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Salvini il "delinquente" si prenderà tutta l'Italia


10/09/2018

di Sandro Vacchi


Non so voi, ma io mi sono giocato il 49 sulla ruota di Genova. 49 come i milioni che dovrebbero essere sequestrati alla Lega di Matteo Salvini secondo il Tribunale del riesame di Genova, 49 come l'articolo della Costituzione che sancisce il ruolo dei partiti nella vita politica, quindi democratica, dell'Italia. 
Ebbene, questa doppietta di 49 più che una doppietta è una barzelletta. Campa cavallo che chicchessia possa raccattare 49 milioni di euro, pari a poco meno di cento miliardi di vecchie lirette, sui conti della Lega: nemmeno il mago Silvan o l'illusionista Houdini, ma neppure nessuno dei nostri governanti, espertissimi nel mettere le mani nelle tasche della gente. Quanto alla Costituzione, stendiamo un velo pietoso: è la più bella del mondo quando fa comodo ai tromboni in servizio permanente effettivo, ma diventa uno straccio appena si tratta di mettere nei guai il politico nemico. 
Salvini è l'ultranemico per antonomasia: della sinistra, soprattutto quella convinta di esserlo; dell'Unione Europea; delle cooperative di accoglienza e del clero bergogliano; dei i tassatori compulsivi; dell'Inps di Tito Boeri. Curioso, ma se ci pensate sono tutte entità in crisi, anche nerissima. 
Il PD (Partito Demente) si ostina a organizzare feste come se avesse ancora motivi per ridere. Oltre tutto le intitola all'“Unità”, quotidiano che ha prima spolpato fino all'osso prima di infoibarlo. E alla festa vanno ormai solamente i cuochi di tortellini. I califfi di Bruxelles sono un'accolita di ricchi sibariti per i tre quarti inutili, ma ostinati nel decidere i nostri destini. Le coop che accolgono i naviganti clandestini si stanno vedendo sfuggire fra le dita una cascata di baiocchi, ovviamente nostri, da quando Matteo il Ruspa ha messo i catenacci ai cancelli d'ingresso nel Paese. 
Il Vaticano non vedeva l'ora di dirottare l'attenzione dal più grave scandalo dai tempi del mercato delle indulgenze, quello dei prelati pedofili che inquinano le sacrestie di mezzo mondo. Le tasse, poi, tanto amate da Tommaso Padoa Schioppa in poi dal clubbino della sinistra al caviale? Se salta fuori un burbero milanese con l'idea della flat tax, immaginate come sono contenti. Quanto all'Inps, Salvini ha già pronto il sostituto di Boeri, che si chiama Alberto Brambilla, un tipo tutt'altro che favorevole agli espropri proletari sulle pensioni minacciati dai Cinque Stelle. 
Nessuno può negare che Salvini dia molto, ma molto fastidio a tanti, dalla sinistra in giù. Come Bettino Craxi procurava l'orticaria a Enrico Berlinguer, e come Silvio Berlusconi ha monopolizzato per un quarto di secolo la contropolitica di Pci, Pds, Ds o come diavolo si sono chiamati e rinominati anche nel tentativo di disorientare gli elettori. 
Matteo Salvini ha però battuto ogni record, riuscendo nell'impossibile. Nel giro di 24 ore la magistratura da nord a sud, da Genova a Palermo, lo ha colpito a pallettoni: il via libera al sequestro di una montagna di soldi, imboscati semmai dai suoi predecessori Bossi e Belsito, ha seguito a ruota l'avviso di garanzia per sequestro di persona aggravato. E' infatti accusato di aver impedito lo sbarco dei 143 immigrati più o meno clandestini pescati in mare dalla nave “Diciotti”. Metà dei naviganti si sono dileguati subito dopo lo sbarco, a dimostrazione di quanto fossero in regola e di quante lacrime di coccodrillo siano state versate. 
E' già stato scritto che quando la Margherita (cioè la sinistra) fu saccheggiata anni fa dal tesoriere Luigi Lusi, fu condannato costui, non il segretario del partito Francesco Rutelli, in quanto la responsabilità penale è individuale. 
Quanto al sequestro di persona dei migranti c'è da sbellicarsi dal ridere. Il ministro dell'Interno di un Paese dell'Unione Europea ha voluto impedire che gente sconosciuta, non identificata, in diversi casi malata, sbarcasse in casa nostra. Allora i tribunali europei dovrebbero impacchettare Macron, la Merkel, i governanti spagnoli che a Ceuta sparano pallottole di gomma sugli indesiderati. Ma volete mettere? Loro piacciono alla gente che piace, non vanno a braccetto con Viktor Orban, arcinemico del finanziere, speculatore e sedicente filantropo George Soros. 
