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Una caccia al tesoro, un'isola misteriosa e il segreto di Colombo

Massimo Polidoro, eclettico scrittore nonché maestro dell’occulto, dà voce a una storia per ragazzi che strizza l’occhio anche ai giovani adulti


28/05/2018

di Massimo Mistero


Geniale e creativo Massimo Polidoro, un eclettico numero uno (ha firmato oltre quaranta libri e centinaia di articoli) la cui scrittura spazia a largo raggio nel variegato mondo degli adulti, ma sa anche come farsi amici veri fra i ragazzi. Scrivendo per loro in maniera semplice quanto accattivante, la qual cosa - se vogliamo essere onesti - finisce per conquistare anche una fetta di giovani adulti. 
Già, Polidoro. Che a margine de Il segreto di Colombo (pagg. 288, euro 16,00), il libro di cui consigliamo la lettura per la sua intrigante piacevolezza e che è stato pubblicato da Piemme - Il Battello a Vapore (testata per la quale ha già dato alle stampe Il tesoro di Leonardo e, sotto pseudonimo, la serie La squadra dell’impossibile), tiene a ringraziare moglie e figlie (Elena, Margherita e Sofia) per averlo aiutato a condurre “il vascello familiare attraverso i mari imprevedibili della vita”. Un po’ come il grande navigatore genovese, se vogliamo, fece attraversando l’oceano. 
Lui che a uso e costume dei ragazzi racconta come i sogni possano realizzarsi: basta infatti crederci. E in tale ottica si tuffa nel suo passato, ricordando quando, ancora bambino, divorava romanzi d’avventura, leggeva e rileggeva le imprese di Sherlock Holmes e i racconti di Edgar Allan Poe. E visto che amava disegnare, aveva iniziato a scrivere e illustrare le sue piccole storie. Poi la passione per la musica gli avrebbe fatto scoprire i Beatles e con loro avrebbe fatto due passi avanti: studiando le loro canzoni avrebbe imparato l’inglese e, in parallelo, avrebbe maturato l’intenzione di diventare giornalista. Sta di fatto che avrebbe dato voce a un giornalino i cui articoletti prendevano vita su una macchina per scrivere (allora il computer ancora non esisteva). Quindi fotocopiava le pagine del suo lavoro iniziando a venderlo per corrispondenza (“Sono arrivato ad avere un centinaio di abbonati”). E in seguito? Il resto della storia e della carriera ce l’ha racconta lui stesso qualche tempo fa, e la riportiamo pari pari per far capire ai giovani che volere è potere. 
Oggi Massimo Polidoro - nato a Voghera il 10 marzo 1969 - si propone infatti come giornalista, scrittore e divulgatore scientifico. Un eclettico personaggio - caratterialmente ottimista e tendenzialmente allegro - che dopo aver vissuto a Padova (“Città dove mi sono laureato in Psicologia con una tesi sull’attendibilità dei testimoni oculari di fenomeni insoliti”) da tempo è di stanza a Milano (“Ma mi muovo in continuazione”). Lui che sin da giovane si era sentito attratto dall’illusionismo e dall’occulto, “tematiche” che ancora rappresentano il suo vero hobby, in abbinata al nuoto, alla corsa e all’ascolto di tanta buona musica. 
Lui che verso la fine degli anni Ottanta, intrigato dalle trasmissioni e dagli scritti di Piero Angela, nonché dal lavoro dell’investigatore del paranormale James Randi (un prestigiatore che smascherava truffe e inganni), decise di contattarli. Così, “quando avevo appena 17 anni, scrissi a entrambi una lettera prima di andare in vacanza. E quando tornai, con sorpresa, scoprii che mi avevano risposto. In seguito Angela mi chiamò a Roma come ospite, mi fece visionare da Randi per rendersi conto se avevo l’approccio giusto alla materia e poi mi propose di andare a sue spese, per un anno, negli Stati Uniti proprio alla corte di quello che considero un uomo straordinario, una leggenda vivente”. 
