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Una bella storia da film diventa romanzo

La cineasta campana Maria Pia Cerulo firma la trasposizione su carta del suo lungometraggio “Il Pesce Pettine” con le Sandrelli madre e figlia, di prossima uscita


21/05/2018

C'era una volta la novellizzazione: in epoca pre-home video a un film di successo si faceva spesso seguire la trasposizione su carta, per prolungare un'affabulazione cara al pubblico. Oggi il genere, già frequentato da registi del calibro di Steven Spielberg e Brian De Palma (firmarono i romanzi tratti dai loro “Incontri ravvicinati del terzo tipo” e “Vestito per uccidere”), vive una nuova stagione con Il Pesce Pettine, il libro che la cineasta campana Maria Pia Cerulo, già assistente di Lina Wertmüller, ha tratto dal suo film omonimo, presto in uscita nelle sale italiane. 
Cosa ha spinto la regista a riadattare la sua opera per un mezzo diverso? “La bellezza di questa storia – risponde la Cerulo. – Il Pesce Pettine narra del pescatore Vittorio, musicista dilettante dal misconosciuto talento. L'unico strumento che sa suonare è il tradizionale pettine ricoperto di carta velina: ci si soffia sopra e dalla vibrazione si ottengono le note. Si esibisce a livello locale con una sua band di pettini, tra l'incomprensione generale. Con un suo brano riesce ad accedere a un importante concorso, ma poi viene squalificato e per lui è la fine. Molti anni dopo suo figlio, diventato direttore d’orchestra, svilupperà tutte le possibilità sonore offerte dal pettine e con il sostegno di Elsa, il suo grande amore, porterà al successo quel brano. Vittorio è un personaggio che affascina – continua la Cerulo – perché vuole esserci a tutti i costi, partecipare dell'esistenza con la propria bellezza. Quando ho finito di girare ho sentito che la sua vicenda non era conclusa, c'era dell'altro da dire. Da lì è scattato il desiderio di ricavarne anche un libro”. 
Il film è stato ambientato tra le più belle località del Salernitano. “Come protagoniste sono state scelte Stefania e Amanda Sandrelli perché sono risultate le più idonee ad interpretare rispettivamente i ruoli di imprenditrice (per Stefania) e di compagna del protagonista (per Amanda)”, continua la Cerulo. Stefania Sandrelli ha dichiarato: “Sono sempre molto selettiva nello scegliere i miei ruoli. Se ho accettato questa parte è stato solo perché questa storia mi è davvero piaciuta.” Piaciuta al punto che sul set la diva si è spesa personalmente per la costruzione del suo personaggio, suggerendo battute e limando scene. “Un'altra collaborazione eccezionale che posso vantare – aggiunge la Cerulo – è quella con la compianta Suso Cecchi D'Amico che, anch'essa conquistata dalla bellezza del soggetto, mi fece dono di una sua supervisione.”  
Ora Il Pesce Pettine è al suo passaggio in libreria, e con i suoi rimandi tra un'opera e l'altra (nel romanzo viene rivelata, tra l'altro, la fonte di ispirazione de Il Vecchio e Il Mare di Hemingway, che soggiornò a lungo ad Acciaroli, il paese del pescatore Vittorio: una vera chicca per bibliofili), sempre in bilico tra vita vera e magia, si caratterizza come una creazione letteraria unica, antesignana di un genere piacevolmente fuori tempo: la fiaba realista 2.0, nel solco aperto da Calvino, Morante e prima ancora Deledda, da allora in attesa di degni epigoni.  
Il linguaggio adottato è semplice, lineare, eppure ogni parola vibra forte, sorretta com'è da un tessuto narrativo ricco di riferimenti storici, sociali, culturali, artistici. Il Pesce Pettine ci restituisce, con garbo e leggerezza, lo spaccato della vita di paese in un Sud poco frequentato, minore, con le sue dinamiche spietate eppure umanamente calde, le sue tradizioni religiose e culinarie che sono legge e certezza, i suoi buffi tic e idiosincrasie locali, tipici di un microcosmo dove gli echi del mondo esterno arrivano affievoliti e non vengono reciprocati, per incapacità o disinteresse.

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