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Russia: fra incontri e scontri si sbloccheranno le sanzioni?


12/06/2018

di Monia Savioli


L'importanza del ruolo dell'Italia nell'ambito della scacchiera internazionale è stato più volte sottolineato dal segretario generale della Nato Jens Stoltemberg durante la sua trasferta romana. Stoltenberg ha voluto incontrare i vertici di governo nello scorso fine settimana. Prima il Ministro degli Affari Esteri, Enzo Moavero Milanesi, poi il premier Giuseppe Conte ed il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta per un confronto, il primo dall'insediamento del nuovo governo nazionale, che avrebbe dovuto puntare tutto sulla Russia e le sanzioni che dal 2014 limitano in particolare i rapporti commerciali con il Paese, ma che, al contrario, si è rivelato molto più ampio. Conte aveva espresso nei giorni precedenti all'incontro, dal palcoscenico dei G7 l'intenzione di "rivedere il sistema di sanzioni" offrendo una apertura del governo italiano, intenzione che aveva riscosso anche il favore del presidente Usa, Donald Trump che ha chiesto la riammissione della Russia al consesso dei "grandi" per tornare di nuovo a parlare di G8. L'incontro a Palazzo Chigi ha svelato molto di più. Stoltenberg ha voluto sottolineare l'importanza dell'Italia nelle missioni all'estero, in Kosovo e soprattutto in Afghanistan nonostante i 5Stelle abbiano avuto modo di definire quella missione "poco connessa agli interessi italiani". In realtà il cessate il fuoco pronunciato dal presidente afgano Ashraf Ghani e accettato dai Taliban non garantisce nulla se non l'avvio, a distanza di anni, di un primo passo verso la distensione. Proprio per l'impegno da sempre garantito dal nostro paese, dal punto di vista Nato, l'Italia può essere considerata un "facilitatore" anche nei rapporti fra Unione Europea e Russia capace di restare ferma sui principi e nel contempo aprirsi al dialogo. Conte e Trenta hanno più volte sottolineato, di contro, un impegno maggiore dell'Alleanza Atlantica sul fronte mediterraneo per il controllo dei flussi migratori e magari un sostegno in possibili impegni verso la Libia. Traendo le somme, il primo faccia a faccia Italia -Nato sulla questione internazionale sembra quindi aver svelato punti di accordo che, almeno nelle intenzioni, potrebbe essere ratificati nel prossimo vertice di luglio. 
A favore dello sblocco delle sanzioni contro la Russia si è sempre schierato anche il ministro dell'interno, Matteo Salvini che ha definito "inutili" le precauzioni prese contro la Russia auspicando nel contempo un maggiore interesse della Nato sulla difesa delle frontiere nazionali minacciate dalla continua pressione migratoria. La stessa attenzione è stata chiesta a Bruxelles durante la ministeriale Nato dei giorni scorsi, dal ministro della difesa Elisabetta Trenta che ha chiesto all'Alleanza più attenzione nei confronti del Mediterraneo e delle sfide che si propongono, dalla lotta al terrorismo al traffico di essere umani. 
Le sanzioni contro a Russia imposte da Unione europea e Stati Uniti sono state introdotte dopo l’inizio della guerra nel Donbass, in Ucraina, e l’annessione della Crimea da parte di Mosca, nel marzo del 2014. Le misure sono di tipo diplomatico (per esempio l’esclusione di Mosca dai meeting del G8, che quindi è diventato G7), economico e commerciale. Le diplomatiche prevedono il divieto di ingresso nei paesi dell’Ue ed il congelamento dei beni di 150 individui e 38 entità "colpevoli" di aver intrapreso azioni lesive della sovranità e indipendenza dell'Ucraina. Il provvedimento è stato prorogato al 15 settembre 2018. 
Le sanzioni economiche limitano l’accesso della Russia ai capitali, alle tecnologie e alle armi europei.  Rinnovati di 6 mesi in 6 mesi, tali sanzioni scadranno il 31 luglio prossimo. Poi, potranno essere rinnovate o eliminate. Sono inoltre in corso restrizioni alla cooperazione economica con la Russia (tra cui la sospensione di alcuni programmi bilaterali) e altre limitazioni ai rapporti economici con la Crimea, tra cui il divieto d’importazione di beni dalla penisola. 
Ovviamente anche la Russia ha risposto introducendo una serie di contro-sanzioni, concentrate sul divieto di importazione di prodotti alimentari dall’Europa e dagli altri paesi che applicano sanzioni contro la Russia. Il blocco riguarda carni, formaggi, verdura, frutta e latte, e resterà in vigore fino alla fine dell'anno in corso.

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