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Thriller e dintorni: sulla scena estiva Alex Connor, Erin Kelly e Kerry Wilkinson, i tre moschettieri inglesi proposti da Newton


30/07/2018

di Massimo Mistero


C’è una casa editrice che, a livello nazionale, continua a tenere bassi i prezzi dei suoi libri. Regalando ai concorrenti (che invece i ritocchi non se li sono fatti certo mancare) una buona dose di insofferenza. Stiamo parlando della romana Newton Compton, fondata nel 1969 dal geniale Vittorio Avanzini, che ancora oggi continua a portarla avanti con il supporto del figlio Raffaello. Una casa editrice che inizialmente aveva puntato sui tascabili, poi lanciando i classici paperbacks e, a seguire, i Grandi Tascabili Economici, dedicati ai numeri uno della letteratura, della filosofia, della poesia e della saggistica. E che dire della collana i Mammut, volta a raccogliere la produzione, spesso completa, di autori classici? Altro colpo di traverso, nel 1992, la collana 100 pagine 1000 lire, che avrebbe scatenato il finimondo fra le fila della concorrenza. 
Ovviamente il carnet di questa rampante casa editrice - che strada facendo ha dato voce a chissà quante altre serie - non avrebbe mancato di puntare le sue carte migliori sulla narrativa gialla, con diversi meriti sul campo: in primis quello di “scoprire” autori vincenti a livello nazionale; quindi di dare voce a scrittori stranieri di indubbio peso; infine di offrire libri cartonati e con sovracoperta a colori a un prezzo incredibilmente basso. 
Ed è in quest’ultimo ambito che diamo spazio a tre piacevoli proposte per questo scorcio finale d’estate. Incominciando dall’intrigante penna dell’inglese Alex Connor (un nome maschile che sta per Alexandra, peraltro una gran bella signora, il che non guasta), una penna che avevamo imparato a conoscere con la lettura del bestseller Cospirazione Caravaggio, per poi apprezzarla nuovamente ne Il dipinto maledetto (storia, vincitrice del Premio Roma per la narrativa straniera, incentrata su una tela di Tiziano che si credeva perduta per sempre). A seguire Caravaggio enigma (dove il lettore viene intrigato dalle graffianti traversie giovanili di questo genio del pennello e dalla sua turbolenta ascesa nel mondo dei grandi) e, ora, Maledizione Caravaggio (pagg. 328, euro 9,90, traduzione di Tessa Bernardi), secondo romanzo di una trilogia ambientata nella Roma Barocca degli inizi del 1600 e non solo. Canovaccio nel quale l’autrice porta in scena i tormenti di Michelangelo Merisi da Caravaggio, un genio condannato al “bando capitale” per il delitto di Ranuccio Tomassoni. Nel senso che, in qualsiasi luogo, chiunque potrà eseguirne la sentenza di morte ed esigere la relativa ricompensa. 
“In fuga e con una taglia sulla testa, l’artista si rende conto di essere una preda troppo facile per i suoi nemici, ma trova un potente alleato nella famiglia Colonna, che lo nasconde - rischiando di attirare le ire del papa - fino al momento giusto per farlo fuggire a Napoli, sotto la protezione di Costanza Colonna Sforza. Lontano dalla giurisdizione di Roma e protetto da questo importante casato, Caravaggio viene inondato di commissioni, alle quali si dedica nell’attesa del perdono papale, che peraltro il cardinale Scipione Borghese gli ha promesso. E le calde atmosfere napoletane, infatuate del suo genio, fanno di tutto per compiacerlo. Ma l’omicidio di Tomassoni non è stato dimenticato. E i suoi nemici sono sempre più vicini. Comincia allora una fuga che lo porterà a Malta e in Sicilia, verso un destino che sembra esigere a tutti i costi un robusto prezzo da pagare…”. 
Alex Connor, si diceva, nata e cresciuta in Inghilterra, che attualmente vive a Brighton, nel Sussex. Una donna che la vita l’ha vissuta attraverso diverse angolature prima di approdare alla narrativa: proponendosi ad esempio come fotomodella prima e assistente di un importante chirurgo poi. Ma anche gestendo una galleria d’arte nella londinese Bond Street e dandosi da fare come pittrice. Da qui l’apprezzamento per gli artisti più famosi del passato, che ha saputo travasare al meglio nei suoi gialli storici. Quasi tutti ambientati nel mondo dell’arte. Lei che, dopo aver esordito nel 2011 con Il segreto di Rembrandt, avrebbe dato alle stampe, in rapida successione, The Other Rembrandt, Legacy of Blood, The Hogarth Cospiracy, Memory of Bones, Isle of the Dead, The Bosch Deception. Successi di caratura internazionale, supportati appunto da una robusta conoscenza dei grandi pittori, giocati sulla suspense e su inaspettati colpi di scena finali.

