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Un nuovo rinvio su quota 100 (pensioni) e reddito di cittadinanza

Mancano all'appello anche le misure sulla famiglia e il taglio delle pensioni sopra i novanta milioni di euro


03/12/2018

di Artemisia


Che fine hanno fatto quota 100 e il reddito di cittadinanza? Non compaiono nel primo pacchetto di 54 emendamenti presentati dal la maggioranza in commissione bilancio alla Camera. Mancano anche all’appello le misure sulla famiglia e il taglio delle pensioni d'oro, sopra i 90mila euro. Sono previsti, invece, finanziamenti per assumere 4mila persone nei centri per l'impiego. Lega e M5Stelle fanno sapere in modo informale che dovrebbero arrivare quando la discussione si sposterà in Senato, insieme ad altre modifiche. 
È presente invece, il raddoppio del taglio dell'Imu ai fini dell'Ires e dell'Irpef sui capannoni industriali che passa dal 20 al per cento al 40 per cento. Il costo è di 290,3 milioni nel 2020 e circa 166,9 milioni dal 2021: le risorse arrivano dal Fondo per l'attuazione del programma di governo che per il 2020 ha una dotazione totale di 430 milioni. Raddoppiano, passando da 50 a 100 milioni l’anno, gli stanziamenti per accorciare i tempi d’attesa delle prestazioni sanitarie. Per la cura di malattie quali l'Alzheimer e il Parkinson, la legge di bilancio destina un milione l’anno all'European brain research institute. 
Due emendamenti hanno l’obiettivo di contrastare gli abusi nell’uso della flat tax, impedendo a chi rientra nella soglia dei 65 mila euro di licenziare i dipendenti o mettere in atto altri interventi per rientrare soglia dei 65 mila euro. La tassazione agevolata al 15% non si applicherà "alla persone fisiche nei casi in cui l'attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali il soggetto lavora o ha lavorato nei due anni d'imposta precedenti". Questa norma è estesa anche agli "imprenditori individuali ed esercenti arti e professioni" che dal 2020 usufruiranno della flat tax al 20% per i redditi tra i 65mila e i 100mila euro annui. 
Intanto emergono nuove ipotesi sull’applicazione di quota 100 in modo da disincentivare l’adesione e quindi spendere meno. Per una sorta di paradosso, il governo che aveva criticato la legge Fornero, prospettando di demolirla, ora sta facendo di tutto per rendere la riforma di fatto inaccettabile. 
L’obiettivo è chiaro: mantenere la promessa ma renderla inapplicabile perché talmente penalizzante dal punto di vista finanziario che, allora meglio restare al lavoro e aspettare le finestre della Fornero. D’altronde i paletti sono obbligati. La commissione europea ha chiesto di abbassare il target del deficit, previsto al 2,4% del Pil. Questo significa che se a budget per quota 100, ci sono 6,7 miliardi per il primo anno, si cerca il modo di ridurre quel conto per ricavare denari da dirottare sugli investimenti o più semplicemente sulla discesa del rapporto tra deficit e Pil. Varie sono le soluzioni sul tappeto. Si sta esaminando l’ipotesi di "penalizzare" chi esce, con una mancata rivalutazione delle pensioni - nella parte calcolata col metodo retributivo - per quegli anni "anticipati" (massimo cinque) grazie all'accesso a quota 100. In tal caso, si arriverebbe a tagli del 12 per cento. C’è sul tavolo di vietare il cumulo della pensione con altri redditi da lavoro per cinque anni. Infine, ultima novità allo studio, come riporta il Sole24Ore di mettere una scadenza alla riforma. L’uscita dal lavoro con 62 anni+38 di contributi varrebbe solo per soli tre anni. Quota 100 sarebbe dunque una misura a termine, pensata per arrivare poi tra qualche anno al criterio unico di pensionamento anticipato con 41 anni di contributi. Questi paletti consentirebbero un risparmio di circa un miliardo e mezzo. 
Intanto dal Congresso nazionale della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg) emerge che l’ingresso nell’età anziana, per la medicina, si è spostato a 75 anni. Sport, alimentazione e uno stile di vita corretto ci permettono di essere sempre più longevi e di arrivare a età avanzata in buone condizioni fisiche. Secondo quanto afferma Niccolò Marchionni, professore ordinario dell'Università di Firenze e direttore del dipartimento cardiovascolare dell'Ospedale Careggi "un 65enne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un 40-45enne di 30 anni fa. E un 75enne quella di un individuo che aveva 55 anni nel 1980”. Le ultime rilevazioni demografiche dicono che in Italia l'aspettativa di vita è aumentata di circa 20 anni rispetto alla prima decade del 1900. 
Non solo, larga parte della popolazione tra i 60 e i 75 anni è in ottima forma e priva di malattie, per l'effetto ritardato dello sviluppo di malattie e dell'età di morte. Le analisi statistiche dicono che le donne hanno una vita media di 85 anni mentre gli uomini di 82-83. In quattro decenni gli italiani hanno guadagnato dieci anni di vita.

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