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Sulle orme di William Barents

Andrea Pitzer racconta l’avventura dell’esploratore olandese che si spinse fino ai confini dell’Artico dove nessun europeo era mai riuscito a giungere


08/02/2021

di Giambattista Pepi


Nel libro Ai confini dell’artico. La storia delle incredibili imprese di Willem Barents: il primo europeo a spingersi così a nord (Newton Compton, pagg. 320, euro 12,00 traduzione di Marta Lanfranco), la giornalista e saggista Andrea Pitzer, fondatrice di Nieman Storyboard, il sito di saggistica della Fondazione Nieman for Journalism dell’Università di Harvard, racconta un’avventura ai confini del mondo. 
La storia umana è sempre stata una storia di perseveranza, spesso contro notevoli avversità. Una delle avventure più sorprendenti è sicuramente quella dell’esploratore olandese del XVI secolo William Barents e del suo equipaggio: si avventurarono più a nord di qualsiasi altro europeo prima e, alla loro terza esplorazione polare, persero la nave al largo della costa gelata di Nova Zembla, preda del ghiaccio spietato. Questi uomini trascorsero l’anno successivo com­battendo contro i morsi della fame e l’inverno senza fine. 
In questo libro, Andrea Pitzer combi­na magistralmente gli elementi del romanzo di avventura con una storia travolgente della grande Era dell’E­splorazione: un tempo di speranza e frontiere geografiche apparentemen­te illimitate. 
Dopo ricerche approfondite, l’autrice ha imparato ad usare le apparecchiature di navigazione ed è partita in prima persona per tre spedizioni nell’Artico così da ripercorrere i passi di Barents. Un viaggio appas­sionante sulle tracce di uno dei più grandi navigatori del XVI secolo, le cui ambizioni e la ricerca ossessiva di un percorso attraverso le regioni più pro­fonde dell’Artico si sono concluse in tragedia e gloria.

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