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Tutto quello che non sapete, ma avreste voluto sapere, su Bram Stoker, l'autore di "Dracula", un classico senza tempo

Ad addentrarsi fra le pieghe della vita e della storia di questo genio del terrore è un suo pronipote, Dacre Stoker, che a quattro mani con il bestellerista J.D. Barker ha dato voce a uno spaccato di vita e di lavoro verosimile a dispetto di fatti per certi versi incredibili. Con la fantasia a fare da corollario a un robusto lavoro di documentazione


22/07/2019

di Catone Assori


Chi meglio di un pronipote, Dacre Stoker, poteva raccontare la storia dell’irlandese Bram Stoker e del suo Dracula, in una storia romanzata che getta una nuova luce sia sull’autore che sui suoi personaggi?  Chiaramente nessuno, se mettiamo in conto anche l’attento quanto approfondito lavoro di ricerca sul suo antenato. E i fatti descritti in Dracul. Come tutto ebbe inizio… (Nord, pagg. 468, euro 18,60, traduzione di Francesco Graziosi), per quanto incredibili, appaiono comunque verosimili. Complice l’abilità e la malizia narrativa di questo ex atleta di pentathlon moderno, nonché allenatore della nazionale canadese alle Olimpiadi di Seul del 1988, nato a Montreal, in Québec, il 23 agosto 1958 ma residente con la moglie negli Stati Uniti, dove guarda caso gestisce il “Bram Stoker Estate” ad Aiken, nel South Carolina. 
Lui che aveva esordito come scrittore nel 2009 con il romanzo Undead - Gli immortali, primo seguito ufficiale del capolavoro Dracula, in questo caso supportato dallo scrittore e studioso Ian Holt. Lui che in un breve appunto rivolto ai lettori, e siamo al presente, precisa di aver eliminato dal racconto le questioni non essenziali, per far emergere “la nuda realtà della storia”. Oltre a precisare di aver raccolto una enorme mole di documenti “da coloro che sapevano e tenevano a raccontare i fatti di un’epoca tetra quanto formidabile”. 
Fatti e avvenimenti peraltro proposti grazie all’apporto della brillante penna di J.D. Barker (all’anagrafe Jonathan Dylan Barker), nato il 7 gennaio 1971 a Lombard, nell’Illinois, ma attualmente residente in Pennsylvania con la moglie e una figlia, nonché autore di numerosi bestseller internazionali dal taglio horror, con puntate nel campo della fantascienza e del soprannaturale. Insomma, la penna giusta per sposare una causa di peso, come quella appunto di raccontare vita, morte e miracoli di un grande della narrativa, infarcendola di tensioni e di “un ritmo narrativo implacabile”. 
Come abbiamo già avuto modo di annotare su queste stesse colonne, e tanto per rinverdire la storia, Briam Stoker era nato - terzo di sette figli - a Clontarf, un villaggio costiero nei pressi di Dublino, l’8 novembre 1847 per poi lasciare questo mondo a Londra il 20 aprile 1912. Un personaggio da copertina che aveva assaporato il successo mondiale grazie appunto a Dracula, uno fra i più venduti romanzi gotici del terrore nonché ispiratore di una serie infinita di film e di opere teatrali. 
Stoker che in vita, curiosamente, era conosciuto soprattutto per essere l’assistente personale (nonché amico e confidente) dell’attore Henry Irving, oltre che direttore economico del Lyceum Theatre di Londra, di proprietà dello stesso Irving. Lui portatore di un’infanzia difficile in quanto, sino all’età di otto anni era stato incapace di alzarsi dal letto a causa di seri problemi di salute. E sarebbe stata la malattia e la mancanza di forze a segnare in maniera indelebile la sua attività letteraria. Non a caso il sonno senza fine e la resurrezione dei morti avrebbero rappresentato i temi centrali del suo capolavoro. Fortuna volle che venisse miracolato da una inaspettata guarigione, tanto da riuscire a fare sport durante gli anni trascorsi all’università di Dublino, dove si laureò a pieni voti in Matematica dopo aver studiato anche Storia, Letteratura e Fisica. 
Lui che strada facendo - complice lo stretto rapporto con Irving - avrebbe conosciuto autori del calibro di James Abbott McNeill Whistler e Arthur Conan Doyle, oltre ad avere la possibilità di viaggiare per il mondo. Lui che si era sposato con Florence Balcombe, reduce da una lunga relazione con Oscar Wild. Tutte componenti che lo avrebbero portato a seguire la strada della narrativa (iniziata peraltro da giovane, anche per rimpolpare i suoi scarsi introiti), forte di un gran numero di racconti e romanzi, tra cui la storia di Dracula pubblicata nel 1897. 
L’ispirazione gli era stata fornita dall’incontro avvenuto nel 1890 con il professore ungherese Arminius Vambéry, il quale gli aveva raccontato la leggenda del principe rumeno Vlad Ţepeş Dracul, meglio conosciuto come Dracula. Questo personaggio venne trasfigurato da Stoker nel Conte Dracula, a fronte di sette anni di lavoro per la stesura del testo in quanto, attento e preciso qual era, aveva voluto studiare e approfondire la cultura e la religione dei Balcani. Oltre, ovviamente, a documentarsi sulla figura storica di Vlad Tepes. Si ritiene comunque che le prime versioni, anticipatrici di quella definitiva, fossero già circolate nella cerchia dei suoi amici, per trarne suggerimenti e consigli, tra il 1890 e il 1893. 
Venendo al dunque, la storia raccontata da Dacre Stoker & J.D. Barker - giocata sul crinale che separa il vero dalla fantasia, del credibile e dal meno credibile - inizia quando Bram ha cinque anni ed è - come già accennato - un bambino cagionevole, spesso costretto a letto, che passa gran parte del suo tempo con la sorella Matilda. Ma l’unica persona in grado di farlo stare meglio è Ellen, la giovane tata. Eppure c’è qualcosa di strano in lei, nei suoi modi enigmatici, nella sua carnagione pallidissima. All’inizio è solo una sensazione, poi Bram e Matilda scoprono che, di tanto in tanto, Ellen esce di nascosto la notte. Guarda caso proprio nelle notti in cui avvengono dei brutali omicidi a Dublino: persone trovate morte senza più una goccia di sangue in corpo. I sospetti di Bram e Matilda si fanno sempre più concreti finché, all’improvviso, Ellen sparisce e con lei anche il misterioso assassino che stava terrorizzando la città. 
Gli anni passano. Miracolosamente guarito, Bram continua gli studi al Trinity College, mentre Matilda parte per Parigi. Al suo ritorno, corre da Bram con una notizia terrificante: ha visto Ellen, ancora giovane e bella come quando loro erano bambini (“Eri tu a Parigi quel giorno? Forse devo rassegnarmi al contrario. Dopotutto pareva non fossi invecchiata di un giorno. Anzi, sembravi anche più giovane dell’ultima volta che ti avevo visto. Hai forse trovato la prodigiosa fontana di Ponce de Léon e ti sei abbeverata alle sue acque?”). 
I due fratelli non lo sanno, ma questo sarà l’inizio di un incubo: l’incontro di Bram con una creatura allo stesso tempo spaventosa e affascinante, un incontro che, anni dopo, darà vita a un romanzo destinato a diventare leggenda… Ovvero Dracula, un classico senza tempo.

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