Share |

Se non si paga la cartella il Fisco "bussa" alla banca

Per chi non salda il conto entro 60 giorni, possibile l’esecuzione forzata anche di beni mobili e crediti. Come, ad esempio, stipendi, emolumenti vari, parcelle, fatture, titoli, somme disponibili sui conti correnti e depositi


28/07/2017

di Salvina Morina e Tonino Morina


I contribuenti che non pagheranno le cartelle metteranno a rischio le somme disponibili sui conti bancari e sui depositi personali del debitore. Lo mette, “nero su bianco”, l’Agenzia delle Entrate, che ha approvato il nuovo modello di cartella di pagamento. Per chi non pagherà le somme dovute entro 60 giorni dalla relativa notifica, l’ente creditore, ufficio dell’Agenzia delle Entrate o altro ente, potrà infatti “bussare” alla banca e chiedere l’esecuzione forzata delle somme disponibili sui conti correnti e sui depositi bancari. Il debitore rischia anche l’esecuzione forzata di stipendi, emolumenti vari, parcelle, fatture e titoli.
Con provvedimento del direttore Ernesto Maria Ruffini, il 14 luglio 2017 è stato infatti approvato il nuovo modello che deve essere usato obbligatoriamente per le cartelle di pagamento relative ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione a decorrere dal primo luglio 2017. Come specificato nelle “motivazioni” del provvedimento, il nuovo modello mira a rappresentare in modo chiaro i contenuti della cartella di pagamento, per rendere più fruibili le informazioni per il contribuente.

Cartella a colori e modalità di pagamento - Nel frontespizio, oltre all’elencazione degli enti creditori, è riportata una sintetica esposizione della causale da cui è scaturita l’iscrizione a ruolo delle somme (ad esempio, controllo modello Unico o Redditi, infrazioni Codice della strada), con il relativo anno di imposta, se si tratta di crediti di natura erariale, nonché un prospetto nel quale viene spiegata la spettanza delle somme rispettivamente all’ente creditore e all’agente della riscossione. Nel caso di cartelle contenenti importi iscritti a ruolo da parte di più enti creditori, la tipologia di ente creditore può essere individuata anche con l’uso di un colore differente (ad esempio, arancione per le iscrizioni a ruolo delle agenzie fiscali; verde per le iscrizioni a ruolo di Comuni, Regioni), che trova corrispondenza nel banner colorato nella sezione della cartella dedicata alle informazioni di competenza dell’ente creditore. La prima sezione della cartella è interamente riservata all’agente della riscossione e fornisce, in particolare, le informazioni utili riguardanti le modalità di pagamento delle somme, la richiesta di sospensione della cartella, le modalità di presentazione del ricorso, nonché i punti di contatto dove è possibile rivolgersi per chiedere ulteriori chiarimenti per i pagamenti. La seconda sezione contiene la descrizione dei dati contabili e della causale del ruolo emesso dall’ente creditore con le relative avvertenze.

Interessi di mora e oneri di riscossione - Decorso inutilmente il termine di 60 giorni dalla notifica della cartella, termine previsto dall’articolo 25, comma 2, del Dpr 602/1973, sulle somme iscritte a ruolo, escluse sanzioni e interessi, si applicano, a partire dalla data della notifica della cartella e fino alla data del pagamento, gli interessi di mora al tasso determinato annualmente con riguardo alla media dei tassi bancari attivi, attualmente fissati nella misura del 3,50% annuo. Sono anche dovuti gli oneri di riscossione per il funzionamento del servizio nazionale di riscossione, che si calcolano sull’intero importo dovuto, e, perciò, anche sugli eventuali interessi di mora. Gli oneri dovuti sono a carico del destinatario della cartella in misura pari al 3% dell’importo totale, se il pagamento viene fatto entro 60 giorni dalla notifica della cartella, al 6% se successivo ai 60 giorni. Nel solo caso di riscossione spontanea a mezzo ruolo, se il pagamento viene eseguito nei termini, gli oneri di riscossione sono fissati nella misura dell’1 per cento.

I rischi per chi non paga - La cartella ha valore di intimazione a pagare le somme risultanti dai ruoli contenuti nella stessa, entro 60 giorni dalla notifica. Nelle ipotesi in cui il ruolo emesso sia frazionato in più rate, l’intimazione produce effetti relativamente a tutte le rate. In caso di mancato pagamento, l’agente della riscossione può acquisire, anche con richieste a terzi, notizie sul reddito e sul patrimonio del debitore e può procedere, sulla base del debito a ruolo che costituisce titolo esecutivo, secondo la legge, a: fermo amministrativo, denominato anche ganasce fiscali, di beni mobili registrati quali veicoli, natanti e aeromobili (sono esclusi dal fermo amministrativo i beni strumentali per l’attività commerciale o professionale del debitore); iscrizione di ipoteca sugli immobili, che può essere iscritta solo se il debito a ruolo è pari o superiore a 20mila euro; esecuzione forzata di beni immobili, che, comunque, non può essere disposta se si tratta di prima casa non di lusso e, in generale, per debiti di valore inferiore a 120mila euro; esecuzione forzata di beni mobili e crediti come, ad esempio, stipendi, emolumenti vari, parcelle, fatture, titoli, somme disponibili sui conti correnti e depositi.

I poteri dell’Agenzia Entrate-Riscossione - Come si può notare, la nuova Agenzia delle Entrate–Riscossione, che ha preso il posto di Equitalia, ha più poteri e sarà più invasiva. Ciò per la ragione che avrà libero accesso alle banche dati, con libertà di visualizzare, controllare e prelevare le somme disponibili sui conti correnti e depositi del contribuente moroso.

(riproduzione riservata)