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Una casa in mezzo al bosco, una quercia secolare, un gatto nerissimo che arruffa il pelo e spalanca gli occhi nel buio

Il tutto a fronte di un gradito ritorno: quello della collaudata coppia composta da Francesco Guccini, il cantante-scrittore, e Loriano Macchiavelli, il maestro del giallo all’italiana, alle prese con una storia zeppa di misteri, emozioni e poesia


23/11/2020

di MAURO CASTELLI


Ancora una volta la collaudata coppia composta da Francesco Guccini, cantante e scrittore, e Loriano Macchiavelli, il maestro del giallo all’italiana, torna sugli scaffali giocando con i fantasmi per rendere omaggio allo spirito misterioso e inafferrabile delle loro amate montagne: quelle dell’Appennino tosco-emiliano. Mettendo in scena una casa in mezzo al bosco, una quercia secolare, due intriganti personaggi, oltre a un gatto nerissimo che si chiama Minosse e che spalanca gli occhi nel buio quando qualcosa lo terrorizza. 
Una storia di fantasmi e gente strana, come ha avuto modo di annotare lo stesso papà del sergente Sarti Antonio, segnata dalla parola fine giovedì 14 agosto, alle cinque in punto della sera, “quando io e Francesco abbiamo riletto per l’ultima volta le bozze, non sapendo ancora cosa ne era venuto fuori: forse un racconto lungo, forse un romanzo breve, forse né l’uno né l’altro”.
Di certo “non è una delle storie alle quali abbiamo abituato i nostri lettori, ma ci siamo divertiti a inventare una vicenda assurda che, in prima lettura, può apparire insulsa. Ma se avrete la pazienza di leggerla con la necessaria calma (e non solo per vedere come va a finire), vi accorgerete che fra le righe c’è dell’altro. Un altro che riguarda un po’ i nostri tempi e le nostre fobie, il più delle volte nascoste dietro la normalità di una vita che crediamo ci appartenga”. 
Di cosa stiamo parlando? Di Che cosa sa Minosse. Storia di fantasmi e gente strana (Giunti, pagg. 184, euro 15,00), un lavoretto agile e di intrigante lettura che si addentra fra le pieghe di un insolito quotidiano, dove accadono misteriosi fatti, peraltro difficili da interpretare.  
In altre parole, a tre anni di distanza da Tempo da elfi - ambientato a Casedipietra (un paese che nonostante tutto sta cambiando e dove vengono a vivere ragazzi e ragazze dagli abiti colorati in piccole comunità isolate sulla montagna) e interpretato dal collaudato ispettore della Forestale, Marco Gherardini detto Poiana, alle prese con un complicato delitto - la nostra premiata ditta si è lasciata andare a una inaspettata virata. In quanto, come ha tenuto a sottolineare Guccini, non si tratta di un giallo, semmai “di un semi-giallo dove non ci sono né morti né ammazzamenti: la vicenda ruota infatti attorno a una grande quercia, in una località inventata, dal nome Pietrapesa, dove si registrano fatti particolari”. 
Cosa succede è presto detto: Maurizio (uno scrittore cinquantenne) e la moglie Marta, un po’ più giovane di lui, si trovano - loro malgrado o forse no - a fare delle scelte. In effetti li incontriamo, a bordo del loro Maggiolino color antracite, percorrere una quieta strada di montagna fiancheggiata da una folta vegetazione. È la fine di agosto e, all’improvviso, capitano di fronte a una radura poco lontana dal fiume, un prato dominato da una grande quercia e da un’antica casa con tanto di torre che domina il bosco, una casa che sembrava aspettarli da tempo, lontana dai ritmi frenetici della città. 
A dire il vero Maurizio, da buon scrittore di romanzi, qualche sospetto per le case isolate nel bosco lo nutre, ma l’entusiasmo della moglie vince ogni sua resistenza. E così i due approdano tra gli Appennini, poco desiderosi di stringere amicizia con i ruvidi abitanti del paese vicino ma determinati a godersi il loro incantevole buen retiro. Lui infatti è in cerca di quiete per poter scrivere in santa pace, lei stanca e insoddisfatta della stressante vita cittadina. 
Però non sono soli: dalle profondità della cantina - che i locali chiamano “l’inferno” - emerge un grosso gatto che si considera il vero padrone di casa e che, in virtù del suo pelo nerissimo, accetta l’epiteto di Minosse con felina condiscendenza. 
Tutto bene, quindi? Affatto. Una notte dopo l’altra, a far loro compagnia, si susseguono strani accadimenti: colpi notturni alla porta esterna, gradini che scricchiolano, usci che sbattono e si chiudono senza motivo… Insomma, sta succedendo “qualcosa di malsano” secondo Marta, in questo spalleggiata dalla governante Isolina. Per non parlare di ombre fruscianti in giardino e luci che si accendono nel buio, mentre Minosse gonfia il pelo come se qualcosa lo terrorizzasse. E questa volta forse non è azzeccato il detto popolare che recita: bestia gatta bestia matta
Che altro? Il nostro scrittore scenderà in paese in cerca di informazioni sul passato della casa. Finendo per scoprire le vicende legate alla “quercia di Pietrapesa” che le dà il nome, ma anche rendendosi conto di trovarsi di fronte a una storia ancor più intrigante di quelle che immagina per i suoi libri. Una storia che è venuta a cercarlo ed esige che lui la percorra sino in fondo… 
Detto questo, briciole di dietrologia. Da dove può essere nata l’idea di un gatto protagonista? Riteniamo da una passione di vecchia data da una parte e da un grande dolore dall’altra. Come da chiacchierate con gli interessati legate a un recente passato. 
In casa Guccini, infatti, i gatti rappresentano una radicata tradizione, tanto è vero che ancora oggi ne circola uno in quel di Piavana, un paesino del Pistoiese a una manciata di chilometri da Porretta Terme (stazione termale del Bolognese affacciata sulle prime "propaggini" del fiume Reno) dove il cantante vive. Si chiama, come da tradizione di famiglia, Menica, è di colore nero e gioca a fare la vezzosa per guadagnarsi una carezza dall’ospite di turno. 
A sua volta Macchiavelli vive nel ricordo del suo Minos, che un brutto giorno si ammalò gravemente e dovette essere soppresso. E “mia moglie Franca, che ne aveva sofferto moltissimo, disse basta una volta per tutte”. 
Insomma: uno più uno e - magari sbagliamo, o forse no - salta fuori il gatto nero Minosse. Attorno al quale è imbastita questa loro ultima, piacevole storia…

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