Non so né voglio entrare nel merito giuridico dei provvedimenti. 
Sappiamo tutti, però, che l'accanimento giudiziario non è soltanto un'arma a doppio taglio, ma decisamente suicida, come dovrebbe insegnare la biografia di Silvio Berlusconi. Il passato non insegna niente? No, a chi è ignorante come una capra e più presuntuoso di Mario Monti. Mi riferisco allo sgretolato PD che non ha altro modo di rimanere in vita che quello di agganciarsi al nemico di turno da sputtanare e possibilmente distruggere. Fatto sta che Berlusconi continuava a crescere e l'ha fatto per 25 anni alla faccia di un centinaio di processi e di decine di “olgettine” e gentildonne varie. 
Sull'onda della rabbia, Salvini ha dapprima attaccato i magistrati “cattivi”, impegnandosi anche in una sceneggiata con l'apertura in diretta del plico tribunalizio. Poi ha preso un calmante, ha ammorbidito i toni, e il suo parigrado Luigi Di Maio se ne è assunto il merito: <Sono stato io a dire a Salvini di non attaccare la magistratura, la stessa che mette in carcere delinquenti e mafiosi.> Ci credete che il ragazzotto napoletano di 32 anni scarsi sia il saggio consigliere di Salvini, che di anni ne ha 45 ed è in politica da quando lui era ancora all'asilo? Infatti Salvini ha chiarito che lui decide da solo, e che è disposto ad andare a piedi a Palermo per dare spiegazioni sul “sequestro” dei diciottini. 
Il nocciolo della questione è qui, nascosto tra la fuffa pseudolegale: il braccio di ferro fra Salvini e Di Maio, fra Lega e Cinque Stelle. 
Lo scriviamo da mesi: i grillini sono la nuova sinistra, gli eredi dei poveri piddini. Sono per l'egualitarismo, per una società antindustriale, per la “decrescita felice”, per l'impoverimento, per l'attacco ai ceti medi, per l'assistenzialismo, per lo statalismo, per il massacro dei benestanti. Comunismo puro, insomma, a beneficio di questuanti, nullafacenti, invidiosi di tutti i segni zodiacali. 
Che cosa hanno a che fare costoro con il culto leghista del lavoro, del giusto compenso, del diritto al benessere, della proprietà privata, dell'autodifesa? Un bel niente. Sembra di vedere la contrapposizione ideologica di un tempo fra Unione Sovietica e Stati Uniti. 
In sei mesi giusti, dalle elezioni del 4 marzo, Salvini e i suoi sono passati dal 17,4 al 33,5 per cento, che significa una crescita di quasi il cento per cento. Fa il 15 per cento al mese, un salto dell'uno per cento ogni due giorni. Neanche la Lamborghini Aventador fila così veloce. 
I grillini avevano invece il 32,7 per cento, ma sono scesi al 30, perché la gente, almeno quella che si era lasciata incantare da un messaggio che credeva nuovo e rivoluzionario, non ci sta a rimetterci stipendi e pensioni per foraggiare il reddito di cittadinanza di non si sa chi. 
Di Maio è terrorizzato dalla fronda interna guidata da Roberto Fico e dai difensori dell'ideologia spazzatutto di Beppe Grillo. C'è da giurare che Giggino non soffra affatto per le misure adottate dai giudici contro Matteo, così si atteggia a uomo misurato e consigliere del collega dal sangue caldo. “D'Alema, la gente non è mica scema “si canticchiava molti anni fa sul motivo di “Gastone” di Ettore Petrolini. Gli elettori sanno perfettamente chi guadagnerà consensi col tiro a segno su Salvini. Lo sa meno Di Maio, che infatti vuole tenere chiusi i negozi la domenica: per la “gioia” di commercianti e cittadini. 
Va' avanti così, Giggino, e vedrai quanti voti prenderai alle europee del 26 maggio, quando tornerai a vendere il Mottarello sugli spalti dello stadio San Paolo. Così, in meno di un anno, Salvini si sarà liberato di Renzi e del temporaneo socio in affari. Anche grazie al vizio tutto italico dei giudici guastatori. Bravi, fenomeni! I kamikaze islamici sono persone sagge, in confronto.

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