Proseguiamo con un thriller psicologico di successo - La verità sul caso Beth Taylor (pagg. 425, euro 9,90, traduzione di Mara Gini) - firmato dall’inglese Erin Kelly, un lavoro da duecentomila copie vendute soltanto in Inghilterra e benedetto da unanimi consensi per le sue atmosfere inquietanti, per l’azzeccata caratterizzazione dei personaggi, per la bravura dell’autrice nel dare voce sfumata, secondo il Guardian, “al grigiore sfuocato nel quale si nasconde la verità”. In buona sostanza un “lavoro straordinario”, secondo quel genio di Stephen King, a fronte di un assunto: mai fidarsi delle apparenze, perché hanno sempre un lato nascosto che può far male. 
Di fatto la Kelly, giornalista freelance per testate importanti (come Sunday Time, Sunday Telegraph, Daily Mail, Marie Claire, Elle e Cosmopolitan), ha dimostrato nei suoi romanzi di avere capacità da vendere nell’imbastire storie che lasciano il segno. Lei quanto mai abile nel regalare ai lettori finali mozzafiato, all’insegna di imprevedibili colpi di scena. Lei che vive a Londra e che nelle nostre librerie era già sbarcata nel 2014, per i tipi della Sperling & Kupfer, con Broadchurch, un romanzo alla base dell’omonima serie televisiva ideata da Chris Chibnall con protagonisti David Tennant e Olivia Colman. A fronte di una vicenda che si rifà a una località segnata da misteri, inquietudini, dissapori, vecchi segreti e sospettosi abitanti. 
Detto questo spazio alla trama de La verità sul caso Beth Taylor, un thriller la cui trama si sviluppa nell’estate del 1999. A tenere la scena
Kit e Laura, due giovani diretti al festival di Capo Lizard, in Cornovaglia, dove intendono assistere a un’eclissi solare. Kit è un vero appassionato di queste congiunzioni astronomiche e delle sue cinque fasi (che scandiranno le fasi del racconto), mentre Laura non ne ha mai vista una dal vivo. Sono giovani e felici e non vedono l’ora di vivere la loro avventura. Ma negli istanti successivi all’eclissi, mentre stanno tornando alla loro tenda, la ragazza intravede “un uomo incattivito sopra una donna. Il suo istinto la induce a pensare di aver assistito a un qualcosa di terribile, ma l’interessato nega. Ciononostante viene arrestato. È la sua parola contro quella di Laura”. 
Nei mesi successivi Beth, la vittima dell’aggressione, mostra una crescente quanto sospetta gratitudine nei confronti della coppia, tanto da diventare assillante, persino eccessiva. E quando cominciano a verificarsi alcuni episodi inquietanti, in Laura comincia a insinuarsi un dubbio: avrà dato fiducia alla persona giusta? Quindici anni dopo Kit e Laura sono sposati e vivono sotto falso nome. Il passato però riesce a raggiungerli di nuovo e minaccia di sconvolgere per sempre le loro vite… 

