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Una donna in fuga, un marito violento e un mistero senza spiegazione

Haylen Beck, nom de plume dello scrittore nordirlandese Stuart Neville, imbastisce un thriller da incubo sulla scomparsa di due bambini


14/05/2018

di Valentina Zirpoli


Portarsi a casa la benedizione di quel geniaccio del mistero che è Lee Child (“Non troverete di meglio”), in abbinata a quelle di Ruth Ware e Harlan Coben, non è da tutti. Benedizioni peraltro meritate, in quanto Haylen Beck (pseudonimo - preso in prestito dai suoi due chitarristi preferiti Eddie Van Halen e Jeff Beck - del barbuto e capelluto scrittore nordirlandese Stuart Neville) dimostra talento e versatilità in un thriller che, pur ripercorrendo sentieri noti, regala una intrigante ventata di arguzia narrativa giocando a rimpiattino fra le pieghe della storia e dei suoi azzeccati protagonisti. 
A partire da una madre in fuga, Audra Kinney, un marito violento, discutibili poliziotti (come lo sceriffo Whiteside) e Danny Lee, un uomo complesso e tormentato. Per non parlare di due bambini che stranamente spariscono nel nulla nonché di personaggi minori, come John Tandy e Mrs. Gerber, che pure hanno un ruolo importante nello svolgersi degli eventi. 
Risultato? Appunto Scomparsi (Baldini+Castoldi, pagg. 348, euro 20,00, traduzione di Carlo Prosperi), un romanzo di piacevole lettura che dopo un avvio al rallentatore man mano ingrana la marcia giusta, sino a regalare un finale come si deve. Giocando sui sentimenti di una donna fuggita da casa e da un passato segnato dall’uso e dall’abuso di droga e alcol. Il tutto a fronte di “una posta in gioco altissima” e ad alto tasso adrenalinico, pronta a confrontarsi con ben orchestrati colpi di scena e una buona fetta di paura. 
Di fatto una vicenda dal taglio cinematografico, tanto è vero che i diritti per il grande schermo sono già stati opzionati da Random House Films, Symbolic Exchange e Meridian Entertainment per una pellicola che sarà prodotta da James Schamus. Ma anche una chicca narrativa già venduta in Brasile, Stati Uniti, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Israele, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna e, ovviamente, nel nostro Paese. 
Per la cronaca Stuart Neville (classe 1972) si era aggiudicato il Los Angeles Times Book Prize con il lavoro d’esordio, firmato con il suo vero nome, oltre “a raccogliere consensi unanimi” per i romanzi ambientati a Belfast e “interpretati” dalla detective Serena Flanagan. Nel nostro caso, invece, Scomparsi (un romanzo secondo l’autore da un taglio più commerciale rispetto agli altri) è ambientato per la prima volta negli Usa, dove incontriamo Audra in fuga con i suoi due figli, ovvero Sean e Louise rispettivamente di dieci e sei anni. 
Una storia peraltro nata dal caso, a fronte di una frase (“C’è un uomo che mi pagherà un milione di dollari per bambino. Tre milioni per una coppia”) che mi era venuta in mente una notte mentre stavo andando a letto. Il giorno dopo avrei iniziato a rimuginarci sopra e ne avrei parlato con il mio agente, rimandandone però la scrittura in quanto pressato da altri impegni. È successo poi che un anno dopo mi sia capitato di attraversare l’Arizona, in compagnia di John Doherty della locale Northern University, dove avrei preso appunti e scattato foto. Un viaggio che avrebbe interessato anche il Colorado e che avrebbe avuto un enorme impatto sulla stesura del mio libro”. 
Ma torniamo alla trama. Succede che lungo una strada desolata dell’Arizona, “un banale controllo da parte dello sceriffo locale, Ronald Whiteside, prenda una brutta piega: tra i bagagli viene infatti trovato un sacchetto di marijuana. La donna viene arrestata, mentre Sean e Louise sono affidati alla vice di Whiteside. Una volta in cella, Audra scopre che la sua difficile situazione è destinata a trasformarsi nel peggior incubo di un genitore: quando chiede infatti dei suoi figli, lo sceriffo nega di averli visti sull’auto”. Il caso esplode a livello nazionale e ben presto, sul posto, giungono agenti dell’Fbi in abbinata a giornalisti delle più importanti testate: Tutti convinti che sia stata lei a ucciderli. 
Ma c’è un uomo che, per ragioni personali, crede nella sua innocenza. Si tratta di Danny Lee, un sino-americano di San Francisco che ha appreso della vicenda dalla televisione.  Così l’uomo “si imbarca su un volo per l’Arizona sia per aiutare Audra sia, soprattutto, per fare chiarezza sulla scomparsa di sua figlia, avvenuta cinque anni prima in circostanze analoghe. Nonostante il suo passato violento, Danny Lee rappresenta per la donna l’unica speranza di scoprire la verità e ritrovare Sean e Louise prima che sia troppo tardi…”.

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