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Sicim: la sfida del secolo in Canada

Il colosso parmense ha firmato un contratto per la realizzazione di 200 km di oleodotti per il trasporto di prodotti nella provincia della British Columbia


21/09/2020

Nemmeno un terreno impervio come le Montagne Rocciose del Canada, con condizioni climatiche e problematiche logistiche impossibili, rappresenta un ostacolo per Sicim. Il colosso nella progettazione e costruzione di grandi impianti per il trattamento, trasporto e distribuzione di idrocarburi, è stato scelto per la realizzazione di 200 km di oleodotti per il trasporto di prodotti petroliferi nella provincia della British Columbia, in Canada, nell'ambito del Progetto di espansione dell’oleodotto esistente costruito oltre 60 anni fa, il Trans Mountain Expansion Project. 
Sicim sta operando in condizioni estreme, sia per la difficoltà del territorio sia per la presenza di una serie di vincoli ambientali. La capacità del Gruppo di coniugare soluzioni tecniche all’avanguardia e rispetto dell’ambiente è stata determinante per superare gli altri competitor e aggiudicarsi la commessa. Il contratto è stato firmato dalla controllata Sicim Canada Ltd. in partnership con Ledcor Pipeline Ltd., che fa parte di uno dei più grandi gruppi del Canada nel settore delle costruzioni. Questa operazione consolida Sicim sullo scenario dei grandi player dell’industria petrolifera mondiale, trasformandolo in un ambasciatore dell’alta capacità tecnica del Made in Italy. 
Il Trans Mountain Expansion Project ha un grande significato strategico per il Canada in quanto rappresenta un canale di sbocco per le proprie risorse sui mercati mondiali con ricadute economiche importanti per il Paese. Attualmente esiste una condotta di 1.150 chilometri tra la Contea di Strathcona, Alberta e Burnaby, nella British Columbia. Il Progetto Trans Mountain prevede l’ampliamento di questa struttura con la costruzione di una seconda condotta che aumenterà la capacità nominale del sistema da 300.000 barili al giorno a 890.000 barili al giorno. 
Sicim, in partnership con Ledcor, si occuperà come main contractor della realizzazione di uno dei tratti più complessi del progetto, cioè la sezione North Thompson. Questo tratto attraversa le Montagne Rocciose, un territorio impervio, caratterizzato da condizioni geologiche e da un’orografia impegnativa, con pendii ripidi e strettoie, all’interno di un corridoio condiviso con importanti arterie di comunicazione quali un importante ferrovia e la Highway 5 che attraversa la British Columbia fino a Vancouver. Un’area caratterizzata anche da caratteristiche ambientali uniche e da una situazione meteorologica difficile. Questi elementi hanno richiesto soluzioni costruttive e logistiche all’avanguardia per l’esecuzione dell’opera. I lavori sono appena iniziati mentre è previsto che l’intera pipeline sia in servizio per fine 2022. 
Per avere un’idea di questa ciclopica operazione bastano alcuni numeri: si prevede che nella massima attività saranno impiegati circa 1.000 addetti per questa parte del progetto e saranno frantumati 350.000 metri cubi di rocce e oltre 85 chilometri richiederanno particolari tecniche e metodologie di costruzione. L’opera prevede oltre 60 attraversamenti di fiumi da eseguire in limitate finestre temporali, 48 attraversamenti con tecniche “trenchless”, oltre 300 tra sentieri condutture e utenze. 
L’impegno di Sicim e Ledcor nel Trans Mountain Expansion Project risale al 2015, quando è stata avviata la fase preparatoria che ha previsto una serie di operazioni come la predisposizione di analisi e studi di fattibilità, la pianificazione delle opere di costruzione, le stime dei costi, la definizione del fabbisogno di risorse, l’ottimizzazione della manodopera, la negoziazione con i proprietari e lo sviluppo di piani di esecuzione delle opere. La partnership tra Sicim e Ledcor è l’unione di due giganti del settore delle condotte, capaci di offrire soluzioni innovative per superare i vincoli dal punto di vista ambientale e edilizio che esistono nel mercato canadese. Hanno una affidabilità che poggia su 120 anni complessivi di esperienza nel settore e possono mettere in campo una forza combinata di 14.000 operai e una squadra di alto livello di ingegneri, tecnici, assistenti amministrativi, sovrintendenti e capisquadra, operatori e saldatori. A questi si aggiunge una potenza indiscussa di macchinari. 
Attilio Cagnani, Presidente di Sicim S.p.A., sottolinea: «La firma di questo contratto conferma le capacità uniche del made in Italy nell'industria petrolifera mondiale. I lavori infatti interessano un’area che presenta interessanti prospettive di sviluppo. Le sabbie bituminose di Athabasca, situate nella parte nord di Alberta, sono il più grande giacimento di bitume grezzo del mondo, paragonabile al totale delle riserve mondiali accertate di petrolio convenzionale. Inoltre la partecipazione al Trans Mountain Project conferma la capacità del Gruppo di operare in contesti ambientali e metereologici molto difficili». 
«Ledcor, con sede nel Canada Occidentale, è uno dei principali costruttori di pipeline dal 1971 ed ha eseguito pipeline compresi tra 2” e 60” di diametro in tutto il Nord America. Che si tratti delle sfide dell’Artico, della roccia dello Scudo Canadese o dell’asprezza delle Praterie, Ledcor ha sempre avuto successo in tutti gli ambienti e terreni canadesi. La partnership tra Ledcor e Sicim porta il meglio di entrambe le organizzazioni per soddisfare le richieste e le aspettative di questo progetto più unico che raro attraverso le Montagne Rocciose Canadesi», afferma Bill Partington, Presidente di Ledcor Pipeline Ltd.
Dove altri si fermano, Sicim comincia. Il gruppo ha chiuso il 2019 con un fatturato di 431 milioni

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