di riferimento di artisti, poeti e letterati.


Ossario del Pasubio
Poco lontano da Recoaro Terme, sul Colle Bellavista, sorge il sacello-ossario del Pasubio, più noto come ossario del Pasubio: un monumento dedicato ai caduti della prima guerra mondiale. 
L'ossario del Pasubio, insieme a quelli di Tonezza del Cimone, del monte Grappa e di Asiago compare in uno dei quattro quarti dello stemma della provincia di Vicenza. 
Venne costruito a 1.217 di altezza tra il 1920 e il 1926 per iniziativa della Fondazione "3 novembre 1918 pro combattenti della 1ª Armata" e inaugurato il 29 agosto 1926. 
Si tratta di una possente costruzione progettata da Ferruccio Chemello e decorata da Tito Chini e Umberto Bellotto dalla forma che assomiglia ad un faro alto 35 metri, con una lanterna luminosa sulla sua sommità. 
È costituito da due parti: l'ossario e il sacello. 
L'ossario, ricavato nel basamento della torre, comprende una cripta centrale e due gallerie concentriche. 
Nella cripta sono raccolti i resti di 70 decorati al valore militare e vi è stata tumulata la salma del Generale Guglielmo Pecori Giraldi, che resse il Comando della 1ª Armata dal 9 maggio 1916 sino alla conclusione vittoriosa del novembre 1918. 
Il sacello si trova alla sommità di un'ampia gradinata che conduce ad una terrazza con balaustra che circonda la torre da dove si può godere di uno stupendo panorama di tutta la vallata sottostante. 
La cripta, la piccola cappella al piano terra e tutti i piani del Sacello sono decorati con vetrate artistiche e affreschi della Fornaci San Lorenzo, Manifattura Chini di Borgo San Lorenzo all'epoca diretta da Tito Chini, che lo vedono protagonista in prima persona avendo progettato a decorazione e ornato tutto il complesso firmandosi entrando al piano terra frontalmente sotto la "teoria dei santi guerrieri" sulla sinistra con un occhio affiancato dalla scritta "Tito Chini decorò 1926".


La Montagna Spaccata 
La “montagna spaccata” di Recoaro è un luogo magico e suggestivo, dove la natura ha creato un fenomeno geologico di rara bellezza. 
Si tratta di un canyon naturale di 92 metri di origine teutonica scavato nella roccia dall’azione erosiva della Valle Inlele. 
La gradinata metallica che si insinua all’interno rimane sospesa tra l’acqua e la roccia. Durante la notte il percorso, accuratamente illuminato, offre uno scenario esclusivo che mette in luce fessure, cascate e pareti rocciose. 
Da questo luogo incantato nasce la leggenda della storia d’amore tra bellissima anguana Etele (una creatura marina simile ad una ninfa) e il giovane Giordano. La leggenda narra che su Etele gravasse un sortilegio drammatico: sarebbe svanita nel nulla quando sua madre, la maga del bosco, fosse morta. Quando arrivò il tragico momento l'incantesimo si manifestò: un pauroso boato scosse la terra e la montagna si spaccò portando verso di sé Etele che scomparve poi verso il cielo. La magia però non finì qui. L'amore tra Etele e Giordano era così forte che si trasformò e cambiò forma iniziando ad uscire dalle rocce come spirito dell'acqua per vivere in eterno. Acqua che si può vedere ancora oggi durante la visita alla montagna spaccata che accompagna il visitatore durante il percorso.


La Strada delle 52 gallerie 
La strada delle 52 gallerie (o strada della Prima Armata) è una mulattiera militare costruita durante la prima guerra mondiale sul massiccio del Pasubio. 
La strada si snoda fra Bocchetta Campiglia (1.216 m) e le porte del Pasubio (1.934 m) attraversando il versante meridionale del monte, situato al riparo dal tiro dell'artiglieria austro-ungarica, caratterizzato da guglie, gole profonde e pareti rocciose a perpendicolo. 
La strada è lunga 6.555 metri, dei quali ben 2.335 sono suddivisi nelle 52 gallerie scavate nella roccia. Ogni galleria è numerata e caratterizzata da una propria denominazione. 
La sua realizzazione fu di grande importanza strategica, in quanto permetteva la comunicazione e il passaggio dei rifornimenti dalle retrovie italiane alla zona sommitale del Pasubio, ove correva la prima linea, al riparo dal fuoco nemico. 
L'ideatore della strada fu il capitano del genio Leopoldo Motti, caduto poi il 29 settembre 1917 durante l'esplosione della prima mina austriaca sul Dente Italiano. 
La strada è un vero e proprio capolavoro d'ingegneria militare, considerando anche le condizioni e l'epoca in cui fu costruita, nonché la rapidità d'esecuzione: i lavori cominciarono il 6 febbraio 1917 e furono conclusi nel novembre 1917. Fu realizzata dalla 33ª Compagnia minatori del 5º reggimento dell'Arma del genio dell'Esercito Italiano, con l'aiuto di sei centurie di lavoratori.


Fonti: 
www.termedirecoaro.it 
www.recoaroterme.com 
www.montagnaspaccata.com

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