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Sei amici inglesi, una vacanza in Provenza. Poi è arrivata lei, una ragazza francese, e nulla sarebbe stato più come prima

Un romanzo d’esordio, quello firmato dalla scozzese Lexie Elliott, che si nutre di dubbi, di ricordi, di sospetti, di percezioni sbagliate, di un terribile segreto e, ci mancherebbe, anche di un omicidio


20/01/2020

di Massimo Mistero


Si chiama Lexie Elliott, è nata nelle Highlands scozzesi, ha studiato a Oxford dove ha conseguito un dottorato in Fisica teorica, lavora a Londra in un hedge fund (in altre parole un Fondo comune di investimento caratterizzato da una gestione alquanto rischiosa dei capitali) e si propone alla stregua di un’accanita sportiva: nel 2007 ad esempio aveva attraversato la Manica a nuoto, mentre nel 2015 aveva corso una cento chilometri per raccogliere fondi a favore della ricerca sull’Alzheimer (“Ma non lo farei più”, tiene candidamente a precisare). 
Lei che aveva iniziato a pensare concretamente alla scrittura quando, nel 2009, aveva perso il suo lavoro in banca a causa della crisi finanziaria. A seguire, dopo aver partecipato ad alcuni concorsi dedicati ai racconti, avrebbe pianificato la stesura di un romanzo. “Ma ci sarebbe voluto del tempo prima che riuscissi a travasare le mie idee in una trama, anche perché rallentata dall’impegno legato ai miei due figli e a un nuovo impiego”. Così il suo esordio sarebbe avvenuto nel 2017, quando sarebbe arrivata sugli scaffali a stelle e strisce con The French Girl, La ragazza francese (Piemme, pagg. 332, euro 18,50, traduzione di Gloria Pastorino) nella versione italiana, un thriller diventato subito un bestseller con diritti acquisiti in diversi Paesi. 
Si tratta di una storia che, a onor del vero, non fa gridare al capolavoro, ma che in ogni caso si propone - sia pure con qualche peccato veniale al seguito - come un lavoro ben strutturato quanto di piacevole lettura. Un canovaccio che si dipana sul filo dei ricordi e, soprattutto, su un qualcosa di misterioso al seguito. 
Un qualcosa che è stato messo nel dimenticatoio per una decina di anni e che ora torna prepotente a inquinare il presente di sei amici (anzi, cinque, in quanto uno nel frattempo è morto in guerra), con l’ombra lunga del sospetto a giocare a rimpiattino fra l’uno e l’altro. E anche se tutti sembrano avere un alibi, risulta difficile fidarsi reciprocamente. Tanto più che il dubbio è sempre un cattivo consigliere. 
Sul ritorno al… passato bastano le prime pagine del romanzo, nel quale si racconta del ritrovamento di un cadavere accartocciato in un pozzo. Che, guarda caso, è quello di una francesina vicina di casa dei sei amici, tutti studenti di Oxford, che si erano presi, dieci anni prima, il lusso di passare una bella vacanza in Provenza, la regione nota ai più per la coltivazione della lavanda. Quella stessa ragazza che vedevano spesso uscire dalla villetta accanto alla loro e che un giorno era sparita nel nulla. Senza un perché e senza un percome. 
A dare la brutta notizia a Kate Channing è Tom, che insieme a lei e ad altri quattro amici (e qualcuno era anche qualcosa di più) si erano beati del sole del Sud-Est della Francia in una estate ormai lontana nel tempo. La casa che avevano affittato, nell’idilliaca campagna francese, sembrava uscita da un romanzo: era semplicemente perfetta. Tranne che per un dettaglio: la ragazza della porta accanto, Severine. Quella che, in corso di lettura, si proporrà come la vera protagonista dell’intero romanzo. 
Kate ricorda bene che, da quando era comparsa lei - la loro enigmatica vicina con il foulard rosso, il bikini nero minuscolo e la pelle dorata dal sole - nulla era più stato come prima. Fino a quell’ultima notte. Con un terribile litigio e tutto ciò che ne sarebbe conseguito. 
Finita la vacanza, ognuno aveva preso la propria strada e di Severine nessuno aveva saputo più nulla. E adesso c’è Tom dall’altro lato del filo a dire a Kate: “L’hanno trovata. Hanno trovato Severine. Morta”. E mentre la polizia cerca di fare luce su ciò che accadde, Kate (ex ragazza modello, che ora ha uno studio tutto suo e sta cercando di farsi un nome in quel mondo di pescecani che è la giurisprudenza) lotta con i sospetti che, inevitabilmente, si addensano su di lei. Così come si trova a battagliare con la propria incerta memoria. Ed è costretta a farlo: per salvare se stessa e il suo terribile segreto. 
Risultato? “Un thriller senza respiro, ricco di suspense, in cui il passato non perdona nessuno”. A fronte di una storia che si nutre di dubbi, di ricordi, di sospetti, di percezioni sbagliate, oltre che di relazioni oltremodo complicate. Una miscellanea narrativa che terrà il lettore sulla corda dall’inizio sino alla fine, quando…

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