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Una campagna elettorale farlocca nell'Italia che si crede democratica


01/08/2022

di Sandro Vacchi


Chi ha ucciso a quel modo il povero ambulante nero a Civitanova Marche? Ma che domande ! Gli implacabili killer Meloni-Salvini, ideologi del sovranismo, della xenofobia e inguaribili avversari dell'importazione di carne umana. Questa la prima pietra miliare posta dal Partito Democratico in vista delle elezioni politiche del 25 settembre. 
La seconda, di lì a pochi minuti, visto che il tempo stringe, qual è stata? Un bel taglio delle tasse? O della benzina che costa quanto lo champagne millesimato? Macché, siamo compagni ! “De sinistra”! E i “ricchi” devono pagare, perché avere due soldi da parte è una colpa. Ecco allora l'ideona di una bella tassa di successione a beneficio dei giovani svantaggiati dalla precarietà. 
. Potrebbe anche stare bene, così, idealmente, se quelli che ci lasciano l'Italia con un debito pubblico pari al 150 per cento del Pil e con un'inflazione al 9 per cento, come non si vedeva da anni, non fossero gli astuti inventori del reddito di cittadinanza, veleno per le imprese e grasso che cola per drappelli di filibustieri. Una mossa geniale, no, in campagna elettorale? 
Eppure io starei attento a certe trovate apparentemente suicide della sinistra snob. A meno che non abbiano raggiunto un livello di demenza incurabile anche dal miglior neurologo del mondo, politici che lanciano un'idea simile a meno di due mesi da elezioni politiche che dovrebbero segnarne la disgregazione, secondo i sondaggi, hanno qualche atout in saccoccia. Pensateci. Qualcuno di noi ha mai votato per Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi, Paolo Gentiloni, Giuseppe Conte, Mario Draghi ? Gli ultimi sei presidenti del consiglio ci sono stati imposti, signorilmente ma imposti, dai nostri signori, appunto: gli eurocrati di Bruxelles. L'ultimo capo di governo italiano scelto dal popolo (è quella cosa che si chiamava democrazia) è stato Silvio Berlusconi. Sembra un'altra era geologica: c'erano il bunga-bunga e la “nipote” di Mubarak, oggi c'è Marta Fascina, detta Ectoplasma. 
Significa che un'Italia che sterzi a destra, peggio se troppo a destra, sarà probabilmente stoppata prima di finire fuori strada: quella indicata dai sacri parametri di Maastricht, dalle inviolabili (per noi soprattutto) regole comunitarie, e dalla necessità di continuare a foraggiare Bruxelles, di cui siamo contribuenti primari. 
La sicumera dei piddini non si ferma alla ventilata patrimoniale. Ricordate il caso Bibbiano, sull'Appennino modenese, dove diversi minori furono dati in affido dai servizi sociali a famiglie spesso indicate da assistenti sociali quanto meno discusse? Qui mi fermo, altrimenti mi danno dell'omofobo. Un certo Luigi Di Maio, allora non ancora ministro degli Esteri, ma soltanto esponente di primo piano del movimento Cinque Stelle, pronunciò una frase incisa sul marmo come le Tavole della legge: <Mai con il partito di Bibbiano !> a escludere ogni apparentamento con il PD. Giggino Nostro, maturato dopo alcuni anni di politica (tradotto: si è fatto furbo) si è aggregato a Bruno Tabacci, un uomo per tutte le stagioni. Potrebbe essere inserito in una lista blindata a Modena, vale a dire a due passi da Bibbiano. 
D'altronde, sarebbe alquanto difficoltoso prendere per buone le dichiarazioni di chi assicurava di avere sconfitto la povertà. Con l'inflazione che decolla, la disoccupazione che vola e il debito pubblico ormai su Marte, sconfiggere la povertà sarebbe stato un miracolo impossibile anche per il Nazareno. Aggiungiamoci che non nascono più bambini, che i giovani meritevoli fuggono all'estero e che la forza-lavoro è sempre più composta da immigrati a basso costo, ed è stupefacente che quella favola di Di Maio qualcuno se la sia bevuta, mentre chi aveva bevuto troppo era lui. 
Adesso, comunque, le truppe si stanno già schierando, settembre non è lontano. Carlo Calenda, che conta quanto la Cremonese in Serie A, è riuscito a strappare due ministre a Forza Italia, vale a dire a Berlusconi. Secondo voi la Gelmini e la Carfagna, in politica da tre lustri, si lascerebbero incantare dai lustrini dopo aver guidato la Cosa pubblica ? Vogliono roba soda, mica fanfaluche idealistiche. Il vitalizio sicuro e quanto più elevato possibile, non promesse da marinaio. 