Un’esperienza che “mi avrebbe portato ad apprendere le tecniche da portare avanti nelle indagini sui presunti fenomeni paranormali, oltre a quelle per smascherare i trucchi messi in atto dagli imbroglioni e dai ciarlatani dell’occulto”. 
Tornato in Italia nel 1990, Polidoro contribuì a fondare il Cicap (il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze) insieme a Piero Angela, Umberto Eco, Silvio Garattini, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini e Umberto Veronesi. Lui che, oltre ai tanti libri e racconti dei quali abbiamo accennato, può vantare anche la direzione della rivista del Comitato Scienza & Paranormale, la responsabilità della James Randi Educational Foundation per l’Europa, oltre alla fondazione della rivista Magia e alla docenza sul Metodo scientifico e la Psicologia dell’insolito all’Università di Milano Bicocca. Considerato che ha appena quarantanove anni, si tratta di un curriculum da numero uno. 
E per quanto riguarda la narrativa? Il suo esordio risale al 2006 con la pubblicazione de Il profeta del Reich, seguito da Etica criminale sulla banda Vallanzasca, Un gioco infame sui delitti della banda della Uno bianca, Eravamo solo bambini sull’istituto-lager Santa Rita di Grottaferrata gestito dalla ex suora Maria Diletta Pagliuca e Marta che aspetta l’alba, libro dedicato alla malattia mentale e al ruolo svolto da Franco Basaglia nel trattare queste disfunzioni. 
Buon ultimo il debutto sulla scena dei thriller, una tematica certamente distante da quelle da lui trattate. Un debutto arrivato dopo anni di preparazione, coltivata attraverso la lettura di chissà quanti gialli (in primis quelli di Michael Connelly, Stephen King, Jeffery Deaver e Stieg Larsson). Peraltro “dissezionandone con cura costruzioni, trame, malizie stilistiche e colpi di scena, ma anche cercando di puntare, arrivati al dunque, su una scrittura divertente infarcita di protagonisti nei guai sino al collo”. 
Un filone che, se vogliamo, rientra nell’ottica semplificata de Il segreto di Colombo, una storia semplice quanto trascinante che, partendo da lontano, approda al presente. Dove il passato ci viene incontro a suon di lucerne, pergamene e mappe misteriose, ma anche con il corpo senza vita di un ragazzo; dove, sia pure nel breve tempo di un prologo, incontriamo il nostro grande navigatore darsela a gambe in preda allo shock. Lo avreste mai immaginato vedere Cristoforo Colombo mettersi a correre, con tutto il fiato che gli era rimasto, in quanto di mezzo c’era la sua stessa vita? 
A seguire il balzo ai nostri giorni. Con in scena tre ragazzi, Daniel e gli amici Sam e Viola (fratello e sorella), in vacanza - non a caso si conoscono sin da quando erano piccolissimi - con le rispettive mamme alle Bahamas. A loro sembra di vivere in un sogno: sabbie bianche, mare cristallino e, in lontananza, l’ombra misteriosa di un’isola. Che sia proprio la fantomatica Isla Perdida raffigurata sulla mappa che Daniel ha comprato per pochi spiccioli da un rigattiere, convinto che si trattasse di un originale di Cristoforo Colombo? 
Poi tutto precipita, quando il “gran giorno è arrivato”; quando Sam, cucchiaio in pugno a mo’ di microfono, annuncia che l’avventura per ritrovare il tesoro nascosto sta per iniziare. In effetti una ragazza del luogo si è offerta di accompagnarli in motoscafo in quella strana terra in mezzo al mare. Almeno all’inizio tutto pare filare liscio finché una tempesta li fa naufragare su una spiaggia cinta da una foresta tropicale, popolata da strane creature e sovrastata da un vulcano attivo. E non sarà che l'inizio di una incredibile avventura...

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