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Russiagate all'italiana: l'onda rossa colpisce la Lega…

Petrolio, fondi illeciti e accordi, il nuovo dossier coinvolge l’Italia e punta i fari sull’esponente del carroccio Gianluca Savoini


15/07/2019

di Damiano Pignalosa


Nonostante sia estate, provate a chiudere un attimo gli occhi e immaginare una fredda sera d’inverno, con il camino acceso che di tanto in tanto ci regala lo scoppiettio della legna infuocata mentre noi siamo sulla nostra poltrona preferita con accanto un bicchiere di whisky invecchiato e in mano un buon libro che parla di spie, guerra fredda e coinvolgimenti politici. Bene, ora potete aprire gli occhi e magari chiudere anche il libro visto che, per non farci mancar nulla, lo scandalo filo russo da assaporare questa volta sotto l’ombrellone, ce lo regalano i nostri cari rappresentanti politici con un intreccio che parte da Mosca ma scuote le mura non più così solide di palazzo Chigi.
Il nuovo Russiagate questa volta coinvolge direttamente l’Italia ma soprattutto la Lega. E’ Buzzfeed il sito americano che ha pubblicato gli audio dell’incontro segreto all’Hotel Metropole tra Savoini (esponente del carroccio) altri italiani non identificati e un gruppo di interlocutori russi. Si sarebbe parlato di praticare sconti su un quantitativo di greggio russo da vendere a imprese italiane e, contestualmente, offrire alla Lega un vantaggio economico consistente nel dividersi la cifra risparmiata. Si parlerebbe di una sessantina di milioni di dollari ma tutto sembra essere saltato oppure, come sostiene il vice premier Salvini, nulla di tutto ciò si sarebbe dovuto concludere.
Prima di partire con il classico calderone accusatorio tricolore bisogna dividere la questione in due macroaree: la parte giudiziale e quella politica. La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per corruzione internazionale ma la matassa risulta essere più intricata del previsto. Questo tipo di reato, se commesso in territorio straniero, pone delle difficoltà oggettive nell’identificazione del pubblico ufficiale corrotto (del Paese di riferimento) per poi avere il via libera a procedere in sede giudiziaria in Italia. Nel caso che coinvolge Savoini non pare esservi traccia del pubblico ufficiale russo disponibile ad agevolare uno scambio di favori tra i due Paesi; non risulta nemmeno un passaggio illecito di denaro e un corrispondente atto contrario ai doveri d’ufficio. E’ vero che la corruzione consente la punibilità del reato anche alla sola presenza dell’accordo illecito ma le intercettazioni a disposizione, non fanno pensare a un patto già stretto e dunque punibile. Dal punto di vista strettamente giuridico, almeno per ora, non si può neppure parlare di reato tentato e dunque, al di là delle complicazioni tecniche per procedere contro un’ipotesi posta in essere all’estero, non sussisterebbero neppure gli estremi di questa tipologia di accusa.
Per quanto riguarda l’aspetto politico, questo scossone che muove tutta la Lega, punta i fari su un possibile ridimensionamento del consenso nei confronti del carroccio che si ritrova a gestire l’ennesima questione d’interesse economico pronta ad abbattersi su tutto il partito. A differenza di altre volte dove si cercava di far gruppo fino a prova contraria, un po’ tutti gli esponenti leghisti hanno deciso di scaricare e prendere le distanze dalla questione Savoini, con la speranza che l’accaduto cada nel dimenticatoio il prima possibile senza far danni.
Un Russiagate all’italiana fatto di spie, relazioni internazionali ed interessi economici che toccano la politica in un momento dove l’unico agente Bond presentabile è quello relativo ai titoli di Stato a cinquant’anni che hanno fatto il pieno di consensi solo pochi giorni fa. Tutto questo polverone da cui gli italiani in primis vogliono prendere le distanze, si spera sia utile a far pulizia all’interno dei partiti in caso di colpevolezza e a gestire meglio i rapporti internazionali in caso contrario. Nel frattempo non ci resta altro che continuare a leggere il nostro libro pieno di errori e ripetizioni con un finale che per alcuni sembra già scritto ma che potrebbe sorprendere più di quello che si possa pensare…

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