La terza proposta di lettura è legata alla penna di un autore da un milione di copie, tradotto in dodici lingue, capace di dare voce a lavori carichi di tensione all’insegna di “una scrittura potente e al tempo stesso profonda”. In effetti Kerry Wilkinson - uno scrittore originario del Somerset, ma che ha passato gran parte della sua vita nel Nord dell’Inghilterra - ha dimostrato, strada facendo, di avere le carte in regola per saper raccontare storie. E a confermarlo è il successo riscosso - complice anche la lingua - negli Stati Uniti, in Canada, Sud Africa, Singapore e Australia. Di fatto un maestro della suspense, secondo il Sun, che ora debutta sui nostri scaffali con 13 anni dopo (pagg. 332, euro 9,90, traduzione di Fabrizio Coppola), un canovaccio che cattura e intriga per la sua finta semplicità, a fronte di una vicenda ben strutturata e arricchita da personaggi che lasciano il segno. 
Kerry Wilkinson, si diceva, nato a Bath il 4 novembre 1980, il quale - dopo aver frequentato le aule della University of Central Lancashire - avrebbe intrapreso la carriera giornalistica, per poi debuttare come scrittore solista nel 2011 con Locked In. Da lì in poi sarebbe stato tutto un imperversare sugli scaffali a un ritmo di due, tre se non addirittura quattro romanzi a “stagione” (come successo nel 2013 e nel 2014). Lui che in questo primo scorcio d’anno ha già pubblicato Eye For An Eye (tredicesimo appuntamento con la sua azzeccata protagonista Jessica Daniel) e Last Night. Lui pronto a ironizzare sul fatto che, quando si trova a corto di idee (ma quando mai?), se le fa venire andando in giro in bicicletta oppure creando dolci. 
Detto questo, briciole di trama su 13 anni dopo, un romanzo edito nel 2017 come Ther Girl Who Came Black e incentrato sulla scomparsa
di Olivia Adams, una bambina che ora sembra essere tornata a casa come donna. Succede infatti che una ragazza, scomparsa dal giardino di casa quando aveva soltanto sei anni, torni sul luogo del… delitto dicendo di essere appunto Olivia. Nemmeno a dirlo, al momento della sua misteriosa sparizione da Stoneridge, un posto dove non era mai successo nulla, la comunità era finita in preda allo sgomento. Ma come poteva una bambina sparire semplicemente nel nulla? E come mai ora è tornata?  La “nuova” Olivia si presenta infatti al bar della madre, Sarah, che non esita nemmeno un istante a riconoscerla. Forse perché non aveva mai smesso di sperare nel suo ritorno, così come non aveva mai smesso di cercarla. 
Ma come giustifica la sua scomparsa la ragazza che ora ha 19 anni e che inaspettatamente è tornata a casa? Con un rapimento, anche se afferma, in preda alla confusione, che soltanto di recente i ricordi del passato hanno cominciato a riaffiorare nella sua mente. Alcuni punti del suo racconto, tuttavia, rimangono avvolti nel mistero: dove e come ha vissuto per tredici lunghi anni? E che cosa è accaduto esattamente in quel lontano quanto drammatico pomeriggio? Non bastasse, nell’euforia generale, c’è qualcuno che non risulta particolarmente felice della ricomparsa di Olivia. In primis il nuovo marito di Sarah, Max, e Ashley, suo fratello: sono infatti loro a fare la parte dei cattivi, a remare contro. “Perché quando il passato ritorna ci sono segreti che rischiano di essere svelati dopo essere rimasti sepolti per anni”. 
Che dire: una storia che parte in sordina ma che, strada facendo, si nutre delle connotazioni ideali per un thriller: personaggi ambigui, vecchie amicizie che si ripropongono, punzecchiature e dubbi sparpagliati con studiata noncuranza nella trama e che dovrebbero mettere sul chi vive il lettore più attento. Il quale, quasi senza rendersene conto, rischia di lasciarsi trascinare dagli eventi. Fermo restando che, per chi ha fretta di saperne di più, curiosamente può attingere da una “lettera” dello stesso autore pubblicata in chiusura di romanzo.

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