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Un viaggio all’insegna del perdono, della speranza e dell’accettazione in cerca di un figlio perduto

Nel suo romanzo d’esordio l’attrice americana Leah Franqui dà voce a una storia dolce e amara che cattura, intriga e induce alla riflessione


06/07/2020

di VALENTINA ZIRPOLI


“Un viaggio dall’India agli Stati Uniti alla ricerca di un figlio perduto, nonché all’inevitabile scoperta di se stessi e dei propri pregiudizi”, a fronte di una scrittura, quella di Leah Franqui, che cattura e intriga alla sua maniera: forte e potente nel gioco dei sentimenti, garbatamente inclusiva nel suo percorso narrativo, drammaticamente partecipe dei fatti non sempre piacevoli della vita. Il tutto a fronte dei suoi variegati risvolti familiari, che la vedono - pur essendo nata a Philadelphia e quindi americana a tutti gli effetti - farsi carico di una madre ebrea russa, un padre di origine portoricana, un marito indiano nato a Calcutta con il quale si è trasferita a Bombay. 
Insomma, un contesto familiare diversificato, tanto è vero che nelle note finali del suo libro d’esordio non manca di ringraziare i componenti della sua doppia famiglia: quella negli Stati Uniti (Deborah Solo, Angel e Alejandro Franqui) per averla sempre sopportata e amata; e quella indiana, in primis Raj Kummar e Mridula Narula, nonché Shuchita Jhaveri, i cui viaggi le hanno “ispirato questa sua prima storia”.     
Per la cronaca Leah Franqui, laureata alla Yale University, è una premiata autrice di teatro (nel 2013 ha incassato il Goldberg Playwriting Award) e di web series (per le quali ha ricevuto l’Alfred Sloan Foundation Screenwriting Award), che due anni fa aveva deciso di intraprendere la via della scrittura, dando alle stampe America for Beginners, un lavoro tradotto in diversi Paesi e ora arrivato sui nostri scaffali, per i tipi dell’Astoria, come Il figlio americano (pagg. 322, euro 20,00, traduzione di Cecilia Vallardi). Una storia agrodolce - come ha avuto modo di commentare l’Observer - di perdono, speranza e accettazione sugli imprevisti della vita e l’importanza delle relazioni affettive. 
La trama? “Pival Sengupta ha acquistato un viaggio organizzato negli Stati Uniti presso un tour operator specializzato per turisti indiani. Ma al contrario dei connazionali benestanti in vacanza, Pival non ha interesse per paesaggi e monumenti. Viaggia da Calcutta a New York, proseguendo poi per la California, per scoprire la verità sull’adorato figlio Rahi. Rahi che, trasferitosi da anni in America, ha disintegrato la tradizione familiare dichiarando la propria omosessualità. Il padre lo disconosce e quando, qualche tempo dopo, riceve notizia della morte del figlio, l’annuncia alla moglie come se parlasse di un estraneo”. 
Alla morte del marito, Pival ritiene sia giunto il momento di scoprire se il figlio è morto davvero. Una volta arrivata nella Grande Mela, “si trova ad avere come guida Satya, un giovane bangladese da poco negli Stati Uniti che non ha però mai oltrepassato i confini della città, e Rebecca, attrice americana che per sbarcare il lunario si trasforma in dama di compagnia. I reciproci pregiudizi e la fondamentale ignoranza di ciascuno verso la cultura dell’altro saranno fonte di vivaci scambi, e durante il viaggio Pival scoprirà che la sua comprensione del figlio, e le sue speranze di riunirsi a lui, sono messe in discussione dalla crescente conoscenza di questo strano Paese”. 
E mentre il legame tra i membri del bizzarro trio si rafforza, Pival, Satya e Rebecca impareranno a vedere l’America e loro stessi in modo nuovo e profondo. Mentre i reciproci pregiudizi e la fondamentale ignoranza di ciascuno di loro verso la cultura dell’altro saranno fonte di vivaci scambi su diversi piani, comportali e non. Ma alla fine del viaggio ognuno sarà entrato in contatto - quasi senza rendersene conto - con il mondo dell’altro, oltre a imparare verità prima ritenute impensabili. E alla fine si svelerà, ci mancherebbe, anche il mistero di Rahi. 
Che dire: un lavoro così ben scritto da non sembrare la prima volta di un esordiente. Il tutto a fronte di una grande attenzione ai dettagli, quei dettagli soprattutto culturali, così diversi fra loro, che si contrappongono e si scontrano, ma alla fine finiscono per amalgamarsi. Come la variegata storia degli Stati Uniti, così ricca di una diversificata immigrazione, ha insegnato. E i personaggi? Veri, vitali, così diversi uno dall’altro. In ogni caso capaci di raccontare un mondo, di indurre alla riflessione…

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