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Tra le cascate e i ruscelli di Rasiglia in quel di Foligno


12/11/2018

di Valentina Zirpoli


Nel cuore dell’Umbria, sulle montagne di Foligno (PG), nella Valle del Menotre, sorge un antico borgo attraversato da cascate e corsi d’acqua che fanno di lui un paese da fiaba. Conosciuta come "Borgo dei ruscelli" o “piccola Venezia dell’Umbria”, Rasiglia è un borgo dalle ridotte dimensioni divenuto col tempo un'apprezzata meta turistica, soprattutto durante la stagione estiva, capace di attrarre ogni anno sempre più visitatori per la suggestione dei ruscelli che attraversano il suo centro storico.

Il Borgo 

Rasiglia, che conserva l'aspetto tipico di borgo medievale umbro, si raccoglie in una struttura ad anfiteatro. 
Le prime notizie sull'esistenza del Paese risalgono agli inizi del XIII secolo, nelle cosiddette "carte di Sassovivo". Qui è menzionata per la prima volta la curtis de Rasilia, che risultava avere come edificio di culto la chiesa di S. Pietro. 
La grande abbondanza di corsi d'acqua al suo interno fu sfruttata per sviluppare l'economia e determinò il formarsi di numerosi opifici: gualchiere, mulini a grano, lanifici e tintorie che eseguivano la lavorazione di stoffe pregiate. Tali opifici rimasero attivi per tutto l'Ottocento e la prima metà del Novecento. 
Negli ultimi decenni, con la chiusura delle attività industriali, gran parte degli abitanti si è spostata nella vicina Foligno. Attualmente, alcuni edifici che un tempo sostenevano l'economia del Paese, sono stati ristrutturati ad uso abitativo, mentre altri risultano abbandonati.


Le Sorgenti di Rasiglia

Il fiume Menotre, che scorre nel centro di Rasiglia attraverso varie opere di canalizzazione, determina la formazione di un fitto intreccio di sorgenti e piccole cascate all'interno nel Paese. 
Si contano sei sorgenti: Capovena, nella parte alta dell'abitato di Rasiglia, che sgorga da una roccia in una grotta; Alzabove, che nasce sotto al monte Carosale, che serve ad alimentare l'acquedotto della Valle Umbra sud; Venarella, di fronte al campo sportivo di Rasiglia, che serve ad alimentare l'acquedotto per Verchiano; Le Vene, in località Chieve; La Vena Pidocchiosa, in località Pallailla; Le Vene di Campolungo, nel fosso di Volperino.


Il Castello di Rasiglia

Tra il XIV ed il XV secolo, la signoria dei Trinci di Foligno fece costruire il Castrum roccha Rasilie. L’edificio aveva uso militare, come vari castelli nei paesi di Annifo, Colfiorito, Capodacqua, Verchiano, Roccafranca e le rocche di Calestro, Afrile, Salvino, Pasano e di Serra Valtopina. 
Secondo l'originaria planimetria, il castello sembra essere più ampio rispetto all'estensione attuale: infatti, non era solo un luogo di difesa ma anche di residenza del castellano, assieme ad uomini armati. 
Il castello, posto a 636 m s.l.m., si adatta allo spazio del colle soprastante il Paese, con forma irregolare. Ad oggi sono visibili un tratto di mura con due torri difensive minori, ristrutturate negli anni novanta, ed il rudere del mastio, che nel 2006 è stato parzialmente restaurato.


Il Santuario della Madonna delle Grazie

Presso il greto del fosso Terminara, al confine tra le diocesi di Foligno e di Spoleto, a circa 1 km dal castello di Rasiglia, sorge il Santuario della Madonna delle Grazie. 
La fondazione del santuario risale al 15 agosto 1450, ad opera di Antonio Bolognini (vescovo di Foligno) a seguito del ritrovamento di una statua della Madonna in terracotta, inginocchiata in adorazione del Bambino. Nonostante il successivo spostamento della statua in altre diocesi, essa sarebbe tornata più volte al luogo d'origine e ritenendo questo un segno della volontà divina, si decise di erigervi una chiesa. 
La chiesa, a pianta quadrangolare, ha un'unica navata; il portico è sorretto da sei pilastri e tre colonnine-palo in travertino con steli che simboleggiano i popoli di Roviglieto, Scopoli e Volperino. Vicino all'ingresso si trova la finestra "del viandante", così chiamata per chi rivolge uno sguardo ed una preghiera alla Madonna quando il santuario è chiuso. 
Le pareti sono ricoperte da affreschi appartenenti a maestri del XV secolo.


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