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Un rito di iniziazione nel bosco, fra terribili segreti e legami mortali

Dalla regina del crime danese, Sara Blædel, un thriller insolito e graffiante, ma dalle atmosfere soffuse e avvolgenti


30/04/2018

di Valentina Zirpoli


Torna sui nostri scaffali Sara Blædel, una delle regine acclamate del crime danese, abile come poche nel ridare voce - dopo il successo ottenuto con Le bambine dimenticate - all’accattivante detective Louise Rick in un poliziesco dalle atmosfere soffuse e avvolgenti. Ovvero La foresta assassina (Fazi-Darkside, pagg. 302, euro 15,00, traduzione di Alessandro Storti), un thriller ancora una volta ambientato nei misteriosi boschi che circondano le campagne di Hvalsø, dove l’autrice è cresciuta, seppure le ambientazioni beneficino di “qualche invenzione e di qualche spostamento”. 
Si tratta di un lavoro, a detta dell’interessata (nata nel 1964 a Copenaghen, sposata con Lars e con tre figli al seguito - Caroline, Emma e Adam - nonché  autrice di dieci romanzi commercializzati in 37 Paesi a fronte di tre milioni di copie vendute) che si basa, almeno in parte, su vecchie leggende, fermo restando che “qualunque corrispondenza con persone e nomi reali risulta del tutto accidentale”, benché le storie sul padre della sua protagonista (Louise Rick appunto, i cui diritti Tv per l’intera serie sono stati acquistati da Bron Studios) presentano una notevole somiglianza con le esperienze del papà di Sara, “poliziotto per mestiere e copenaghese d’adozione”. 
Sara Blædel, si diceva, che dopo aver lavorato come cameriera aveva iniziato la sua carriera nel mondo editoriale fino a fondare, nel 1993, la prima “casa” danese interamente dedicata alla pubblicazione di romanzi gialli e thriller americani. Sarà anche per questo che si è attirata l’attenzione di quel geniaccio di Michael Connelly, che l’ha benedetta con queste parole: “Sara è una delle migliori autrici che conosca”. 
Ma veniamo al dunque. A tenere la scena ne La foresta assassina, un lavoro del 2013 che non ha perso nulla della sua freschezza narrativa, è il rito di iniziazione di un quindicenne, Sune, che dovrebbe uscire di casa bambino per tornarci da uomo. Ovviamente la scenografia risulta adeguata all’importanza dell’avvenimento: “le lingue di fuoco di un falò, acceso in mezzo alla foresta, vibrano infatti nell’oscurità mentre ombre nere oscillano fra gli alberi”. E gli uomini sono tutti lì per Sune, per accoglierlo nel loro cerchio di persone adulte. E poi ecco arrivare una donna, una prostituta, per portare a termine il lavoro. Una prova difficile, che in passato non tutti i ragazzi sono riusciti a superare… Sta di fatto che quella notte anche Sune non ci stia, per poi sparire nel nulla dopo aver deciso di sfidare gli adulti e il mondo della fratellanza rifiutando l’anello del giuramento e non aderendo al patto di silenzio. 
Le indagini sulla sua scomparsa sono affidate alla tormentata detective Louise Rick, tornata al suo dipartimento di polizia dopo una lunga assenza forzata. Hvalsø, teatro della sparizione del ragazzo, è il suo paesino d’origine, e per Louise questo caso si rivela un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, che la costringerà a fare i conti con i misteri del passato. A cominciare dalle ombre sul suo fidanzato, che potrebbe non essersi suicidato come si credeva. Sta di fatto che, correndo gravi pericoli, la nostra protagonista scoprirà, poco alla volta, i misteriosi risvolti di una cittadina “dove il manto invernale del Nord ha coperto ogni cosa ma dove, dietro paesaggi gelidi e immacolati, si nascondono terribili segreti e legami mortali”. 
Perché “la foresta ha un cuore che pulsa e uno stomaco vorace; perché la foresta chiede doni in cambio di pace; perché la foresta si ribella al progresso che vìola leggi mai scritte; perché la foresta è assassina, o almeno tali sono…”. In effetti, strada facendo, le indagini porteranno alla scoperta di alcuni cadaveri di donne e bambini presso un cimitero, risalente ai primi anni del Novecento, che doveva ospitare soltanto i corpicini di povere orfanelle decedute in tenera età. Ma chi sarà il responsabile di simili nefandezze? 
Che dire: un romanzo che si nutre di una scrittura piacevole, seppur priva di particolari acuti; che intriga attraverso una vicenda paganeggiante oltre che fuori dagli schemi; che si rifà a personaggi ben tratteggiati quanto di un certo spessore; che tiene sulla corda il lettore sino alle ultime pagine.

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