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Sono intoccabili, sono la squadra del commissario Mordenti, sono "les italiens"

Sulla scia dell’omonima serie poliziesca, Enrico Pandiani dà voce a un nuovo lavoro, un po’ thriller e un po’ noir, sulle ossessioni dei nostri tempi


11/12/2017

di Catone Assori


L’incipit (ma anche la trama) di Un giorno di festa (Rizzoli, pagg. 308, euro 18,00), firmato da Enrico Pandiani, è di quelli che si rifanno alla narrativa dei tempi andati, alla George Simenon per intenderci: “Se davvero avete voglia di ascoltare ciò che mi è successo, conviene che vi dica come e dove è cominciata questa storia. Si avvicinava la fine di giugno e un caldo torrido rendeva tutto più difficile. Fino ad allora Fred non aveva preso in considerazione la possibilità di morire…”. Si tratta di una storia che si snoda in Francia, partendo da un rapporto sfilacciato fra due innamorati a bordo di una Renault Laguna familiare: purtroppo succede che a ridosso di Royan, una cittadina nei pressi di Bordeaux, parta un proiettile da un fucile tattico che fora il parabrezza dell’auto e metta fine ai giorni di Fred Céline, uno sbirro della stradale di Parigi. 
La sua compagna, Leila Santoni, a sua volta poliziotta sotto la Tour Eiffel, sopravvive per miracolo (riesce infatti a uscire indenne dalle lamiere dell’auto rovesciata e finita contro uno dei primi alberi di una boscaglia a ridosso di un campo di granoturco, dopo aver ascoltato l’ultima parola pronunciata dal suo compagno, ovvero Hélène) e fugge braccata dagli assassini rifugiandosi in un posto sicuro, dove viene raggiunta dal suo capo. Lei fa infatti parte della Brigata criminale del “quai des Orfèvres”, agli ordini del commissario Pierre Mordenti. Li chiamano les italiens, sono intoccabili e per loro (Cofferati, Coccioni, Rogliatti, Santoni, Servandoni, Martini…, cognomi tutti di origine italiana anche se in realtà si tratta di poliziotti parigini) vale ancora il motto “uno per tutti, tutti per uno”. 
Mentre “incombe la festa nazionale del 14 luglio e l’estate avvolge la Francia in un caldo torrido”, Mordenti e i suoi si trovano a vendicare la morte dell’amico e, una volta ritrovata la collega, a confrontarsi con un’indagine che può scuotere gli assetti politici di un Paese sfregiato dagli attacchi terroristici (il ricordo della strage del Bataclan è ancora viva in tutti). Un Paese dove la paura rappresenta una moneta corrente. E in tale contesto Pierre sarà costretto a rischiare tutto: anche la storia con Tristane Le Normand, la bella quanto passionale figlia - a sua volta madre del piccolo Benjamin - del severo patron della Crim e “l’unica capace di placare la sua sete d’amore”. 
Un indagine complessa che ovviamente si propone all’insegna di un interrogativo e una consoderazione: per quale motivo è stato ucciso Fred? Forse perché stava indagando privatamente, all’insaputa della stessa Leila, su una pista nella quale era coinvolta la misteriosa Hèlène, della quale a lettura in corso si scopriranno le molteplici identità? Di fatto in questo nuovo capitolo della serie de Les italiens Pandiani “fa i conti con gli incubi dello scontro di civiltà e ci racconta, mischiando il ritmo del thriller d’azione ai toni del noir romantico, le più profonde ossessioni del nostro tempo”. 
Che dire: un romanzo ben costruito e altrettanto ben scritto, ricco di morti ammazzati e di colpi di scena, segnato a tinte forti dai mali del presente: il terrorismo, il pericolo di un attentato di matrice islamica, la paura di una nuova strage. Tanto più che un grosso quantitativo di esplosivo, secondo i servizi segreti, è arrivato in Francia per vie traverse e non si sa dove sia andato a finire. In altre parole un lavoro ben ambientato e ricco di personaggi credibili (come nel caso di Moet Chamberat de Bargkasse, la fascinosa quanto pingue artista omosessuale, il medico patologo Philippe Guibert, il direttore delle brigate della polizia giudiziaria Patrick Le Normand, l’aristocratica e seduttiva Océane D’Anglas o l’industriale senza scrupoli Balthazar Rogeret) che intrigano lasciando il segno. 
Detto del libro, brevi note sull’autore. Per la cronaca Enrico Pandiani è nato a Torino il 16 luglio 1956, dove cura la parte infografica del quotidiano La Stampa. Lui che aveva iniziato il suo apprendistato di narratore sceneggiando e scrivendo fumetti per le riviste Il Mago e Orient Express, per poi esordire nella narrativa di settore nel 2009 con il romanzo Les italiens con il quale aveva inaugurato la saga del commissario Pierre Mordenti, un uomo complicato, a tratti insicuro, che piace alle donne e per il quale i suoi agenti rappresentano una famiglia. Saga composta anche da Troppo piombo, Lezioni di tenebra, Pessime scuse per un massacro, Una pistola come la tua e, ora, Un giorno di festa. Che altro? Nel 2013 avrebbe iniziato a dare voce anche a una seconda serie, incentrata sull’ex agente della scientifica Zara Bosdaves, pubblicando La donna di troppo e, due anni dopo, Più sporco della neve.

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