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Un fondo sovrano a livello europeo per "salvare"... la produzione industriale

Incontro a Bruxelles tra i capi di Stato comunitari per cambiare rotta sulle politiche economiche e commerciali che hanno permesso l’invasione cinese


18/03/2019

di Damiano Pignalosa


Il più delle volte un problema lo si affronta quando si manifesta ed è davvero difficile avere pronte delle soluzioni preventive che riescano ad arginare la gravità di quello che può scatenare in modo tale da ridurre in breve tempo i danni. Sì, perché la forza commerciale cinese, ormai da tempo, è diventata un vero e proprio problema per tutta l’Unione europea che con molta inesperienza ha assistito inerme all’invasione silenziosa del Dragone, che ha messo in seria difficoltà la produzione industriale comunitaria.
Gli errori macroscopici commessi dall’Ue ormai sono evidenti: si è cercato di abbassare il costo della manodopera europea per combattere la concorrenza asiatica e si è intervenuti con molto ritardo con l’introduzione dell’anti dumping che limita l’importazione incontrollata di prodotti Made in China. Gli effetti del primo caso sono stati quelli di aver creato una base di povertà popolare in gran parte dell’unione europea che ha portato ad un blocco delle assunzioni, dei salari e degli investimenti. Per quanto riguarda l’anti dumping è stato applicato troppo tardi e settori come quello dell’acciaio o dei pannelli fotovoltaici hanno risentito così tanto dell’invasione dei prodotti a basso costo cinese che hanno visto sgretolarsi in poco tempo tantissime realtà aziendali costrette a chiudere i battenti dopo decenni di onorato servizio.
È inutile sottolineare il fatto che tutto questo ha soltanto indebolito l’Europa che dati alla mano non è stata in grado di gestire il proprio patrimonio industriale agevolando e di molto “l’invasione” cinese. All’alba del 2019 sembra che finalmente l’intera Unione Europea abbia deciso di cambiare politica e far qualcosa per le proprie imprese che danno lavoro a milioni di persone. Il 21 e il 22 Marzo si terrà a Bruxelles un vertice che vedrà come protagonisti tutti i capi di Stato e di Governo Made in Ue. Tra gli argomenti trattati anche il futuro della politica industriale europea. In un dossier, il Centro europeo di strategia politica, un organismo indipendente della Commissione europea, ha voluto disegnare una nuova strategia comunitaria per meglio affrontare la concorrenza internazionale, rilanciando l'innovazione, rafforzando le difese commerciali con l’intenzione di creare un nuovo fondo sovrano europeo. Secondo il Centro europeo di strategia politica, l'Unione non approfitta a sufficienza della sua economia di scala. Deve quindi completare il mercato unico per trarne maggiori vantaggi, tanto più che nel settore delle piattaforme elettroniche (da Facebook ad Amazon, da Spotify a Alibaba), le società americane controllano il 70% del mercato, l'Asia il 27%, l'Unione europea appena il 3%. A questo bisogna aggiungere il controllo degli investimenti provenienti da Paesi terzi, il monitoraggio dei numerosi meandri delle catene produttive ed imporre reciprocità negli appalti pubblici con l’intenzione di creare un fondo comunitario che spinga nel verso giusto tutte queste politiche. Se parte degli introiti europei venissero messi a disposizione per la creazione di questo fondo, si potrebbe davvero pensare ad un’inversione di pensiero che voglia veramente affiancare alla macchina produttiva dell’Unione uno strumento utile all’avanzamento e non alla stagnazione, puntando i fari su di noi e non sugli altri.
Dopo aver abbattuto i confini e le barriere commerciali eliminando i dazi tra i membri Ue, l’Europa dovrebbe ripartire mettendo in primo piano la qualità della propria produzione industriale introducendo con intelligenza l’interscambio con l’Asia e l’America, senza rischi di invasione e preservando il lavoro delle imprese comunitarie per far ripartire insieme e senza individualismi l’intera politica economica dell’Unione. O si combatte uniti per un unico obiettivo, o non ha senso avere delle leggi e delle regole solo in alcuni campi dell’ordinaria amministrazione di uno Stato membro. Tanti errori sono stati commessi ma è l’ora di voltare pagina. Questo vertice tra capi di Stato non si deve ridurre ad una bolla di sapone ma dev’essere solo l’inizio di una ripartenza comune, senza se e senza ma…  

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