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Un addio di Draghi all’insegna dell’incertezza: come si muoverà ora la Bce sotto la guida di Christine Lagarde?


28/10/2019

Mario Draghi, dopo otto anni, lascia la presidenza della Banca centrale europea. L’Europa della moneta unica e l’Italia gli rendono omaggio a Francoforte. Gli subentrerà la francese Christine Lagarde, ex direttore generale del Fondo Monetario Internazionale. E mentre lui resta nel vago su cosa farà dopo aver lasciato l’Istituto di Francoforte (“Chiedete a mia moglie” ha risposto scherzando a un giornalista che glielo chiedeva nel corso dell’ultima conferenza stampa), gli osservatori e gli analisti si chiedono quanto potrà pesare la sua eredità per il suo successore. 
Nonostante la chiusura apparentemente fragile del suo mandato, Draghi rischia di essere ricordato come un banchiere centrale dinamico, pronto a varcare i confini quando gli altri balbettavano. Lui pronto a trascinare con sé colleghi e politici. Ora è difficile capire quanto più innovativa possa essere la Banca centrale europea entro i limiti del suo mandato. I tassi di interesse sono ben al di sotto dello zero e il quantitative easing ha già spinto in territorio negativo diversi grandi rendimenti del mercato obbligazionario sovrano europeo. 
Ma nel corso degli ultimi comitati direttivi sono emersi dissensi fra i vari membri della Bce, dopo che alcuni avevano espresso pubblicamente il proprio scetticismo sul nuovo programma di acquisto di bond e sugli obiettivi per l’inflazione. I dissenzienti suggeriscono di prendere in considerazione obiettivi diversi o di definire una forchetta per i target di inflazione. Mentre i “falchi” della Bce attendono di capire come si muoverà la Lagarde al prossimo vertice di Francoforte. (Gp)

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