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Trentatre vite di donne che hanno fatto la storia d’Italia

A firmare questi ritratti, che vanno dal 60 a.C. al 1960, è stata Daniela Musini, pianista, attrice, autrice teatrale oltre che raffinata scrittrice


14/12/2020

di VALENTINA ZIRPOLI


L’idea non è nuova, semmai è nuovo il modo di raccontare le vite di trentatre magnifiche donne che, fra il 60 avanti Cristo e lo scorso 1960, hanno segnato la storia d’Italia. A farsene carico l’eclettica Daniela Musini, nata un… po’ di anni fa a Roseto degli Abruzzi (Teramo) e che oggi vive a Città di Castello, in provincia di Pescara, con l’amata famiglia (“Nessun successo, nessun riconoscimento, nessun applauso valgono più di chi ti sta vicino”)
Uno straordinario personaggio che non sfigurerebbe se fosse stata inserita da un altro autore nella rosa delle sue preferite: non a caso le sono stati conferiti sinora ben sedici riconoscimenti alla carriera e trentasei premi letterari nazionali e internazionali. Giocando peraltro da protagonista in location d’eccezione: si va infatti dagli Istituti italiani di cultura di Berlino, Istanbul, Ankara, Colonia, Lione, San Pietroburgo e Kyoto all’Ambasciata d’Italia a Cuba, passando per l’Accademia di Musica della Bielorussia a Minsk, il Teatro dell'Opera di Varsavia e i Consolati d’Italia a Philadelphia e Pittsburgh. 
Insomma, un percorso artistico di livello, iniziato nel 1988 quando partecipò al quiz televisivo Telemike aggiudicandosi, sul tema La vita e le opere di Gabriele d'Annunzio, la bellezza di 228 milioni di lire. “Si trattò di una esaltante esperienza - ha tenuto a precisare in un recente passato - che mi regalò una fama incredibile e mi aiutò a conseguire due lauree, la prima in Lingue e Letterature straniere e la seconda in Lettere, le cui tesi risultarono entrambe incentrate su tematiche dannunziane. Non bastasse all’universo muliebre del Vate, in seguito, avrei dedicato il saggio I 100 piaceri di d’Annunzio. Passioni, fulgori e voluttà”. 
Insomma una specie di folgorazione, quella per d’Annunzio, scoppiata quando, a 14 anni, lo zio Dario le aveva regalato Il Piacere. “Un capolavoro che lessi di nascosto perché negli anni Settanta era ancora considerato un libro proibito. Rendendomi ben presto conto che questo straordinario autore si era proposto come un protagonista assoluto della Cultura del suo tempo; un uomo dalla lussureggiante esistenza sul quale avrebbero gravitato, da lì in poi, gran parte dei miei interessi artistici e culturali”. 
Non a caso anche la sua carriera di attrice, così come quella di scrittrice e autrice teatrale, si sarebbe sviluppata proprio all’insegna del Vate. Con il ricordo ancora vivo di quando a Pittsburgh, la città dov’era morta la Duse, “il primo giugno 2012 misi in scena il mio testo teatrale Gabriele ed Eleonora. Una passione scarlatta in cui interpretavo appunto il ruolo della Divina”. 
Che altro? Daniela Musini si propone anche come penna e pianista di livello, oltre che docente (“Adoro insegnare musica, trasmettere cultura, stimolare curiosità e interesse nei ragazzi. E con i miei giovani alunni adotto lo stesso metodo utilizzato con le mie due figlie: tanto amore, entusiasmo, comprensione, ma regole ben precise da rispettare”. Lei che ha allestito in Italia e all’estero recital-concerti incentrato appunto sull’opera di Gabriele d’Annunzio e su monologhi dedicati a intense figure femminili, come quelle di Eleonora Duse e Maria Callas. 
Figure carismatiche alle quali, dopo aver dato voce alla biografia di Lucrezia Borgia. Misteri, intrighi e delitti, ha oggi riservato una particolare antologia intitolata Le Magnifiche (Piemme, pagg. 394, euro 17,90) e dedicata alle trentatre donne che hanno lasciato un segno nella nostra millenaria storia. 
Donne forti e artefici del loro destino, ai cui piedi si inchinava tutto il mondo, ma anche donne murate dentro al loro “personaggio” e, di conseguenza, irrimediabilmente sole. Così si va da Cleopatra alla lussuriosa Messalina, dalla scandalosa Artemisia Gentileschi a Cecilia Gallerani, da Chiara d’Assisi a Matilde di Canossa, da Grazia Deledda alla regina Margherita di Savoia, dalla caparbia Maria Montessori alla pugnace Matilde Serao, da Paola Borboni alla spumosa Wanda Osiris, passando per colei, la lasciva Marianna de Leyva, che ispirò Manzoni per la storia della monaca di Monza. 
Donne quindi diversissime tra loro, ma “accomunate dalla grandezza dei rispettivi operati”, contraddistinte dal canto, dalla scienza, dalla pittura, dalla religione, dal cinematografo e anche della politica. Fermo restando - lo ribadisce la stessa autrice - che ognuna di loro ha lasciato una eredità indelebile nella storia, nella cultura, nell’arte e nel costume del nostro Paese. 
Il tutto all’insegna di gratificanti interrogativi: chi fu davvero la papessa e come tenne in scacco il papato? Quali segreti si celano dietro alle crudeli congiure ai tempi dei romani? Chi è stata la prima donna laureata della storia? Da dove nasce l’odio ancestrale tra Isabella d’Este e Lucrezia Borgia? Quale vita si nasconde dietro alla dottrina pedagogica di Maria Montessori? 
Insomma, in questi trentatre ritratti dedicati a Le Manifiche Daniela Musini ha voluto raccontare “le vite fiammeggianti di donne emblematiche, contrassegnate da passioni temerarie, scelte audaci, fragilità e intensità delle loro anime, alle prese con ascese vertiginose e discese altrettanto repentine. Donne dotate di talento e determinazione, a fronte di un excursus avvincente e suggestivo portato avanti attraverso la loro femminilità, lo scorrere del tempo e, se vogliamo, anche la loro solitudine, i loro tormenti e le loro passioni”.

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