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Una Roma così non l’avete mai vista: un libro aperto sulla storia di una grande civiltà

Le migliori camminate in città, campagna e fuori porta: il giornalista Stefano Ardito ci guida alla scoperta dei luoghi più affascinanti e suggestivi della Capitale


13/07/2020

di Tancredi Re


Urbs, la città. Caput fidei, la città della fede. Caput mundi, capitale del mondo. Urbs eterna, città eterna. Avete sicuramente capito che stiamo parlando di Roma. La città per eccellenza, la prima metropoli dell’antichità, il cuore pulsante di una tra le più importanti civiltà antiche che influenzò la società, la cultura, la lingua, la letteratura, l’arte, l’architettura, la filosofia, la religione, il diritto e i costumi dei secoli successivi. 
Da quando venne fondata (secondo la tradizione da Romolo il 21 aprile 753 a. C., sebbene scavi recenti nel sito archeologico di Lapis niger, cioè pietra nera, collocato nell’area del Foro Romano sul luogo dei comizi, a poca distanza dalla Cura Iulia, farebbero risalire la nascita a due secoli prima) nel corso di tre millenni di storia, Roma è stata la più grande potenza economica, militare e demografica dell’antichità: estendeva il suo dominio su tutto il bacino del Mediterraneo, comprendendo gran parte dell’Europa (dalla penisola iberica  alla riva destra del fiume Reno, dalla Gallia alla Britannia), l’Africa settentrionale, il Vicino ed il Medio oriente. Fu poi capitale, prima, dello Stato Pontificio sottoposto al potere temporale dei Papi della Chiesa cattolica e, infine, del Regno d’Italia (1871-1946) e della Repubblica. 
Il suo centro storico, delimitato dalle mura aureliane, è espressione del patrimonio storico, artistico, culturale del mondo occidentale europeo e, nel 1980, insieme con le proprietà extra territoriali della Santa Sede nella città, è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’Unesco, provvedimento esteso nel 1990 ai territori compresi all’interno delle mura gianicolensi. Roma e i dintorni sono, insomma, un libro aperto sulla storia di una grande civiltà. Una storia che merita di essere fatta conoscere e apprezzare da tutto il mondo. 
Stefano Ardito ci invita a farlo proponendoci con il suo ultimo libro Passeggiate ed escursioni a Roma e dintorni (Newton Compton, pagg. 411, euro 9,90) le migliori camminate in città, campagna e fuori porta. È una bella e interessante guida ad esplorare la città per conoscerne i luoghi storici, le bellezze architettoniche, ma anche la dolcezza della campagna romana, e per coloro che lo desiderassero, individua itinerari per fare gite nei laghi o in montagna, luoghi distanti appena qualche ora dalla capitale. 
Memore di quanto affermava Henry James (“Stare a Roma e non far mai una passeggiata a piedi sarebbe poco divertente”), lo scrittore nato a New York e trapiantato in Gran Bretagna, che conosceva e apprezzava la città bagnata dal fiume Tevere, Ardito (firma tra le più affermate del giornalismo di montagna e di viaggio: i suoi reportage sono pubblicati sulle maggiori testate italiane e ha dato alle stampe decine di guide sulle montagne d’Italia e del mondo oltre ad avere realizzato una cinquantina di documentari) ci invita a visitare Roma e i paraggi utilizzando il “cavallo di San Francesco”, cioè rigorosamente a piedi. Per poterne apprezzare le meraviglie, coglierne le atmosfere, lasciarsi trasportare indietro nel tempo. 
Nella prima parte, alcuni itinerari ne ripercorrono le grandi tappe della sua plurimillenaria storia e sono dedicati ai monumenti e ai paesaggi urbani più famosi (Campidoglio, Foro Romano, Colosseo, Vaticano, Castel S. Angelo, i quartieri Prati e Flaminio, Foro Italico e Ponte Milvio, Porta San Paolo, Aventino, Terme di Caracalla) ma anche a quelli che lo sono meno (Garbatella, San Lorenzo, Verano, Piazza Vittoria, Testaccio, Quadraro, Tor Pignattara e Tor Tre Teste).  
Alcuni percorsi poi sono tematici: dedicati al Barocco, alle strade, alle piazze e ai palazzi utilizzati come scenografie nel cinema, a Giuseppe Garibaldi e alla Repubblica Romana, o ai Palazzi del potere di ieri e di oggi. E ancora il ghetto dove la più antica comunità ebraica d’Europa è stata confinata per tre secoli dai Papi. Ed è poi sopravvissuta al tentativo di genocidio, tra il 1943 e il 1945, da parte delle truppe d’occupazione tedesche (quando l’Italia firmò l’armistizio con gli Alleati e ruppe l’alleanza con la Germania di Hitler) alla quale le leggi razziali del fascismo avevano spianato la strada. 
Nella seconda parte, invece, Ardito oltre che in parchi celebri e monumentali come Villa Borghese, Villa Ada, Villa Doria Pamphilj, Villa Torlonia, e l’Appia Antica, ci conduce in aree verdi meno note, sempre tutelate e dotate di parchi e di riserve naturali, lungo itinerari all’interno o a ridosso del Grande Raccordo Anulare. 
Nella terza parte oltre alla Campagna Romana e alle alture che le fanno da corona, l’autore suggerisce di scoprire a piedi monumenti storici, laghi vulcanici e piccole montagne calcaree, aree umide ideali per l’osservazione degli uccelli, foreste di querce e orchidee selvatiche in fiore. 
La quarta e ultima parte, infine, è dedicata alle escursioni fuori dell’urbe, dunque più impegnative, da effettuare nel Lazio, in Umbria, Toscana e Abruzzo. 
Qui si va dalla Ciclabile del Nera ai sentieri del Narni, dal sentiero Silone di Pescina alla Cavendish Road, tracciata durante la Seconda Guerra mondiale per attaccare le postazioni tedesche di Montecassino. E poi le “passeggiate solidali” nelle valli di Amatrice e nel centro dell’Aquila, sul Terminillo, e sul Viglio, sul Gennaro, sulle creste di Forca d’Acero e del Gran Sasso. Infine, i cammini della fede: le Francigene del Nord e del Sud che convergono verso la Basilica di San Pietro.

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