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Un omicidio nelle alte sfere, una donna condannata, una verità nascosta

Dalla genialità di Mary Higgins Clark, abbinata alla creatività di Alafair Burke, un romanzo che lascerà i lettori con la bocca buona


25/11/2019

di Lucio Malresta


Tornano a incrociarsi le penne di due grandi scrittrici: quella di Mary Higgins Clark (icona con un venduto di oltre 300 milioni di copie in mezzo mondo) e di Alafair Burke, figlia d’arte - suo padre è James Lee Burke, un numero uno della narrativa americana - a sua volta autrice di successo (chi non ricorda la La ragazza nel parco e Sorelle sbagliate?). Un matrimonio, il loro, nato per caso: ovvero dalla proposta dell’editore della Clark di utilizzare alcuni protagonisti de La notte ritorna per una serie di romanzi da scrivere appunto a quattro mani con la Burke. 
Risultato? L’arrivo sugli scaffali nel 2014 di un mistery classico, ovvero Così immobile tra le mie braccia, seguito da La sposa vestita di bianco e ora, sempre per i tipi della Sperling & Kupfer (che ha dato alle stampe tutta la corposa produzione della Higgins Clark), da Non chiudere gli occhi (pagg. 358, euro 19,90, traduzione di Annalisa Garavaglia). Un intrigante lavoro incentrato su una ammiccante considerazione: A volte la verità fa più paura della menzogna. 
Di cosa si nutre questo lavoro carico di suspense - incentrato su una storia ben congegnata e sorretta da personaggi che lasciano il segno - è presto detto: della disperata dichiarazione di innocenza di Katherine “Casey” Carter, accusata di aver ucciso il suo promesso sposo, il filantropo Hunter Raleigh III, ritrovato senza vita in una pozza di sangue. 
Quando successe il fattaccio, ha sempre sostenuto la donna, dormiva profondamente. Nessuno, però, le ha mai creduto; anzi, per quell’omicidio era stata condannata e ha scontato una pena di quindici anni di detenzione. Da allora, per tutti, è diventata “la Bella Addormentata Assassina”. 
Logico che questo omicidio nelle sfere alte della società avesse monopolizzato l’attenzione dell’opinione pubblica. Poteva essere diversamente? Gli ingredienti c’erano tutti: lei era un talento emergente nel mondo dell’arte, giovane e bella; lui l’adorato rampollo di una famiglia impegnata nella politica e tenuta in gran conto. Non a caso le prime pagine dei giornali ne avevano parlato per mesi. E oggi, alla notizia della sua scarcerazione, la storia si ripete. 
Casey si rende conto che, seppur tornata a casa dopo aver pagato una condanna (forse, aggiungiamo noi, tanto per insinuare un dubbio nel lettore) non meritata, non sarà mai davvero libera finché su di lei peserà il sospetto. L’unica possibilità per dimostrare la sua innocenza - e riabilitare finalmente il suo nome - sembra essere la trasmissione televisiva Under Suspicion, che indaga su vecchi cold case, vale a dire casi irrisolti. E in questo contesto la produttrice, Laurie Moran, è dalla sua parte: crede infatti nella sua innocenza e si dice disposta ad aiutarla. Ma arrivare alla verità sarà più difficile del previsto: non ci sono prove, non ci sono testimoni e, soprattutto, non ci sono altre piste valide da seguire. Insomma, c’è soltanto la parola di Casey contro quella dell’accusa…… 
Detto questo torniamo al privato di Mary (Theresa Eleanor) Higgins Clark, ricordando che è nata a New York nel lontano 24 dicembre 1927. Un’autrice con all’attivo oltre 40 romanzi, quattro antologie di racconti, un memoir e diversi libri per ragazzi scritti a quattro mani con la figlia Carol (a sua volta giallista). Lei che strada facendo è stata “coccolata” dal mondo del cinema e della televisione, oltre a essere accreditata di importanti riconoscimenti, a partire dal premio Agatha Christie alla carriera. 
Per la cronaca, attualmente Mary vive, con il terzo marito, a Saddle River nel New Jersey e, nonostante gli anni, non ha perso la sua innata ironia, tanto da continuare a ripetere che “viaggiare per il mondo a spese degli altri risulta sempre la scelta migliore”. Lei che nel 1949 aveva sposato Warren Clark (cognome da allora affiancato al suo, Higgins, e mai più abbandonato), la qual cosa le consentì di lasciare il lavoro per iscriversi a un corso di scrittura presso la New York University. Salvo ritrovarsi vedova a 37 anni con cinque figli piccoli da mantenere con il suo lavoro di scrittrice. E non sarebbe stato, almeno agli inizi, certamente facile. 
E per quanto riguarda Alafair Burke? È nata a Fort Lauderdale (in Florida) nell’ottobre del 1969 e a sua volta si propone come autrice di romanzi di successo tradotti in una dozzina di Paesi. Lavori peraltro benedetti da numeri uno del calibro di Michael Connelly (“Una scrittrice che non finisce mai di stupirmi”), Dennis Lehane (“Una delle migliori autrici di thriller attualmente in circolazione”) e Gillian Flynn (“Con i suoi romanzi siete certamente in buone mani”). 
Che altro? Laureata con lode alla Stanford Law School, Alafair ha collaborato come consulente nel campo della violenza domestica con il dipartimento della polizia di New York (città dove peraltro vive con la famiglia), ha fatto parte della Mystery Writers of America e ora insegna diritto presso la Hofstra University School of Law di New York.

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