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Stop ai diesel: si parte dalla Pianura Padana

Una prima misura per contrastare un triste primato: 80mila morti a causa dello smog


01/10/2018

di Carla Albertini


E’ scattato in tutta la Pianura Padana il blocco delle auto diesel più inquinanti, secondo quanto previsto dal nuovo “Accordo per il miglioramento della qualità dell'aria nel bacino padano”, un programma sottoscritto da Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte, d'intesa col ministero dell'Ambiente. Molte saranno le auto diesel a subire restrizioni alla circolazione secondo quanto specifica l'articolo 1 dell'accordo, fino 31 marzo. 
Questo provvedimento si è reso necessario a causa del triste primato che il nostro Paese detiene in Europa in fatto di smog: secondo l’Agenzia europea per l’ambiente sono più di 80mila le morti premature all’anno in Italia a causa dell’inquinamento. 
Il nostro Paese si colloca per questo davanti a Germania, Inghilterra, Polonia, Francia, Spagna, Romania, Grecia, Bulgaria e Ungheria. 
Dei ben 82.489 decessi, (nel 2014) 59.630 sono causati dal particolato fine (i PM 2.5), 17.290 dalle concentrazioni di diossido di azoto (NO2) e 5.569 dall'ozono a livello del suolo (O3). 
A livello europeo, l'inquinamento atmosferico da particolato fine è stato responsabile, nel solo 2014, di 428mila morti premature in 41 paesi, di cui circa 400mila nell'Ue a 28. Nello stesso anno il diossido di azoto ha ucciso 78mila persone e l'ozono a livello del suolo 14.400. I dati sono stati rilevati su 2.500 stazioni di monitoraggio in tutta Europa, incrociati con dati demografici e sull'effetto sulla salute dell'esposizione a determinati inquinanti. 
La regione più colpita? Proprio la Pianura Padana, che si conferma una delle aree più problematiche d'Europa, con valori oltre i limiti per periodi prolungati per tutti le sostanze. 
«La catastrofe provocata dall'inquinamento è peggio di una guerra», ha dichiarato il leader dei Verdi, Angelo Bonelli. Ma che cosa sta pensando di fare il Governo a tal proposito? 
«Stiamo studiando un piano strategico di mobilità sostenibile. Il nostro obiettivo è armonizzare le norme per il 2020», afferma il Ministro Sergio Costa, che aggiunge: «L’attuale modello di mobilità è inadeguato alla conformazione delle città, determina problemi ambientali e di salute ed è del tutto inefficiente. Cambiare è doveroso». 
I ministeri dei Trasporti, dello Sviluppo economico e dell’Economia stanno lavorando in modo da definire entro inizio 2019 un piano strategico che consenta all’Italia di uscire dalla procedura di infrazione Ue. Tali misure sono anche scritte nero su bianco nel contratto di Governo. Le risorse? A quanto pare ci sono.

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