Se voi foste due ministri freschi di dicastero, di fronte a elezioni politiche date per sicure al centro-destra, lascereste, appunto, il centro-destra per gettarvi fra le braccia del nemico ? E lo stesso Renato Brunetta, non un signorino-buonasera, ma un apprezzato economista, oltre che un altro ministro berlusconiano? Meglio, ex. Ha mollato Silvio che si è sganciato da Draghi e, per la prima volta in vita sua, la Muta ha parlato, dandogli del nano. Sai che sforzo, per la pseudo moglie di Berlusconi, Marta Fascina ! Con quel cognome inquietante e quel partner inquieto è detestata da tutti coloro che pensano, ragionano, leggono “la Repubblica” e “Il domani”, frequentano i salotti buoni, mangiano cibi raffinati e mandano i figli alle scuole private, vale a dire i compagni da salotto, la sinistra italiana che ha sostituito la classe operaia. 
Mentre la ex Fiat abbandona anche la Borsa italiana per quella olandese, questo nostro Paese di provinciali si domanda che figuraccia avremo fatto nel mondo dopo aver scaricato, poveri omuncoli, un superman come Draghi. Il “New York Times”, non proprio il giornaletto della parrocchia, scrive: “La caduta di Draghi è un trionfo della democrazia, non una minaccia alla democrazia”. Parola di Cristopher Caldwell, che collabora anche con “Financial Times”, “Wall Street Journal” e “Washington Post”. 
Draghi simbolo della democrazia ? <Nessun elettore ha mai votato per lui - scrive Caldwell - Dunque, semmai le sue dimissioni sono un trionfo della democrazia.> E poi il colpo da novanta. <I governi italiani servono ora due padroni: l'elettorato e i mercati finanziari globali...Con il debito pubblico superiore al 150 per cento del Pil, il calo demografico e i tassi d'interesse in aumento, l'Italia è intrappolata in una moneta comune europea che non può svalutare.> Non per dire, ma su questo nostro piccolo giornale lo sosteniamo da anni pressoché ogni settimana. 
Come riassume “Libero”, Caldwell individua la rinuncia alla sovranità monetaria come una trappola che rende impossibile all'Italia fare una politica di sviluppo. In più, la rigidità dei parametri di Maastricht soffoca ogni politica espansiva. Se qui l'asino inciampa, dove cade è sui governi tecnici come quello di Draghi, chiamati nelle emergenze. Il risultato è che il governo italiano ascolta i cittadini fino a un certo punto, pur costringendoli a grandi sacrifici. Ecco perché l'elettorato sembra diventato populista. E si astiene sempre più dal voto, tanto comanda chi non è stato votato. 
La decantata credibilità di Draghi e dei suoi tecnici non deriva da un mandato popolare, dunque, ma dai collegamenti con banchieri e autorità di regolamentazione. <Qualsiasi governo italiano è costretto a prendere decisioni dettate dall'estero, che però sono odiose per molti elettori... Lo Stato italiano non dispone quasi più degli strumenti di politica economica che gli permetterebbero di affrontare il problema del debito pubblico e dello sviluppo perché ha ceduto gran parte dei suoi poteri alla UE...Agli italiani è stato sostanzialmente detto : puoi avere i soldi per salvare il tuo Paese se il signor Draghi è il tuo primo ministro, altrimenti no.> 
E poi ci si stupisce se il partito più votato in Italia è quello dei non votanti? Se non contiamo un tubo perché dovremmo giocarci una domenica alle urne invece di andarcene in gita? Tanto vale scrivere sulla scheda il nome di Ursula e buonanotte suonatori. 
E chi vorrebbe cedere ancora più poteri a Bruxelles? Il PD, guarda un po', conscio del vuoto cosmico della sinistra nostrana e terrorizzato dal trionfo annunciato della destra. Sempre più demonizzata e per questo sempre più destra. Quella moderata di Berlusconi si va sgretolando con il fondatore, quella popolaresca di Salvini è da sempre divisa fra governare e opporsi. La Meloni? I giornaloni (si fa per dire), guarda caso di proprietà di gruppi finanziari ultra europeisti, le hanno marchiato in fronte un bel fascio littorio e buonanotte al secchio. 
L'elettorato si sta spostando verso di lei? A chi ci governa da lontano non importa un fico secco. “Fate pur finta di votare, poveri italiani, e divertitevi coi vostri talk-show del piffero. Poi prendetevi chi diciamo noi” pensano nelle piramidi di Bruxelles. Presidenti della Repubblica e del Consiglio sono finalizzati a questo schema ferocemente antisovranista, che per prima cosa annulla la sovranità popolare. Schiavi nelle urne e privi di sovranità monetaria dove penseremmo mai di andare? La Meloni non la faranno vincere. E se vincesse nonostante tutto non la farebbero governare. Come? Imponendoci un altro governo tecnico. Presieduto da chi? Da Mario Draghi. Posso sbagliarmi, ma quale miglior rivincita per lui (e per gli eurofanatici) che mettersi di nuovo in sala d'attesa per succedere a Mattarella, facendo nel contempo un gran piacere a Bruxelles? 
E la democrazia? Potete ripetere, per favore ?

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