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Superbonus, "quota 100" e infrastrutture: Governo fermo alle regole del Recovery Fund

Al Festival dell’Economia di Trento è andata in scena la presentazione delle mosse dell’Esecutivo ancora troppo ancorate agli accordi presi a Bruxelles. Intanto la disoccupazione vola e la pressione fiscale non accenna a diminuire


28/09/2020

di Damiano Pignalosa


Iniziano ad arrivare le prime risposte sulle manovre che il Governo adotterà nei prossimi anni per cercare di ridurre il gap con gli altri Paesi dell’eurozona. Nel meeting di Trento il Premier Giuseppe Conte ha giocato a carte scoperte affrontando gli argomenti più scottanti e partendo proprio dall’eliminazione di quota 100 prevista per fine 2021: «È un progetto triennale di riforma che veniva a supplire a un disagio sociale. Non è all'ordine del giorno il rinnovo». A questo ha ricollegato la questione pensioni: «Dobbiamo metterci attorno a un tavolo: ad esempio fare una lista dei lavori usuranti mi sembra la prospettiva migliore. Un professore universitario vorrebbe lavorare a settant’anni, mentre in tanti lavori usuranti non possiamo prospettare una vita lavorativa così lunga. Dobbiamo avere il coraggio di differenziare».
Il premier fa mea culpa invece sull’applicazione del reddito di cittadinanza, a cui è stato aggiunto il reddito di emergenza, proprio puntando il dito sulla mancata formazione e reimmissione nel mondo del lavoro dei soggetti aventi diritto: «Certo - ha spiegato Conte - si possono sempre migliorare in fase di attuazione. Il progetto di inserimento nel mondo del lavoro collegato al reddito di cittadinanza ci vede ancora indietro. Ho già avuto due incontri con i ministri competenti: dobbiamo completare questo altro polo e dobbiamo riorganizzare anche una sorta di network per offrire un processo di formazione e riqualificazione ai lavoratori. Dobbiamo cercare di costruire un percorso coordinato. Spero che nei primi mesi del 2021 potremo presentare l'altro progetto, quello che incrocia l’attuazione del reddito di cittadinanza con l'inserimento nel mondo del lavoro».
Al contrario si punta molto sul superbonus al 110% per rilanciare i cantieri, infatti per il Premier Conte con questa manovra si potrà dare una vera scossa all’intero settore dell’edilizia tanto da pensare già oggi di estendere questi incentivi anche oltre il 2021: «Diventa concreta la possibilità di produrre occupazione e lavoro nel settore dell'edilizia, perseguendo però l'obiettivo dell'efficientamento energetico, dell'adeguamento sismico delle abitazioni. Intendiamo estendere questo strumento anche oltre il 2021». Nell’ambito del Recovery Plan «almeno il 37% delle risorse disponibili riguarderà investimenti green, quindi transizione energetica in settori strategici come l'automotive, il potenziamento della rete idrica, il contrasto al dissesto idrogeologico, l'efficientamento energetico degli edifici pubblici». 
A questi discorsi si uniscono: gli investimenti per 7 miliardi nella scuola che però non hanno procurato i frutti sperati tanto da avere ancora le graduatorie bloccate, l’adozione di un'infrastruttura digitale unica in ultra banda larga che dovrebbe servire a digitalizzare ancor di più il Paese e diminuire gli iter burocratici incentivando anche strumenti tecnologici nell’istruzione e infine il rafforzamento della sicurezza per gestire nel migliore dei modi la questione immigrazione.
Superbonus, infrastrutture digitali e vari investimenti dettati Bruxelles per utilizzare i capitali del Recovery Fund, dal discorso di Conte però non abbiamo visto un serio approccio verso la risoluzione di altre tematiche alquanto scottanti come: la disoccupazione giovanile, la ripartenza dell’economia, la riduzione della pressione fiscale, il rilancio del Made in Italy ecc. Ok destinare le risorse europee così come concordato già mesi fa ma c’è un estremo bisogno di intraprendere quelle politiche nazionali che riescano a portare i cittadini fuori da queste sabbie mobili che stanno distruggendo il Paese e soprattutto il futuro di tantissimi giovani che rischiano seriamente di intraprendere senza dubbio alcuno viaggi della speranza verso l’estero alla ricerca della felicità chiamata lavoro…

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