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Trump destabilizza i mercati: le contorsioni del Tycoon aumentano volatilità e rischi

I primi effetti della guerra commerciale che il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato a tutto il mondo si stanno riverberando sui listini azionari. Nonostante tutto Piazza Affari resta tra le migliori


03/09/2018

Si sta prospettando un autunno caldo sui mercati finanziari. Se a livello macro e micro-economico i dati pubblicati sono confortanti, a livello geopolitico i segnali sono più contradditori e stanno generando fasi di avversione al rischio, con correzioni intense e veloci. I potenziali focolai di crisi sono molteplici, con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sempre protagonista. La “guerra” dei dazi commerciali, infatti, sta generando i primi effetti negativi. 
È probabile che si susseguiranno fasi di risk on a fasi di risk off, ottimismo a pessimismo, con picchi di volatilità improvvisa. L’investimento azionario richiede l’accettazione di un rischio maggiore, potenzialmente ripagato nel medio termine. A livello fondamentale Giappone, Italia, Brasile e Hong Kong sono i mercati che attualmente risultano relativamente più sottovalutati rispetto alla loro media storica. In termine di incremento degli utili, invece, gli Stati Uniti (S&P500 + 20%) assieme al Brasile (Bovespa +28,9%) e all’Italia (Ftse Mib +28,8%) si trovano in cima alla classifica. 
L’andamento di Piazza Affari è strettamente legato alle scelte che prenderà il nuovo Governo, tra le necessità in conflitto di mantenere, da un lato, il deficit sotto controllo e di favorire, dall’altro, lo sviluppo economico del Paese. Anche a livello settoriale l’evoluzione della situazione geopolitica avrà un forte impatto. Dal punto di vista fondamentale il settore finanziario, la tecnologia, la sanità e il lusso offrono valutazioni interessanti.

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